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Magda Negri

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Elezioni di mezzo

Palla al centro.
Il commento degli editorialisti internazionali sull' esito delle elezioni americane é unanime.
Dicono che era un risultato atteso e c'è una sottile sottotraccia a significare che l'onda blu dei democratici non é stata poi così alta.
Eppure a me sembra importante questa capacità di resistenza e di contrattacco dell'Asinello.
Questo gruppo di elette giovani e non wasp..questa bellissima campagna elettorale, questo Obama che torna in campo per il suo partito e per i suoi valori...
Passo dopo passo...si può fare.

Filo diretto con i democratici americani

Con Mentana...senza troppe speranze.
Vedo che i sondaggisti non si sbilanciano più..
Forse vale anche per l' Italia.
Vediamo fino a quando resisto.
H 4..pare che stiamo andando bene...un po' sonnecchio un pò guardo ..ma aspettando il Texas sento che le giovani candidate più radicali dei democratici stanno conquistando seggio su seggio.
Stanno facendo il Montana.Si continua.

Ne usciremo..ma diversi da come siamo entrati

Purtroppo il Congresso è stato continuamente rimandato per precise responsabilità, talvolta trasversali, delle correnti del Pd.
Bene Zingaretti che ha messo subito sul piatto la sua candidatura come altri ..Boccia e Ricchetti che sono subito seguiti..
Era l'unico modo per far partire la macchina.
Marcucci a Milano ha proposto di farlo slittare a dopo le europee..
Arrivati cosi tardi rischia di avere un pò ragione anche lui....Sono più ottimista di Emanuele.
Ne usciremo..ma diversi da come siamo entrati.
 
 
A FEBBRAIO VEDREMO COSA RESTERÀ DI QUESTO PD

Oggi “La Repubblica” ci informa su cosa è successo nelle elezioni provinciali in Puglia e particolarmente in quella che unisce Barletta, Andria e Trani – la BAT – dove competevano il centrodestra, il Pd e una lista, scrive Giuliano Foschini autore della corrispondenza, che “fa capo a Michele Emiliano assolutamente trasversale che ha raccolto i transfughi di una parte e dell’altra”. Come è noto, si tratta di un’elezione di secondo livello in cui hanno potuto votare i consiglieri comunali, persone che dovrebbero disporre di una sufficiente formazione politica. Risultato: alla destra 6 seggi, al Pd 4 ed Emiliano 2. Nessuna donna eletta: quasi tutte hanno raccolto zero voti, cioè quelle donne candidate non hanno votato nemmeno per se stesse, erano al servizio dei candidati maschi da eleggere.

Il presidente Emiliano ormai si contrappone al Pd, non solo in questa provincia ma anche nelle altre province pugliesi. Nessuno dimentichi che si tratta, appunto, del Presidente della Regione. Si tratta di una situazione che ci dice molto sulle condizioni politiche del Pd. Il quale, secondo gli ultimo sondaggi elaborati da Demo di Ivo Diamanti, perde due punti in percentuale rispetto al magrissimo risultato delle ultime elezioni politiche del 4 marzo: dal 18,7% al 16,5%. Qualcuno si consola con il fatto che i grillini di Di Maio ne perdono 5 di punti ma la Lega di Salvini risulta aver raddoppiato i voti.

Ma torniamo al Pd che incarna l’opposizione di centrosinistra insieme a forze minori: LeU con il 3,1%, +Europa con il 2,3%, Potere al popolo con il 2,3%. Quel che emerge dal sondaggio è la totale incoscienza dei dirigenti del Pd i quali non si accorgono che quel che prevale nel loro agire politico non è quel che fanno in Parlamento o nei convegni, come il Forum di Milano, ma piuttosto la guerriglia interna in attesa delle primarie che si volgeranno a febbraio. Cioè tra quattro mesi. Insomma, dal 4 marzo 2018 a febbraio 2019 (quasi un anno) questo partito resta ostaggio dello sconfitto Renzi e di chi è incapace di dargli, con la necessaria urgenza, una guida e un profilo politico certi.

In queste condizioni, non solo il Pd non sposta un voto verso la sinistra ma fa incazzare e stufare altri elettori, oltre quelli che Renzi ha consegnato ai grillini il 4 marzo scorso (e forse anche qualcosa alla Lega). Da oggi a febbraio 2019, quindi, il Pd è impegnato nella campagna elettorale interna che si combatte tra 5 o 6 candidati alle famose primarie. A febbraio vedremo cosa resterà di questo Pd.

(2 novembre 2018)

I miei pensieri diventano sempre più rosei

Bene Minniti ieri in Tv.
Ha detto cose dure e condivisibili, al di là delle riflessioni più contingenti sulle politiche migratorie.
La sconfitta è stata durissima...inutile banalizzare.
Il Pd ha perso, non tanto per questioni di programma che si possono rimediare, ma perché è uscito dal sentimento del paese.
Il partito non ha funzionato nella sua missione classica..non ha ascoltato il cuore pulsante del paese.
Ricordate la riflessione di Cervetti sul partito di lotta e di governo?
Ha inoltre sottolineato che non ci saranno scorciatoie governiste, ma un lungo lavoro di ricostruzione sociale.
Su Renzi ha espresso la sua amarezza per i supportes di ieri, che oggi ne prendono le distanze.
Giusto dal punto di vista umano.
Io non l'ho mai fatto con nessuno.
Ma le alleanze non sono mai irreversibili in un partito politico.
Basta motivare politicamente.
Altrimenti i partiti diventano tribù di devoti che non cambiano ma i idea.
Non ci sono vergini nel Pd e credo che Minniti non alludesse a questo, vista la sua ricca vita politica e i suoi liberi rapporti, prima con D' Alema e poi con Veltroni.
In sintesi ..i miei pensieri diventano sempre più rosei.
Si profilano candidati autorevoli che hanno maturato, mi sembra, una analisi in parte comune.
Sara' un bel Congresso, non per fanatici né ingenui.

Armi culturali

Forse non interessa a nessuno ..ma voglio comunicarvi, in questa giornata grigia, che incomincio ad avere pensieri rosei..politicamente parlando.
Non mi riferisco a ipotesi di recuperi governative, di immediati successi elettorali e cose del genere...no!
Parlo di noi della sinistra, più riformista o più radicale degli ambientalisti, dei liberali di sinistra, dei cattolici non conservatori...
Siamo sotto attacco nelle nostre strategie passate e nei nostri risultati di governo...
Siamo in perenne autoanalisi perché non ci autoassolviamo con leggerezza.
Incassiamo i colpi delle sconfitte e le amarezze, e le cicatrici restano.
Peró abbiamo l’arma atomica che i populisti demagoghi, i nazionalisti da strapazzo, non hanno e non avranno mai.
Noi siamo quello che siamo stati e quello che siamo divenuti.
Conserviamo il rigore critico e la fatica della conoscenza..non guardiamo i nostri vantaggi immediati, ma cerchiamo di ipotecare il futuro.
Abbiamo valori non contrattabili.
Non stiamo sul pelo della cronaca, ma osiamo parlare e immergersi nella storia.
Torna attuale un pensiero di Gramsci, che tanto ci ha accompagnato nella giovinezza..
“Un partito o un movimento ha bisogno di un popolo motivato e di un capo..ma di una ossatura di intellettuali, di militanti, di quadri intermedi che lo sostiene e lo motiva perennemente...
So che nei tempi di internet tutto va rimodulato...ma resto convinta di questa impostazione.
Sappiamo che le prossime elezioni europee hanno valenza storica.
Ma mi piace pensare che c’è la forza di un popolo europeo plurale che resisterà alla marea estremista e populista.
E lo farà con la forza del liberalismo, del socialismo, dell’ ambientalismo, del femminismo, che onorano la storia europea.
Armi culturali..ma, appunto..armi.

#Torinodicebasta

Torino se l' erano già giocata prima..i due compari gialloverdi.
Solo che non ci avevamo fatto caso.
Nel nuovo Vangelo non apocrifo della politica italiana, il contratto di governo, era chiaramente scritto che la Tav era opera superata, da riconsiderare.
Leggi bloccare.
Scritto a 4 mani ..e c'erano le mani leghiste.
Me lo fotocopierò e lo userò in tutta la campagna delle regionali.
Non è più tempo di regalare niente a nessuno.
 
 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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