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Magda Negri

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Caro Segretario. Lettera aperta ad Epifani

Caro Segretario,

Nell'assemblea dell'11 maggio che vide la tua elezione avevamo votato un ordine del giorno finale che ci impegnava a celebrare il congresso entro l'ottobre 2013, con il tuo aiuto e la tua supervisione come garante della fase di transizione e per la definizione delle procedure congressuali.

Ora sembra che i tempi si dilatino e le procedure si complichino. Singoli dirigenti intervengono pubblicamente a proporre l'una o l'altra soluzione, funzionale all'uno o all'altro possibile candidato.

La mia proposta - che mi permetto di sottoporti - è quella di velocizzare al massimo e di concentrare i lavori della commissione per le regole.

Una convocazione alla settimana, su singoli temi, sembra un ritmo inadeguato all'urgenza dei tempi congressuali.
Siamo ormai dotati di un sufficiente bagaglio di regole e di conoscenze per non dare l'impressione di diluire il processo congressuale, complicando anche così la vita a circoli e federazioni.

Credo di farmi interprete di una preoccupazione diffusa e ti ringrazio per l'attenzione.

Magda Negri
Membro della Direzione Nazionale

Il PD verso il congresso: pericolo stagnazione

Sono molto preoccupata per la lentezza e la fatica con cui ci si avvia verso il Congresso del PD. Hanno ragione D'Alema, Morando e Renzi a ricordare con forza che non basta dire, come fa Epifani, che il congresso si concluderà entro dicembre ma bisogna solennemente sancirne la data d'inizio, vale a dire il deposito delle mozioni nazionali, alle quali dovranno fare riferimento anche i congressi di circolo e di federazione.

Di giorno in giorno la materia si aggroviglia, oggi il documento dei bersaniani si aggiunge a quello dei giovani ex bersaninani in fuga dal Capo che ha perso - per non citare quello di Barca e di altri in preparazione - a comporre un interessante catalogo di analisi. Però non si innesta la scintilla vera del confronto alternativo su programmi, segreterie e leadership.

Incomincio a pensare il non pensabile
: che qualcuno cerchi di trascinare in data sempre più remota il congresso per non alterare i precari equilibri esistenti. In questo senso se Renzi - sul quale io ho tanti dubbi di tenuta politica e di forza strategica -  ponesse ufficialmente la sua candidatura tutti i birilli andrebbero a posto e il gioco del congresso davvero si innescherebbe. Non capisco la sua esitazione, perché penso che avrebbe facilmente una maggioranza tra gli iscritti e tra gli elettori. Naturalmente un segreteria leadership di Matteo Renzi accorcerebbe la vita del governo. Morando ed altri dicono il contrario ma l'evidenza è nei fatti.

Il voto amministrativo ha confermato che le possibilità del PD sono molte e intatte nonostante la dilagante disaffezione civica. Però il posizionamento nazionale del PD è molto incerto, pericoloso per le sue interne contraddizioni. Bersani rivendica che tutto è stato fatto bene e tutto è stato giusto, chi la pensa diversamente, pur su fronti diversi, deve organizzare un'azione comune per sbloccare questa stagnazione.

Sedare, sopire, rimandare

Sedare, sopire, rimandare, verificare...

Grande empasse e grande melina, alla Direzione Nazionale del PD. Epifani ha fatto il minimo comune denominatore di tutte le ansie esplicite e dei progetti non connessi delle varie componenti del PD.

L'unico effettuale risultato è stato (a quasi due mesi della composizione del governo e in assenza di qualsiasi valutazione) la proposta di un cronoprogramma impossibile: due mesi di elucubrazione general-generica, congressi di circolo e di Federazione scorporati dalle mozioni nazionali (quindi burocratici e finti, con effetto patchwork sulla geografia del Partito). Successiva presentazione dei candidati e delle mozioni solo a partire da settembre.

Effetto: Congresso finto, crisi vera.

Ancora sulla riforma costituzionale ed elettorale

Nel dibattito parlamentare sull'iter della riforma costituzionale ed elettorale (iter troppo lungo e faticoso) sono state però molte le disponibilità verso il modello francese, sia del PDL che del centro-sinistra: Brunetta, i rappresentati socialisti, i rappresentanti delle autonomie, alcuni rappresentanti della Lega Nord, anche se si è calcato di più l'accento sulla forma di elezione del presidente dello stato piuttosto che sulla legge elettorale ad essa coerente.

È apparso chiaro che l'istinto primordiale del centro destra è di tenersi il porcellum così com'è oppure - vedi proposta di legge Meloni - di ripensarlo in senso puramento proporzionale facendo scattare il premio di maggioranza solo dopo la soglia impossibile del 40% e di aggiungervi le preferenze. Vedo un cammino difficilissimo e accidentato.

In questo senso considero l'apertura di Prodi, D'Alema, Veltroni ed altri alla completezza del modello francese - doppio turno di collegio ed elezione diretta del presidente - come il terreno solido e unitario su cui tentare di costruire qualcosa per salvare il bipolarismo.

Conosco Giacchetti. È stato l'animatore vero del referendum del 2011, incredibilmente dichiarato non accoglibile dalla Corte per ridarci il bipolarismo dei collegi. Non poteva fare altrimenti, non sarebbe stato nella sua natura. La mozione è stata forse intempestiva ma ha disvelato il cuore della questione: non si può procedere sulla carrozza della riforma istituzionale e costituzionale senza sapere di che razza sono i cavalli che la trainano (i cavalli sono la legge elettorale.) Era tuttavia inevitabile respingessero la mozione perché non concordato con la maggioranza di governo: il fatto che sia stata respinta - voglio prendere sul serio le parole del segretario Epifani - non deve essere una rinuncia al bipolarismo.

Considero importante che nella mozione di maggioranza fosse sparito il riferimento alla clausola di sicurezza minimalistica del porcellinum. Un passo avanti contro il piccolo inciucio che si poteva nascondere dietro questa clausola.

Franca Rame: una donna amica delle donne

Franca Rame: da ragazza, tra Novara e Milano, non ho perso uno degli spettacoli della coppia Fo-Rame che si tenevano nei teatri o nelle fabbriche occupate. Mitico e insuperabile il Mistero Buffo. A Torino con la mia amica Piera Egidi, giornalista di Nuova Società, anni dopo, mi ricordo che la incontrai nel suo camerino nella pausa di uno spettacolo sulla condizione femminile. Colpiva la sua bellezza così vistosa e la sua accattivante semplicità.

In Senato, nel 2006, ce la ritrovammo senatrice dell'IdV ed era la calamita che attirava giovani e meno giovani senatrici sia nelle occasioni ufficiali sia alla sera, quando ci si fermava a cena. Era diventata diafana, senza età, solo un po' curva e sempre straordinariamente bella. Ci criticava per la nostra sciatteria, perché non eravamo abbastanza curate o ben vestite.

Era davvero impolitica, insofferente dei ritmi parlamentari ma sempre si preparava gli interventi con molta accuratezza, scritti a lettere grandissime su grandi fogli. Quando si inaugurò la prima seduta del Senato nel 2006 Dario Fo era nel pubblico ad applaudirla ma lei parlava del suo carissimo amore con molta ironia e consapevolezza di come anche i più grandi affetti si possano deteriorare e non gli perdonò mai i tradimenti.

Femminista senza aggettivi, non ho mai conosciuto una donna tanto amica delle donne.

Libertà Eguale, libera associazione di pensiero

Sabato mattina: bella assemblea di Libertà Eguale. Abbiamo discusso del quadro politico e della necessità di non rinviare né annacquare il congresso per il bene stesso del governo.

Non rinunciamo all'idea che un PD rinnovato possa svolgere la funzione europea di asse alternativo al centro destra. Per questo bisogna ripensare politics e policies.

Decidiamo di appoggiare i comitati di Giovanni Guzzetta per la legge di iniziativa popolare a sostegno del semipresidenzialismo e del doppio turno di collegio. Sul sito scegliamocilarepubblica.it tutti i dettagli della legge. Proprio mentre siamo riuniti, leggiamo su Il Corriere la bella notizia del consenso di Epifani a questo modello.

Discutiamo anche della decisione dei partiti socialisti europei e non solo di superare l'organizzazione dell'Internazionaele Socialista nella più vasta Alleanza Progressista, come aveva già detto Bettino Craxi nel 1087.

Molti interventi anche riguardano la preoccupazione che il taglio dell'IMU e dell'IVA tolgano risorse al più urgente intervento sul costo del lavoro.

Presenti molti esponenti di Scelta Civica, della Fondazione Socialismo, di Mondo Operaio, oltre a tanti amici di vecchia data.

Molto interessante l'intevento del prof Giovanni Guzzzetta sul rischio che il governo Letta possa incubare una piccola coalizione neocentrista se non aiutato anche da un movimento di popolo ad affrontare la riforma istituzionale ed elettorale in senso semipresidenziale.

Libertà Eguale si colloca quindi a livello nazionale e locale non come correntina di partito ma come libera associazione di pensiero e azione per aiutare l'evoluzione del centrosinistra di governo.

Una nota sulle amministrative: è stato crollo della partecipazione. il mio amico Francesco Clementi sostiene in tv che la partecipazione dei cittadini può nascere solo da primarie non regolamentate ma aperte. Purtroppo a Roma il candidato sindaco del PD è stato scelto da primarie apertissime e non è servito a niente. I problemi sono più profondi.

PD verso il congresso

Riassumo la recente assemblea nazionale del PD in pochi punti:
  • Rimozione dell'analisi del risultato elettorale e dei suoi significati
  • Rassicurazione della comunità del gruppo che deve mondarsi delle degenerazioni correntizie
  • Patto di sindacato interno (Bersani - Franceschini - Letta) che controlla il partito, ha perso le elezioni, si è dislocato tutto al governo

Chi resta fuori? Dalemiani, bindiani, prodiani, riformisti e liberal di varie scuole e tendenze. Tutti guardano a Renzi come la calamita che attrarrà i voti, mentre si vota Epifani per un periodo di transizione.

Il futuro congresso del PD sarà un concilio serparato dalla società o sarà in grado di fare al paese una proposta di riforme e di guidarla?

La posta in gioco è tutta qui e non abbiamo il lusso di ritrarci o di disinteressarcene. La situazione economica resta più grave del previsto e la nostra contrattazione con l'Europa ha margini oggettivi. Spetta a noi affrontare i nostri nodi storici e il tempo è tiranno.

L'offensiva di Grillo contro i partiti riformisti è per lui questione di vita o di morte e non mollerà.

Berlusconi, se condannato anche in Cassazione all'interdizione dai pubblici uffici, dovrà subire il voto dell'assemblea del Senato.  All'attuale Senato c'è una potenziale maggioranza per condannare Berlusconi: qualcuno che che starà lì a subire la sua morte politica e non provocherà le elezioni anticipate?

È giusto che la magistratura faccia tutto il suo corso, è giusto che il PD si prepari - con una certa freddezza - agli imprevedibili eventi che sono dietro l'angolo.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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