header

Magda Negri

header

L'erba voglio

L'erba voglio non cresce solo nel giardino del re… Ma anche in quello spazio grigio e confortante che si chiama "deroghe del PD".

Il nostro è uno statuto assurdo: prevedere che la deroga sia una richiesta individuale (come si trattasse di bambini capricciosi) e non vagliata seriamente dagli organismi dirigenti.
Il Segretario non si assume nessuna specifica responsabilità. Chi vuole resta, se c'è posto, chi non vuole se ne va.

Accade così il paradosso che per senso di responsabilità non ci siano più Veltroni, D'Alema, Morando, Livia Turco, Anna Serafini, Cabras e tanti altri che sono stati e sarebbero ancora colonne dell'attività legislativa e simboli politici, mentre altri restano.

A parte Bindi e Finocchiaro, secondo me, molti di questi nomi potevano essere discussi e a molti di quelli che se ne sono andati il Segretario avrebbe dovuto  chiedere di restare.

Per questo ho votato contro.
Sono una di quelli che non hanno accettato il gioco dell'erba voglio.

Berlusconi pirandelliano e fantasie in casa nostra

Fuoco di tutti contro la discesa in campo di Berlusconi. Se lo merita. Il PDL ha scelto l'attacco sbracato, vile, populistico al portato del governo Monti.



Se ieri potevo fare questo commento sul gran ritorno populista contro l'anno del governo tecnico e contro Monti in particolare, oggi et volilà con un'acrobatica piroetta Berlusconi cambia registro e dice che non si candiderà se Monti deciderà di guidare insieme il PDL, i neomoderati e la Lega. Bum, uno nessuno centomila. Berlusconi sempre più pirandelliano gioca ad occupare comunque la scena.
Facciamo bene noi ad ignorarlo e a proporre riforme vere. Il cuore di questa campagna elettorale sarà lo scontro tra populismo e riformismo.
Occorrerà guadagnare una chiarezza cartesiana per separare analisi, diagnosi, proposte.

La direzione PD che si terrà lunedì e martedì si preannuncia complicata. La fantasia al potere crea anche a casa nostra qualche singolare effetto. In molti paesi del mondo il segretario del maggior partito candidato a premier si fa ulteriormente legittimare con elezioni primarie. Questo l'abbiamo fatto anche noi con l'elezione di Prodi, Veltroni, Bersani. Anche se in modi confusi, volevamo tendere a questo risultato: far eleggere ai cittadini il candidato premier di coalizione o di partito.

In nessun paese del mondo invece il gruppo parlamentare viene scelto in 48 ore, con fantastiche primarie sotto capodanno e con un meccanismo simile alle preferenze. Proprio in nessun paese del mondo, qualunque sia il suo sistema politico istituzionale.
Capiamo tutti i vantaggi e i rischi: forse ci sarà una quota interessante di rinnovamento, ma c'è il rischio di non commisurare la funzione parlamentare al difficilissimo momento di transizione e forse di governo che ci aspetta. Non si può attraversare un ponte sopra un fiume gonfio ed impetuoso con la serena leggerezza del "chi capita capita".

Primarie, tra riferimenti internazionali e provincialismo

Secondo quasi tutti gli istituti di ricerca, su Bersani si sono riversati circa la metà dei voti dei tre candidati esclusi e addirittura una quota di elettori anziani non coinvolti dalle polemiche sulle regole dell'ultima settimana.

Ichino ed io avevamo perfettamente previsto il risultato finale 60 - 40.
Bisognerà vedere ora se questo 60 e questo 40 riusciranno ad integrarsi ed allargarle la platea del PD o se vivranno come opzioni politiche non compatibili.
Il tempo davanti è poco e si vedrà presto.

Resta una considerazione: noi siamo tragicamente provinciali e ci rifacciamo ai modelli stranieri, ma sempre con il freno tirato e, per così dire, con riserve mentali non esplicitate. Vogliamo fare i  francesi ma non apriamo il secondo turno ai cittadini elettori così come ha fatto Hollande.
Vogliamo fare gli americani ma la sola idea del ticket Bersani - Renzi (analogo a quello Obama - Hillary Clinton) ci lascia sbigottiti e dubbiosi.

Le primarie all'interno del medesimo campo politico, fatte per individuare la premiership che servirà per competere con il campo politico avversario, impongono, il giorno dopo, coesistenza e cooperazione anche dialettica fra i principali contendenti.
In Italia invece prevale o la fazione, o la scissione, o il compromesso spartitorio.
Qualcosa non funziona, ma i giorni prossimi ci chiariranno le idee.

Ballottaggio del 2 dicembre: grandissimo casino

Trovo gravissimo perché è un palese caso di pubblicità ingannevole l'appello al voto pubblicato in forma anonima sui principali quotidiani nazionali che, secondo l'esposto fatto da tutti gli altri candidati, sarebbe da ricondurre alla fondazione Big Bang della Leopolda.

Il cittadino normale, leggendolo, pensa che sia sua piena facoltà iscriversi al secondo turno delle primarie scrivendo una mail entro il 30 novembre al coordinamento Primarie Italia Bene Comune della propria provincia, senza fornire ulteriori giustificazioni: in realtà i casi per cui è ammissibile la partecipazione al secondo turno per chi non ha partecipato al primo sono limitati. Le regole sono state condivise e votate da tutti i candidati alle primarie.

Come ho già detto nel mio piccolo video, sarebbe stato giusto tenere aperto il secondo turno delle primarie così come è stato fatto in Francia con Hollande: tra il primo e il secondo turno in Francia si sono registrati 200.000 nuovi elettori.

Purtroppo le nostre regole sono state più restrittive e confuse, soprattutto, nel caso specifico, sulle modalità di iscrizione al secondo turno senza aver votato al primo. Secondo la disposizione numero 25, che viene contestata, spetta al coordinamento provinciale valutare la consistenza o meno delle cause, indipendenti dalla volontà dell'elettore, che ne hanno impedito l'iscrizione.

Grandissimo casino, insomma.

Temo che la vicenda di oggi, anche se a livello centrale si troverà una qualche composizione, creerà confusione e possibili incidenti ai seggi. Specialmente, rovinerà il clima di leale confronto tenuto finora e potrebbe dare il triste spettacolo (già visto a Napoli) di reciproche bugie e infedeltà.

Preiscrizioni e fantasondaggi

Week end di raccolta firme nei mercati e davanti ad Etaly a Torino: gran freddo, siamo i soliti noti, ritornano alcuni compagni passati con Vendola, ora tutti del PD.

La procedura di preiscrizione alle primarie è faticosissima, scopro che l'ultimo certificato sulla privacy rende di fatto inutilizzabili i nominativi raccolti per future convocazioni e assemblee: non sono d'accordo! Questa "superprivacy" rende l'elenco degli iscritti alle primarie uno strumento di fatto inutile. Inoltre, ritengo assolutamente indispensabile allungare gli orari di voto domenica e moltiplicare i seggi.

Firmano un prete, un artigiano, un falegname che dice di farlo per forza, per esprimersi contro Berlusconi. Il falegname mi chiede se può venire a firmare anche il suo socio, che è un militante iscritto alla Lega: non è possibile, gli dico, perché firmerebbe documenti falsi. Lui se ne va molto indispettito con me dicendomi che sono una rappresentante della sinistra settaria…

Fantasondaggi: l'iniziativa verso la terza repubblica di Montezemolo ed altri rischia di essere molto competitiva con la proposta del PD. Può toglierci facilmente 4 o 5 punti. Ho visto che Renzi nella sua chiusura ha corretto il suo anti-montismo. Bersani mantiene il solito low profile aperto a tutte le ipotesi. Vendola proclama di essere un'altra cosa. Se tutto il PD non fa una rapida conversione "filomontiana" e passa il premio di maggioranza al primo partito, nessuno potrà escludere di dover fare l'angosciosa scoperta che il premio di maggioranza andrà a Grillo.

Solidarietà al ministro Fornero

Qualche mese fa Diliberto abbracciava una manifestante che indossava una maglietta con la scritta "Fornero al cimitero". Domenica scorsa a Milano i leghisti inneggiavano a Maroni e sulle magliette verdi era scritto: "Monti e Fornero al cimitero". La convergenza degli opposti - ma poi così opposti? - allunga la lista dei morituri.

Colgo l'occasione di questo post per esprimere la mia più sincera solidarietà al ministro Fornero per le minacce alla figlia, dolorose per una madre più delle minacce ricevute in prima persona.

Obama: questa volta dovevo scommettere

Non prevedo mai i risultati elettorali ma questa volta ero sicura che Obama ce l'avrebbe fatta ancora. Nessun motivo razionale, ma davvero mi sembrava che Romney non avesse un'offerta politica più ricca e convincente, specialmente per quanto riguarda gli strati popolari.

Ho apprezzato l'intervista di Veltroni su La Stampa: un voto maturo di una nazione che si sente coinvolta in una grande impresa, che non butta via a calci i suoi leader solo perché non sono stati raggiunti tutti i risultati in cui si era sperato.

Cerca nel sito


Podcast

Appuntamenti

Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

Leggi tutto...

Videoblog



Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

Ultime da Facebook

Il mio partito

Partito Democratico