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Magda Negri

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Quante infinite ipocrisie sul cosiddetto sindaco d'Italia

Quante infinite ipocrisie sul cosiddetto sindaco d'Italia.
Potevamo già averlo, se Renzi non avesse sbagliato il timing delle pur necessarie riforme quando comandava nel Pd, e se tutti gli altri partiti avessero rispettato davvero creduto e rispettato il principio che il voto popolare deve anche segnalare l'indirizzo del governo.
Quanta ignoranza, quante interessate dimenticanze...
Il 30 MAGGIO 2013, all'inizio della XVII legislatura, alla Camera dei Deputati si è presentata la PROPOSTA DI LEGGE n°1116, primo firmatario On. Nicoletti, altri importanti firmatari Bindi, Madia, Miotto, Guerini, Quartapelle ecc.., per l'introduzione del doppio turno di coalizione per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
Arrivò la discussione in aula con relatori di maggioranza e minoranza e poi finì.
Si tratta della vera quadratura del cerchio.
Aspettando riforme istituzionali più premianti, veniva incontro alle osservazioni della Corte Costituzionale e restituiva ai cittadini il potere di determinare con il proprio voto l'indirizzo politico del Governo.
Soluzione semplice: circoscrizioni provinciali, premio di maggioranza moderato alla lista o alla coalizione di liste che raggiungessero il 40%; in caso contrario "doppio turno di coalizione", ossia ballottaggio tra le due liste o coalizione di liste che avessero conseguito il miglior risultato al primo turno senza aver superato la soglia del 40%.
Introduzione del voto di preferenza, possibilità della doppia preferenza di genere, per avere maggioranze parlamentari stabili, interventi sul meccanismo di distribuzione del premio di maggioranza al Senato per renderlo omogeneo a quello della Camera dei Deputati.
Come è avvenuto nel Porcellum e nel Rosatellum, la lista e le coalizione di liste erano appaiate sulla scheda a un potenziale premier - sindaco, senza arrivare alla elezione diretta, che nella sua forma pura esiste solo in pochissimi paesi.
Questo era il "Sindaco d'Italia", non una soluzione presidenziale o semi presidenziale, che richiedeva un'altra dimensione di riforma costituzionale.
Questa soluzione, come si dice chiaramente nella presentazione del disegno di legge, era automaticamente adattabile nel caso di abolizione costituzionale del Senato.
Perchè non si è lavorato convintamente a questa soluzione?
Perchè alla fine della XVII legislatura ci si è impantanati nel contraddittorio Rosatellum?
Perchè il gruppo parlamentare del Pd, in questi due anni della XVIII legislatura non l'ha ripresa in considerazione, dal momento che era così vicina alla cultura dell'Ulivo e del Pd?
Perchè Renzi gioca strumentalmente, adesso, con una proposta che ha di fatto abbandonato quando ce l'aveva tra le mani?
La risposta a ciascuna di queste domande è tutta e solo politica: se si crede o no alla democrazia decidente, se si crede o no a un moderato uso del maggioritario per consentire rappresentanza e governabilità insieme, se si ha una precisa idea degli assetti istituzionali politici e poi si è disposti a mediare.
Il fatto che i gruppi alla Camera e al Senato del Pd, oggi, non ieri, non abbiano presentato anche una proposta simile al confronto con gli altri partiti di maggioranza, è segno di grande debolezza politica.
Renzi trucca le carte, ma noi siamo, su questo terreno, politicamente deboli e reticenti.
 
 
 
 

Tutti insieme appassionatamente e ragionieristicamente

Sommaria valutazione della nuova segreteria Pd: molte giovani donne..grande unità..rigorosa applicazione del manuale Cancelli.
Zingaretti ha perso una delle sue principali battaglie congressuali: superare l' assetto correntizio per una nuova forma di partito.
Le abbraccia e le riconosce tutte, anche quelle prodottesi per via parlamentare..a prescindere dalle mozioni congressuali.
Afflato unitario... pigrizia politica.
Peccato... ci avevo creduto... anzi era una delle fondamentali ragioni della mia scelta congressuale.
Buon lavoro a tutti.
Comunque.
 

La possibilità delle riforme

Mi sono addormentata e quindi posso parlare dell'intervista di Renzi solo di seconda mano.
Non dirò come molti commentatori "tanto rumor per nulla o penultimatum".
Mi sembra di capire che, come per il Pd, anche per Iv questo governo è nato con affanno e indeterminatezza programmatica.
Ognuno pensava di ingaggiare poi un braccio di ferro.
Come pensare che i 5S in crisi potevano rinunciare al reddito di cittadinanza?
Pensarci prima.
L' unica novità apprezzabile è la proposta del sindaco d' Italia Viva: idea occhettiana ed ulivista che fu sorretta per anni da collegi maggioritari.
Non siamo mai riusciti a sostenerlo con una riforma costituzionale vera e anche l' Italicum costruiva il premierato forte attraverso la legge elettorale.
Renzi ha, solo pochi mesi, fa concordato con tutta la
la maggioranza e minoranza il ritorno al proporzionale puro.
Quindi?
Pensiamo che questa possa diventare una legislatura costituente?
Radicale e improvviso ripensamento..
Davvero Renzi pensa che il centro destra può creare con lui un fronte per le riforme costituzionali... quello stesso centro destra che fu il nemico massimo del referendum e dell' Italicum solo 2 anni fa?
Salvini e Meloni, ora interlocutori affidabili per un vasto processo di revisione costituzionali?
Diamoci obiettivi politicamente credibili.
Poi..dopo le elezioni, si aprirà una nuova fase.
 

Cultura politica del Pd

Qualunque sia lo sviluppo politico/istituzionale di questi giorni in preparazione di questo ancora incerto congresso, mi sembra importante dare forma, corpo e gambe alla fondazione del Pd diretta da Gianni Cuperlo.
Ci serve per un'analisi sitematica della società italiana, degli orientamenti delle forze politiche ecc.., per non restare sul pelo dell'acqua.
 

A brigante, brigante e mezzo

Dice l'adagio popolare: "A brigante, brigante e mezzo."
Consapevoli di chi è il brigante... bisogna trovare e incominciare ad allenare il brigante e mezzo.
 

Troppa confusione

Sono le 4 del mattino e con mia mamma é stata un altra notte da tragedia.
Si fa presto a dire ospedalizzazione a domicilio.
La notte ci si sente insicuri e impotenti e la guardia medica per ogni problema rimanda subito al 118.
Sento Rai News e le considerazioni e minacce di Renzi dal Pakistan.
Resto fra i pochi dem che considerano possibili le elezioni.
Riclassificherebbero le forze politiche nei loro nuovi rapporti di forza e le rispettive proposte di governo.
So di essere in assoluta minoranza.
C' è troppa confusione che l' elettorato di centro sinistra non merita.
Se il governo non decolla l' assunzione di responsabilità del Pd non servirà più di tanto.
Credo che Renzi non voglia e non riesca a trovare sintesi, pur difendendo con determinazione le sue proposte.
La tensione Pd e 5S non può essere composta sempre in mediazioni tattiche di incerta produttività.
Se non è tutto teatrino personalistico, presto bisognerà venirne a una.
O una vera coalizione europeista Ursula VDL (la coalizione delle forze politiche che votarono la presidente della commissione europea in una logica anti sovranista) o le elezioni.
Per la prima ipotesi in questo anno sono venute meno le condizioni.
Per la seconda si oppongono quasi tutte le forze parlamentari.
Ma il destino del Pd e del centro sinistra non é legato solo al governo.
Dobbiamo organizzare, irrobustirci perché il confronto, comunque la si giri, sarà a 2.
Da una parte questa destra... dall' altra il Pd, architrave del centro sinistra e di tutto il resto.
Nonostante la mia non simpatia per il personaggio Renzi, mi dispiace davvero che forze liberal democratiche intorno a lui se ne vadano per un altra strada.
Erano preziose..ma stanno cercando per sé un altro destino.
 
 

Prossima tappa lapidazione.

Che uomo meschino e spietato..
Non mi interessa nessuna valutazione politica delle opinioni di Salvini sulle donne immigrate e gli aborti..
Troppo ignorante uno che pensa che una interruzione di gravidanza si faccia al pronto soccorso come una sutura o un gesso per un braccio rotto.
Prendersela con le donne più deboli e con meno informazioni sanitarie, oppresse da culture maschiliste, è indegno di un uomo politico.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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