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Magda Negri

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L'occasione dell'autonomia

Pezzi di riforme istituzionali si producono qua e là.
Ha ragione il Pd a dire che la riduzione del numero dei parlamentari è cosa rozza se non inquadrata in funzioni diverse, come tentammo di fare con l'abolizione del Senato, ma ricordo che il Pds e i Ds e addirittura il Pci, più volte proposero la riduzione del numero dei parlamentari, "decontestualizzata" da ogni riforma.
Non sarà un referendum facile.
Per ciò che riguarda le autonomie regionali, spero di non scandalizzare nessuno se dico che nel metodo ha ragione Maroni.
Si porti alla discussione del Parlamento gli accordi della Lombardia, del Veneto e dell'Emilia, già sottoscritti da un governo di centro sinistra, il governo Gentiloni.
Si esaminino le proposte del Piemonte, si ascoltino le proposte di De Luca, che mi sembrano formalizzate.
Ci sarà un minimo comun denominatore ma, l'autonomia differenziata si chiama differenziata appunto perchè lascia alle Regioni temi e interventi diversi, pur con l'invarianza della spesa storica per i primi anni.
Ne abbiamo discusso per vent'anni....
E' ora di non buttare via tutto il lavoro svolto.
 

Finisce l'era del Maggiolino

In questi giorni in Messico la Volkswagen produce l' ultimo modello del Maggiolino per lasciarlo in un museo.
E noi ultimi possessori della mitica auto come faremo? Dovremo cercare in giro venditori di pezzi recuperati e poi ci rassegneremo prima o poi a seppellire gli anni 70.
Devo solo decidere se Carlotta avrà una onorata sepoltura in Calabria o a Torino.
C'è ancora tempo.
 

Note ambientali, di costume

Note di costume.
Nella mia permanenza ad Amendolara, che sarà breve, ho riscontrato piccoli effetti sociali: qualche adulto riceve il Reddito di Cittadinanza, tra il biasimo dei familiari che lo considerano uno che da tanti anni poteva lavorare e non ha mai accettato faticosi, come ad esempio il muratore o lavorare in campagna, e anche nel bar del paese alto, i commenti negativi sul RdC si sprecano.
Strano; bisognerebbe approfondire...
Però nei piccoli paesi tutti si conoscono, tutti conoscono le opportunità delle famiglie e dei singoli.
C'è anche una certa quota di invidia sociale.
Ma questi commenti, pur generalizzati, devono avere pur un fondamento.
Sono molto contenta di vedere alcuni giovani che hanno scelto di diventare piccoli imprenditori agricoli con fondi regionali europei, ma investendo di più nella vicina Basilicata che non in Calabria.
Una ragazza, da tanto tempo disoccupata, con l'aiuto della famiglia, che ha qualche mezzo ha deciso, dopo un inutile diploma, di aprire un laboratorio di insaccati e di pasta fresca.
Ci si dà da fare, l'agricoltura è molto redditizia.
Dalla vicina Corigliano comprano terreni e piantano agrumeti, si espiantano le piante di albicocche, il cui prezzo è crollato, ma sempre ci vuole la scintilla del capitale familiare o dell'aiuto pubblico.
Comunque vedo qualche segno di auto imprenditoria, per ragioni di sopravvivenza.
 
 
 

Con i dispetti distorsivi non si va lontano..

Strambo Renzi.
Bizzarro e distorsivo.
Usa impropriamente e paradossalmente il problema drammatico dell' immigrazione per continuare la sua storica guerra contro Gentiloni e Minniti, dimenticando che nel 2017 il Segretario in carica era lui.
Comunque vedo che le idee circolano e non bisogna mai inchiodare nessuno a un ruolo o a un' etichetta.
Renzi, come Bersani, Fratoianni, e tanta parte della sinistra pensa che nel 2017, senza avere la maggioranza parlamentare, dovevamo ingaggiare una battaglia per lo ius soli e considerare l'arrivo, nel 2016 e 2017, di migliaia di profughi un fatto socialmente inevitabile e sostenibile dalla opinione pubblica.
Anche io, a parte lo ius soli, ritenevo l'ondata migratoria gestibile, ma poi ho fatto i conti con il principio di realtà e con il 35% della Lega.
E' ora che i riformisti sfidino l'Europa per una vera Agenzia Europea per i migranti, per corridoi umanitari, per la chiusura delle sedi in Libia.
Con i dispetti distorsivi non si va lontano..
E poi..che noia!
 
 

Come muoiono le democrazie

Questo libro, con la interessante prefazione di Sergio Fabrini su "La sfida populista e i suoi rimedi" mi accompagnerà in questi 7 giorni di mare che mi accingo a fare ad Amendolara.
La vacanza è bella se goduta in piena libertà e serenità, ma non bisogna proprio interrompere del tutto il filo delle proprie riflessioni, silenziare gli interrogativi che ci agitano in questi mesi.
Scrivono gli autori: "oggi il tracollo di una democrazia incomincia alle urne... dalla fine della guerra fredda ad oggi, a determinare la morte di una democrazia, non sono quasi mai generali e soldati, ma gli stessi governi eletti.
Leader eletti hanno sovvertito le istituzioni democratiche".
Nel lungo elenco che propongono, per l'Europa c' è la Georgia, l' Ucraina, la Russia e l'Ungheria.
Sono processi messi in atto dall'interno delle istituzioni e con mezzi legali, e tutte le volte la democrazia, in vari modi, viene gradualmente trasformata in un regime autoritario da un leader eletto.
E a Salvini piacciono tanto la Russia e l'Ungheria.
 
 

Un successo dei socialisti europei ed italiani

Ultimo tassello di brillantissima strategia del governo gialloverde in Europa: dopo aver bocciato una colomba dei conti pubblici (Timmermans) per poi farsi imporre un falco (vonderLeyen) si devono anche beccare @DavidSassoli del PD va al vertice Parlamento Europeo (tantissimi auguri!).

Il problema è che, appena smetteranno di far finta di aver vinto qualcosa, inizieranno di nuovo a frignare che in Europa non ci vuole nessuno e che quindi ce ne andiamo.
Ma -- come anche quest'ultimo caso delle nomine insegna- la colpa è tutta loro e non certo dell'Europa matrigna.

 

Aggiungo che la parte iniziale dello speach di Sassoli è stata davvero splendida: una rivendicazione orgogliosa del tesoro delle libertà europee, dove lo Stato non può uccidere nessuno, perchè non esiste la pena di morte.

Dove i diritti individuali sono tutti tutelati, con il rispetto delle differenze di genere, etniche, culturali.

Dove lo Stato sociale, pur nelle difficoltà, protegge dai più gravi rischi esistenziali.

Solo in Europa succede questo... forse in Canada.

Ma nei grandi continenti, solo in Europa.

E Sassoli l'ha rivendicato con fermezza e orgoglio.

Salvini è oggettivamente pericoloso.

Abbiamo il diritto di preoccuparci..senza esagerare ma senza distrarsi.
Salvini è oggettivamente pericoloso.
Fuori misura fuori da ogni dimensione istituzionale, iroso, provocatore, minaccioso verso la Gip di Agrigento.
Forse c' è della commedia in questo atteggiamento, ma le cose dette restano, le minacce restano, l 'attacco del Ministro degli interni alla magistratura resta.
Non sono scontri personali.
Scricchiolano le istituzioni e il loro sempre più faticoso equilibrio
Mai avuto un Ministro degli interni così.
Studiarlo bene e isolarlo.
E' un dovere primario per i democratici e i riformisti.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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