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Magda Negri

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Preparandosi al congresso

Molta retorica e sostanziale unità tra Cuperlo e Renzi sulla Riforma della Legge Elettorale Nazionale.
Entrambi concordano con i trentacinque saggi sul doppio turno (di collegio o di coalizione) con conseguente rafforzamento estremo del premier. Bene, se anche il PDL è d’accordo ora si può fare.
 
Sto leggendo con puntigliosa attenzione i documenti nazionali. Ho incominciato da Civati: una summa di 70 pagine dove c’è tutto il mondo, la globalizzazione, la riforma dell’ONU, il salario minimo garantito e le teorie di Boeri.
Documento interessante ma organizzato in modo confuso. Interessante la parte sulla riforma del partito, pagine 15 - 20, sconcertante l’affermazione “Solo Bersani merita rispetto perché  è l’unico che si è dimesso davvero”.
Molta filosofia, nessuna analisi politica del perché della sconfitta.

Lettera a Renzi

Caro Renzi,
 
Ma perché hai tante titubanze, che sembrano paura ad assumere pienamente - se così vorranno gli elettori del Partito l’8 dicembre - la segreteria del PD?
 
Perché la identifichi con una sgradevole funzione burocratica romano-centrica e non vuoi lasciare il nido bellissimo e confortevole del sindaco di Firenze?
 
Cambiare il PD per cambiare il Paese, così diciamo in molti. Questo vuol dire dotarlo di una nuova cultura politica, di una certa piattaforma programmatica, farne il luogo riconoscibile di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione: associazione di cittadini consapevoli, di iscritti veri, e insieme di elettori con quasi pari diritti. Occorre costruire una massa critica per il cambiamento, coinvolgere gli eletti ad ogni livello senza illudersi che il partito che aprirà il lungo ciclo riformista può essere solo il partito degli amministratori.
 
Sarà d’obbligo, inoltre, costruire in Parlamento una maggioranza per abbattere il Porcellum e conquistare una nuova legge elettorale per la svolta e la messa in sicurezza del bipolarismo. C’è qualcuno fra di noi che può onestamente sostenere, poi, che la nuova legge elettorale può non prescindere dalle riforme costituzionali suggerite dalla commissione dei saggi, istituita dal Presidente della Repubblica?
 
Potrei continuare. 
 
Hai di fronte a te un lavoro immane, da realizzarsi probabilmente in un arco breve, 15 - 18 mesi al massimo. Ci sono vari modi per costruire questo percorso. 
 
Potresti diventare il segretario del popolo riformista, che costruisce quotidianamente nelle piazze reali e mediatiche la rete del cambiamento. Quante sono le città italiane medio grandi? In ognuna c’è un teatro, mercati, piazze, luoghi di lavoro. Meglio un appassionato pellegrinaggio democratico che lo scudo istituzionale del Comune di Firenze. Tutti abbiamo forze limitate e bisogna scegliere. Tu, specialmente, lo devi, per l’ambizione della tua sfida.
 
Magda Negri - Direzione Nazionale PD

Crisi, congresso e ruolo del PD: considerazioni sparse

Non basterà né un governo né un congresso per avviare quel lungo ciclo riformista di cui l'Italia ha bisogno.

Tuttavia l'esito di questa convulsa crisi propone come centrali due obiettivi di iniziativa. Due, non cento. 
  1. Nel discorso di Letta c'è un impegno prioritario per le riforme istituzionali ed elettorali, secondo l'asse del lavoro dei saggi. 
  2. Il controllo della spesa pubblica per diminuire le tasse ai contribuenti onesti.

Il PD deve essere il custode e il guardiano di questo nuovo asse di governo, incalzare con autonomia e incisività. Torniamo ad essere partito di lotta e di governo

È illusorio e sbagliato politicamente intervenire sulla scissione del PDL e sollecitare la formazione di gruppi autonomi. Una più organica maggioranza politica va costruita sui provvedimenti e sulla loro realizzazione.

La relazione del segretario Morgando su questo punto mi sembrava più fiduciosa nello scommettere sulla formazione di un nuovo centro moderato alleato a noi. Strategie diverse.

Ho sollecitato a non fare di questa prima fase congressuale per gli organismi dirigenti un burocratico congresso di serie D. Voteremo i dirigenti per 4 anni. Chi vuole presentarsi deve rendere esplicito il proprio programma a tutti i votanti, cioè a tutti gli iscritti delle federazioni.

Sono contenta perché l'organizzazione ha accelerato e già da ieri pomeriggio sono a disposizione i moduli per le candidature emerse, Corgiat e Altamura. La mia insistenza ha dato qualche risultato.





Per far rinascere un nuovo pluralismo nel PD

La situazione sembra tragica ma non seria. Come fu a marzo, personalmente mi auguro che nasca un governo di scopo, senza Letta, con due compiti precisi: la riforma della legge elettorale e il risanamento possibile. 

Altri si augurano, con piena legittimità che dalla scissione parlamentare del PDL nasca il nucleo di un piccolo PPE che regga insieme a Monti un terzo polo riformista e che aiuti la continuazione del governo Letta. Non credo che ci siano le energie culturali e le leadership per questo progetto ma dovremo comunque lealmente sostenere Letta se riuscirà ad ottenere una qualche maggioranza.

Lunedì  sera la segreteria regionale ha varato un regolamento per i congressi regionali che dovranno svolgersi tra il 24 ottobre e il 6 novembre e spero che questa fase di discussione apra nuove consapevolezze strategiche.

Nel frattempo bisognerebbe avvisare Renzi, Civati, Pittella e tutti quelli che affermano di voler affondare l'attuale sistema delle correnti e far rinascere un nuovo pluralismo nel PD, che i loro supporter stanno ballando al vecchio ritmo delle correntine e delle sub componenti, schegge impazzite che nascono da vecchi assetti di potere.

Fossi in loro direi: "Cari amici che mi sostenete con tanta passione, poiché a livello nazionale abbiamo deciso che una sola lista sia collegata ad ogni candidato segretario, vi prego, aprite una stagione nuova. Costruite subito ad ogni livello grandi comitati unitari, rendeteli pubblici, aprite immediatamente ai cittadini."

Se non lo diranno presto, perderanno loro stessi credibilità in quanto soggetti che aspirano ad una nuova stagione. 

Battaglia politica sull'articolo 3

Venerdì la direzione nazionale PD chiuderà la querelle sulle regole e approverà il regolamento di tutti i congressi

Bene, basta però essere chiari tra di noi: non si è trattato di una confusione da azzeccagarbugli. Nell'assemblea di venerdì e sabato si è giocata una vera partita politica

La commissione dei 19 (ma ci sono davvero 19 correnti nel PD?) non aveva tenuto conto delle coerenti obiezioni dei rappresentanti di Rosi Bindi e di Veltroni: non toccare per quanto possibile lo statuto, specialmente l'articolo 3 che prevede che il segretario del PD sia proposto come candidato all'incarico di presidente del consiglio dei ministri.

Vergognosamente è stato presentanto un documento conclusivo che modificava e depennava dall'articolo 3 esattamente questa peculiarità e confinava i poteri del segretario all'articolo 18, che lo definisce primus inter pares per concorrere alle primarie per la carica di presidente. 

Una tale forzatura scorretta e antidemocratica presupponeva - a volerla portare fino in fondo - il voto positivo di almeno 471 delegati: eravamo circa 499 e moltissimi non erano d'accordo su questa modifica. Sembra che il rappresentante di Letta in commissione abbia impedito la positiva conclusione finale quando tutti i rappresentanti della commissione erano d'accordo di lasciare immutato l'articolo 3 e votare le altre piccole modifiche. Così tutto si è concluso con un nulla di fatto. 

Almeno sembra, perché io in commissione non ci sono e raccolgo solo le testimonianze di quelli che hanno tentato, d'accordo anche Cupreo e Renzi, di concludere in modo utile l'assemblea.

Si è tentato, insomma, attraverso la battaglia sulle modifiche allo statuto di anticipare quello che poteva essere l'esito del congresso: o un partito riformista a vocazione maggioritaria o un partito atto a concepire la sua azione in un sistema mutevole di alleanze.

 

L'Italia dei democratici con Walter Veltroni e Matteo Renzi



Riporto sul mio sito l'interessante presentazione del libro di Enrico Morando e Giorgio Tonini L'Italia dei democratici, avvenuta ieri a Roma alla presenza di Walter Veltroni e Matteo Renzi. Buona visione!

Ingresso libero

Ingresso libero

Il PD del Piemonte, di cui sono Coordinatrice della Segreteria Regionalale, ha aperto "Ingresso libero", uno spazio web aperto ai contributi di dirigenti, iscritti e simpatizzanti. 

L'obiettivo è quello di rendere protagonista il popolo democratico raccogliendo proposte, spunti di riflessione, interrogativi ed ospitare il dibattito precongressuale.

Perché il percorso che porta al congresso sia fatto soprattutto di idee.

Tutti possono partecipare: i testi non devono superare le 2500 battute e saranno pubblicati in ordine di arrivo.

Per un duraturo ciclo riformista è il mio contributo: ora tocca a voi!

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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