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Magda Negri

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#nonènormalechesianormale

Mi ha impressionato la larghezza, la convinzione, la partecipazione sentita, ieri alla giornata contro la violenza sulle donne.
I giocatori entrati in campo con il simbolo dipinto sulla guancia destra, il ballo delle debuttanti di Modena con le scarpe rosse... Ogni evento ha fatto proprio il simbolo della giornata.
La cosa più originale è stata trovarsi, su tutti i più grandi giornali italiani, per 2/3 giorni consecutivi, le paginate promosse e pagate da Conad, con una bellissima riflessione sulla violenza di genere.
Cosa si può fare di più?
Il governo annuncia un codice rosso e una procedura d'urgenza dopo ogni denuncia di violenza fatta dalle donne.
Si possono formare nuove generazioni, investire sulla scuola, specialmente allertare la sensibilità delle forze dell'ordine...
Ma la tragica serie di croci, di donne uccise o picchiate, anche davanti ai loro figli, sta spalancando uno squarcio "antropologico" di difficilissima gestione.
Nelle società libere, emancipate, certo in difficoltà, ma con la sedimentazione di diritti acquisiti.
Società libere, fondate giuridicamente sulla parità uomo/donna.
Ma qualcosa di oscuro e antichissimo, nella psiche di tanti uomini, sta camminando in senso contrario, e libera pulsioni e reazioni fino a poco tempo fa inimmaginabili,.
Kant direbbe "il legno storto".
Psicologi e sociologi avranno materia per discutere... ma è dalla notte dei tempi di un primitivo rapporto di violenza del maschio sulla femmina, che sta emergendo e si ripropone la violenza dei maschi contemporanei.

Per la Commissione Nazionale del congresso

Ho inviato questa lettera alla Commissione nazionale per il congresso.
Mi piacerebbe condividere queste valutazioni.
Mi pare di ricordare che nelle primarie del 2012 fu applicato il doppio turno, quindi non c'è un impedimento statutario, ma una possibilità nel regolamento congressuale.
 
"L'elevato numero delle candidature congressuali, ormai formalizzato, rende non remoto il rischio che non vi sia almeno il 51% dei delegati rappresentanti la mozione vincitrice. Va sempre ricordato, infatti, che il nostro Statuto non prevede l'elezione diretta del segretario, ma l'elezione dei delegati, il cui numero in Assemblea determina l'automatica elezione. Circola una visione nella sostanza semplicistica e sbagliata dei meccanismi di elezione del Segretario Nazionale che evoca un'elezione nominale diretta di fatto inesistente. Peraltro, sarebbe davvero fonte di molti equivoci la "parlamentarizzazione" pur prevista dallo Statuto che affida a blocchi di delegati la scelta successiva del Segretario con scambi potenzialmente opachi. Circola ora la proposta che si consideri eletto segretario chi guadagna il maggior numero di delegati. Considero anche questa posizione potenzialmente carica di ambiguità. Mettiamo un quorum? Il 40, 45%? Importiamo di fatto nel PD il Rosatellum? E se l'esito finale fosse una quasi tripartizione, decide il 5, 6, 7% di delegati in più? Chi autorizza a pensare che le Primarie inducano un automatico processo di bipolarizzazione? Io penso che, sobbarcandoci una qualche fatica in più, dovremmo introdurre nel regolamento congressuale un secondo tempo, questo si nominale e diretto, cioè il doppio turno. Vale a dire che se nessuno tiene il 51% dei delegati i primi due rappresentati vanno a un secondo turno di votazione dove non sia prevista un allargamento della platea, ma possano votare tutti quelli che hanno partecipato al primo turno costituendo così l'albo degli elettori.
Ogni altra soluzione, di fronte a così numerosi e autorevoli candidati, ma in un Partito profondamente lacerato e tuttavia in cerca di una nuova unità, potrebbe generare problemi politici irrisolvibili."
 
Magda Negri
Vice Presidente Vicaria PD Piemonte

O il 51% o niente

Sul pulman..dopo Bologna tornando dal mio fulmineo raid in Calabria.
Una modesta proposta alla Commissione per il congresso.
Se nessuno dei candidati arriva al 51% dei delegati eletti alle primarie (ricordo che non é un'elezione diretta del segretario) una settimana dopo si proceda allo spareggio con elezione diretta dei primi 2.
Non ha senso dire..chi prende più voti.. Con il 40 ad esempio, si é legittimati?
Importiamo il Rosatellum?
O il 51% o niente.

Si profila uno strano Congresso

Si profila uno strano Congresso.
I tre candidati principali vengono dal Pci, hanno costruito il Pds, i Ds e il Pd da posizioni di centro equilibrato.
Mai troppo maggioritari, più o meno ulivisti, riformisti, realisti.
Tutti e tre persone con spirito unitario e rispettose profondamente dei diversi percorsi all'interno del Centro sinistra e del partito.
Differenze finora irrilevanti. perché provenienti dalla medesima cultura politica.
Credo che le differenze saranno sul giudizio della terza fase della globalizzazione e sulle cose da fare.
Mi interessa molto vedere le loro proposte sulla forma partito.
Aspetto di leggere tesi e documenti politici..non libri.
Ma mai si é visto un congresso con candidati tanto simili.
 

Un piccolo libro che vale parte di una mozione congressuale. Vale la pena di esserci!

Lunedi 19 la presentazione di questo libro a Torino, con Marco Leonardi e Piero Fassino e rappresentanti delle professioni.
Raramente succede di trovare, concentrati in 127 pagine, 4 anni appassionati di lavoro sulla riforma del lavoro, il completamento della Legge Fornero, il Rei, la Naspi, le misure di contrasto alla povertà e così via.
Una sfida riformista durissima, con luci ed ombre che l' autore analizza, anche con severità autocritica.
Un piccolo libro che vale parte di una mozione congressuale.
Vale la pena di esserci!

http://www.piazzadeimestieri.it/index.php?i_tree_id=213&plugin=news&i_category_id&i_news_id=1633&fbclid=IwAR3MWWWmixzjA3b2RC4DXDTejQULYrS3r4CGP52P3YTyURso7QbAgvnKeKw 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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