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Magda Negri

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Finanziamento ai partiti: ciò che il PD dovrebbe dire

Ci sono alcune cose che il PD non riesce a dire e che avrebbe invece tutte le condizioni per poter dire, in questa mediocre vicenda dei soldi ai partiti.

Il PD è nato nel 2008 senza una lira, senza un euro, senza un immobile, senza ereditare un soldo dalla Margherita (che ne aveva molti), senza farsi carico dei debiti degli ex DS (che hanno provveduto a sanarli con la fondazione e i finanziamenti dei due anni 2006-2008), pagando l'affitto alle sezioni degli ex DS, ereditando solo due giornali in condizioni finanziarie non buone. Si legga in proposito il bel libro di Mauro Agostini, il tesoriere, Nudi nella capanna.

Un partito che nasce senza una lira può decidere tutto del  suo futuro. Non ha passato, se non l'eredità doverosa di non lasciare generosi funzionari e dipendenti per la strada e di trovarne l'utilizzo migliore.

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Il Piemonte è la Regione del Nord che sta pagando di più la crisi

Ripubblico qui una mia intervista uscita venerdì 13 aprile 2012 su Torino Cronaca, disponibile anche in DPF.

 

Come hanno già fatto i più importanti Paesi europei, in Parlamento si sta lavorando alla modifica di un articolo importante della Costituzione, l’articolo 81. Sarà così introdotto il principio del pareggio di bilancio: “lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio” tenendo conto delle fasi avverse e di quelle favorevoli del ciclo.

Senatrice Magda Negri, cosa vuol dire concretamente? E' come se ognuno di noi si assumesse l’impegno di non spendere più di quanto guadagna?

Le regole che valgono per la buona gestione di una famiglia assomigliano abbastanza a quelle che devono sovrintendere all'economia di una nazione.
Siamo in recessione, il PIL (che misura la ricchezza del Paese) diminuisce, si ingrossa il bacino della disoccupazione giovanile.
Le politiche di austerità, che rimettono i conti in ordine, devono curare il malato, non indebolirlo ancora di più. Allo stesso modo, una famiglia carica di debiti non ha un gran futuro. Deve cercare di non farne altri, ridurre le spese, e progressivamente mettersi in condizione di fare risparmi per i momenti difficili.

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Lega, una guerra di potere appena cominciata

I 4000 della prima linea presenti ieri a Bergamo, con i loro applausi promossi dai capi fazione, hanno reso con plastica evidenza l'immagine di un partito che è sempre stato stalinista, con la proiezione esterna di un populismo violento, identitario, cieco.

La Lega rappresenta interessi veri, veri problemi irrisolti e anche tanta anima della società del nord.
Ma l'uso politico ventennale che ne è stato fatto è sotto gli occhi di tutti: nessun effettivo risultato dall'alleanza subalterna con Berlusconi e il progressivo feroce accaparramento di posti statali e parastatali - come e peggio degli altri partiti "storici".

C'è poco da commuoversi di fronte ad una brutta guerra di potere appena cominciata.

Consigli di lettura: l'accidentato percorso della riforma elettorale

Vorrei segnalare i seguenti articoli di eminenti studiosi che rivelano le criticità presenti nel dibattito in corso su quale futuro dare alle nostre istituzioni:

Questi articoli commentano l'accidentato percorso della riforma della legge elettorale: vanno letti con attenzione e utilizzati come le premesse per un'analisi più approfondita del dibattito appena iniziato e che si svilupperà nei prossimi mesi.

Gli italiani devono poter scegliere il proprio governo

In tema di riforma della legge elettorale, vi invito a leggere i seguenti articoli:

Questi articoli hanno evidentemente aperto un confronto nell'area bipolarista riformista.

Non possiamo sottrarre agli italiani il potere di scegliere il proprio governo: sarebbe un vulnus incomprensibile.

 

Rigenerare dal profondo i partiti per riavvicinare i cittadini alla politica

Ripubblico qui di seguito un mio articolo uscito ieri su Torino Cronaca, disponibile anche in DPF.

 

La disaffezione di molti cittadini verso la politica è un sintomo grave. Prima delle prossime elezioni politiche c'è bisogno di un serio impegno in Parlamento per rigenerare dal profondo i partiti italiani, vincolandoli a norme precise sulla loro democrazia interna. Alla Camera la discussione è già molto avanzata, al Senato sono depositati numerosi disegni di legge, tra cui uno mio, sulla stessa materia.

Ai cittadini italiani i partiti così come sono non piacciono: li vorrebbero più trasparenti, più efficaci. Servono strumenti moderni per organizzare i bisogni e la partecipazione di chi intende, come dice l'art. 49 della nostra Costituzione "concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale".

Bisogna fare un salto di qualità: regolare per legge la vita interna dei partiti, specialmente per quanto riguarda le "funzioni aventi rilevanza costituzionale" che essi svolgono, la più importante delle quali consiste nella selezione dei candidati alle cariche pubbliche elettive.

Le elezioni primarie aperte a tutti i cittadini che si riconoscono nei valori del PD sono state una straordinaria novità introdotta nella vita pubblica italiana.

Non è vero che c'è solo delusione: decine di migliaia di elettori partecipano ormai stabilmente alle primarie del PD e del centrosinistra. Ma è tempo di correggere qualche errore: bisogna stabilire per legge forme e regole. Noi prevediamo che uno o più partiti fra loro coalizzati si rivolgano all'ufficio elettorale competente per organizzare data, sede, modalità delle elezioni primarie, con un rigoroso limite alle spese e l'esclusione delle candidature di persone condannate. Bisogna fissare per legge regole stringenti per le candidature, come indicato dal codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione parlamentare antimafia.

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Riforma elettorale: proposte del PD

Il prossimamente sarà presentato alla Camera dei Deputati uno studio di Astrid sulla la riforma elettorale.

Per superare il porcellum e non cadere nei vincoli del maggioritario di coalizione, che mette insieme forze in grado di vincere ma non di governare, presenteranno uno studio analitico sugli effetti del sistema spagnolo: bipolarismo costruito intorno ai due più grandi partiti.

Sei mesi per cambiare la legge elettorale non sono molti ma se il confronto sarà onesto e concreto forse possiamo uscirne senza precipitare in un neo-proporzionalismo che consegnerebbe a Casini l'ultima parola sulle alleanze e sul governo.

Vedo che Rosy Bindi e forse anche Parisi hanno invece scelto di difendere il maggioritario di coalizione, correggendone i parassitismi più evidenti: non più l'1% ma circa il 4% per coalizzarsi e spartirsi i seggi.

Allo stato attuale sono quindi in campo quindi tre proposte:
  • modello proporzionale tedesco, con soglia di sbarramento al 5% (Violante)
  • modello spagnolo (Ceccanti ed altri) con soglie d'accesso circoscrizionali alte
  • porcellum rivisitato (Rosy Bindi)
Naturalmente, non sarà solo il PD a decidere...

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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