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Magda Negri

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Viva Mattarella

Viva Mattarella l’anticonformista del pensiero, del rigore e del riserbo nel tempo della politica urlata e dei tweet. Massima soddisfazione. Tutto quello che conseguirà per riforma, eccetera, è un altro tema, in un altro tempo.

Syriza, l'elezione del Presidente della Repubblica, la legge elettorale

Mille auguri a Syriza per un’efficace azione di governo di sinistra. Comunque: we want our money back, ovvero i 40 miliardi prestati dagli italiani alla Grecia.

Il metodo con cui si andrà a votare il prossimo Presidente della Repubblica fa rimpiangere la mancata elezione diretta del medesimo. È d’obbligo, in ogni caso, selezionare una presonalità di massima autorevolezza, di massima autonomia.

Bella discussione domenica scorsa all’assemblea regionale del PD: abbiamo votato un regolamento che consentirà a tutti di intervenire in un sito apposito del pd regionale.
La discussione si è poi concentrata su un’analisi di dettaglio della legge elettorale. Italicum: davvero nessun motivo per votare contro, trattandosi sia nel caso della proposta Renzi sia nel caso della proposta Gotor di un sistema misto di nominati ed eletti. Davvero pochissima differenza rispetto alle laceranti posizioni del passato sul sitema elettorale nell’Ulivo e nel PD. Pochissima differenza e massima strumentalizzazione.

#JeSuisCharlie

Questo 2015 inizia con una terribile tragedia. Pericoloso e sbagliato parlare di guerra contro l’occidente, si tratta di una sfida terroristica contro i mussulmani moderati e contro l’occidente. L’effetto di un tragico scisma che oppone frange terroristiche ai musulmani moderati (la gran parte) e che sfida le libertà.

Oggi tutti i giornali della destra (LiberoIl GiornaleLa Padania) fanno l’equazione islam = terrorismo. È una china pericolosa. 

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Le avanguardie sono stanche

Ernesto Galli Dalla Loggia su Il Corriere di domenica 14 dicembre e, sempre nello stesso giorno, Aldo Bonomi sul Sole24ore sottolineano le contraddizioni fondamentali di questo momento: riformismo dall'alto e grandi movimenti dal basso che esprimono disagio, crisi, proposte diverse e anche resistenze profonde al cambiamento e, dall'altra parte, come denunciato splendidamente dal Presidente Napolitano, il rischio perennemente vivo del populismo, del giustizialismo, dell'antipolitica, che è passato, come un fiume sordo e carsico dalla prima, alla seconda alla terza repubblica. Galli Della Loggia arriva ad affermare che la nuova classe dirigente del PD trova nel movimento antipolitico gran parte della sua legittimazione. Giudizio forse troppo duro ma personalmente continuo a ritenere che l'onda della rottamazione fosse esattamente un'onda antipolitica e che il riformismo forte del PD dovrà far premio su quel peccato originale. Speriamo.

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Aspettando Napolitano

Restituiscano i soldi, tutti, e vadano in galera, almeno un po’.

Le proposte di Renzi sono emotive e minimaliste insieme. Le leggi già ci sono, lo spirito pubblico, il controllo degli amministratori e la vigilanza della politica invece no.

Sono a Roma per l’assemblea degli ex deputati introdotta da De Rita con una relazione sulla società italiana. Mi spiace di non poter essere domani a Torino al colloquio italo tedesco con Giorgio Napolitano. Credo che non mancheranno analisi intelligenti sui problemi della governabilità, del debito italiano e degli equilibri europei.

L’euro nacque grazie a Kohl e Mitterand per controllare la forza del marco della Germania riunificata. Il marco non c’è più ma la forza della nuova Germania si è presa qualche rivincita storica.

Roma come Beirut

Se Roma (a parte le bombe) viene percepita come Beirut, qualsiasi sforzo di rinnovamento del Paese è destinato a fallire. La cosa che più colpisce non è tanto il meccanismo-sistema delle tangenti quanto il potere di criminali puri, alcuni anche assassini, sull'amministrazione. Così direttamente non era mai avvenuto a Milano, a Venezia anche nei casi più eclatanti della questione morale classica. Forse solo a Palermo, ma Palermo non è la capitale d’Italia. 

Renzi ha fatto bene a sollevare il problema del superamento del correntismo esasperato e della atomizzazione dell’azione politica. Un grande partito ha bisogno di grandi correnti culturali e di grandi opzioni al suo interno, anche diverse, ma deve finire l’equazione: convegno uguale corrente uguale controllo di pacchetti di tessere uguale sottogoverno.

La situazione piemontese è tutto sommato sana, ma manca lo slancio di una azione unitaria che coinvolga tutta la maggioranza e tutta la minoranza. Basta guardare l’elenco delle tante iniziative che per fortuna si svolgono e i nomi dei relatori. Ci vuole un passo in più, e penso che potremmo essere in grado di farlo. Sarebbe necessario preparare una Conferenza Programmatica Regionale.

 

Elezioni in Calabria ed Emilia Romagna 2014

I politicanti guarderanno al risultato che premia comunque il centro Sinistra in Calabria e Emilia Romagna. I politici dovrebbero cercare di capire (e non sarà facile) cos’è successo in questa drammatica astensione.

Le risposste possono essere diverse:

  • è solo un'accentuazione di un trend europeo
  • le offerte politiche in campo non erano travolgenti, le regioni non piacciono più, erano elezioni isolate
  • l’orientamento elettorale è mobile, imprevedibile e revoca la fiducia con insondabile leggerezza
  • se programmi e valori di fondo dell’azione politica fanno fatica a realizzarsi o impallidiscono, le moderne democrazie degenerano nella sospensione e nella revoca del consenso.

Sarebbe utile parlarne, ma temo che l’esiguità dei campioni elettorali cauterizzerà le interpretazioni più discordanti.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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