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Magda Negri

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Missione impossibile: il PD mai così cieco davanti alla realtà

Direzione regionale PD: sconcerta - nonostante la bella relazione del Segretario - la evidente e ricercata sottovalutazione del crack politico e della sconfitta del PD.

Anche i dati del Piemonte vengono sommariamente commentati. Apparentemente, la linea di ultramaggioranza è così sintetizzabile: "Mai con Berlusconi" (giusto), "Incarico a Bersani che cerca e trova i voti" o "precipitiamoci alle urne".

Gli interventi esplicitamente contrari a questa linea sono quelli di Silvana Sanlorenzo, Gigi Brossa, Magda Negri, Gariglio, Lepri e più sfumatamente di Giusi La Ganga.

Non ho mai visto il PD (nè il Pci-Pds-Ds) così tetragonamente cieco di fronte alla realtà, lontano dalle speranze di governabilità e da una logica di assunzione responsabile dei problemi.

Nel mio intervento ho insistito sulla conclusione inequivocabile dell'assemblea dei parlamentari grillini, sul fatto che l'eventuale incarico a Bersani nascerebbe morto. Davanti a me vedevo sguardi niente affatto empatici, anzi quasi ostili.

Alla mia domanda retorica: "Ma credete davvero che il Paese, a urne ormai chiuse, si aspetti dal PD l'ultimatum o Bersani o elezioni?..." la prima fila di nuovi eletti e di storici dirigenti, testardamente, faceva sì con la testa.

Si avvicina l'ipotesi di un governo tecnico, che mi auguro di durata breve, che faccia almeno la legge elettorale, ipotesi che il PD si appresta a subire come un affronto, uno scippo.

È ora di un Congresso vero, dopo la generosa ginnastica delle Primarie.

I riformisti non si alleino con i populisti

Grillo ha scritto sul suo blog che quelli del PD hanno la faccia come il culo e che Bersani sta cercando di comprare con metodi puttaneschi i suoi parlamentari. Bersani, e molti amici e compagni con lui, continua a ritenere che sia possibile ottenere in Senato la fiducia da Grillo per varare un governo di riforme.

È ora di risvegliarsi e riconoscere che la realtà è totalmente diversa da quella che avevamo accarezzato fino al 25 febbraio.
Anche senza gli insulti intollerabili per ogni persona e per la dignità del partito dovrebbe valere la regola aurea che i riformisti non si alleano mai con i populisti, e non importa il numero dei voti.

Mi sembra che Grillo abbia dato un buon suggerimento: continui un governo tecnico, il parlamento trovi libere convergenze sui grandi temi delle riforme. Un lavoro libero e serio che non potrà certo durare pochi mesi.

Politiche 2013: alcune considerazioni "a caldo"

Gli eletti grillini sono come i Visitors: dietro l'aspetto gentile e pragmatico c'è la sostanza di una proposta politica schiettamente populista ed economicamente regressiva. Nessun accordo di scopo, nessuno scouting può nascondere questa banale verità.

Mi sembra possibile solo un governo tecnico di scopo per cambiare la legge elettorale, affrontare i più vistosi aspetti ancora aperti dei costi della politica (rimborso ai partiti, province) e tornare non troppo tardi al voto.

Il PD, che ha quasi perso delle elezioni che non si potevano perdere, deve fare una verifica, possibilmente non fratricida, di programmi e di leader.

Considerazioni prima del voto

In una crisi così grave l'Italia si meritava un'altra campagna elettorale. Invece, complice il forte uso del mezzo televisivo, abbiamo assistito ad un crescendo di slogan e di promesse fino all'incredibile elargizione "regale" di Berlusconi, che pagherà lui l'IMU a tutti. 

Valuteremo il fenomeno Grillo;  sconcertante la giornalista de L'Unità che ad Omnibus si è dichiarata contenta della folta presenza grillina nel consiglio regionale siciliano, sdoganando di fatto il voto ad un populista torvo ed antidemocratico.
Quanti giornalisti saranno scacciati dai palchi?

Il mio ultimo impegno in campagna elettorale è stato un incontro con l'associazione GLBT. Discussione molto matura, tutti ormai vogliono il matrimonio paritario e non si accontentano di compromessi. L'Europa d'altra parte si sta orientando in tal senso. Per arrivare a qualche risultato bisognerà sottrarre i temi etici ai programmi di governo e giocare su alleanze trasversali. 

 

Aspettando le elezioni

Ultimi impegni pre elettorali: il 12 febbraio ho assistito ad un importante convegno sul futuro dell'industria aerospaziale in Italia nelle sue implicazioni civili e militari. Incombe il fantasma dell'arresto di Orsi ma si decide opportunamente di non parlarne. Mi ricordo quando in Commissione Difesa c'era ancora Guarguaglini e in sua presenza (stavamo facendo un'audizione su Finmeccanica) sollevai il problema delle numerose inchieste (Selex Galileo, ad esempio) in cui la nostra più prestigiosa azienda a maggioranza pubblica era coinvolta e chiesi conto della qualità del suo management. L'allora presidente Cantoni (un ex socialista craxiano ed economista di vaglia purtroppo deceduto qualche mese fa) praticamente mi assalì dicendomi di occuparmi dei problemi di Massimo D'Alema. Litigammo un pò. Ebbi il sostegno solo del generale Del Vecchio e, ex post, del vicecapogruppo Zanda.

13 febbraio: ultima riunione della Commissione Difesa, credo. Di tutto il nostro lavoro nel programma del Pd non è rimasto niente. Ci sono solo poche righe per chiedere di ridiscutere il progetto degli F35 perché, vi si scrive, prima di tutto viene il lavoro. Ipocrisia strumentale e intollerabile, per gli F35 stanno già lavorando 250 piccole e medie imprese italiane. Sono molto delusa e decisamente arrabbiata perché non si cita neppure l'importante lavoro fatto dal Gruppo Pd alla Difesa per la legge delega di ristrutturazione profonda delle forze armate italiane, verso un modello di esercito professionale, proiettabile nei vari teatri, integrato a livello europeo. Cosa vuol dire questo? Che il PD al Governo ritornerà agli organici ipergonfiati dai marescialli cinquantenni e sessantenni inabili all'esercizio militare? Brutta reticenza, brutto segno.

Il torpore attendista del PD

Domenica 3 febbraio ho partecipato con Mauro Marino, Silvia Fregolent, il presidente del comitato di quartiere ad un interessante dibattito presso la sala Carpano di Etaly a Torino. Circa 50 militanti presenti, molto anziani e molto attenti.

Ho l'impressione che si stia prendendo un po' sottogamba, con una specie di torpore attendista, questa campagna elettorale. Ci si riposa sugli allori affidandoci all'automatismo del porcellum. Mi vedo costretta a "sgridare" qualche giovane membro del direttivo della mia sezione che parte in quarta chiedendo l'abrogazione integrale delle proposte Fornero sul mercato del lavoro. Basta poco per riportare l'ordine del discorso ad una consapevolezza più matura della fase politica e dei problemi non risolti.

Alcuni militanti più anziani, con lucidità, sono consapevoli che il 90% di questa campagna viene giocata in televisione e si lamentano perché i rappresentanti del PD che più spesso vanno ai dibattiti non hanno proposte puntuali, facilmente divulgabili e persuasive. In effetti, se paragoniamo il programma del PD del 2008 con l'attuale, purtroppo dobbiamo segnalare una regressione molto seria quanto a proposte e coerenza programmatica.

Monte dei Paschi: attacchi immotivati

Monte dei Paschi di Siena: i problemi sono generali e sistemici, di rapporti tra fondazioni e banca, di efficacia della vigilanza di Banca d'Italia e Consob.

Problemi simili stanno vivendo le landbank della Germania: soltanto una vigilanza bancaria a livello europeo potrà uniformare questo tipo di problemi.

L'attacco concentrico contro di noi su Monte dei Paschi è davvero immotivato, anche se si può capire data la violenza della campagna elettorale.Teniamo i nervi saldi e argomentiamo, tenendo presente l'oggettività dei problemi.

Quello che è successo a Monte dei Paschi poteva capitare a qualsiasi banca italiana.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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