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Magda Negri

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E se il porcellum non fosse la legge peggiore?

A conti fatti il porcellum non è la legge peggiore perchè, come chiede Bersani, è l'unico dei modelli in campo, insieme al mattarellum, che consente di conoscere la maggioranza la sera stessa del voto. Fa bene LaStampa di ieri - con i dati di Weber e del Cattaneo - a dire che il premio dato al maggior partito, anche al 15%, in un contesto puramente proporzionale, non garantisce nessuna governabilità e apre tutti i multiformi giochi delle alleanze parlamentari ex post.

E' ingenuo pensare che anche un buon risultato PD + SEL automaticamente porterebbe i centristi e il centrodestra a riconoscere la leadership alla "sinistra di classe". Solo adesso appare evidente come sia stato grave abbandonare il confornto col centro destra su semipresidenzialismo accompagnato al doppio turno di collegio e, come second best, sia stato immaturo far cadere il Vassallum con liste corte, collegi, circoscrizioni piccole e alto sbarramento che era una forma più attenuata di bipolarismo. Non condivido le posizioni di Letta che esalta l'ipotesi greco-tedesca più le preferenze. Il giorno dopo elezioni incapaci di delineare una maggioranza chiara lo spread andrebbe a 1000, a ragione.

Rispettiamo Vendola: né il personaggio né la sua cultura politica sono facilmente assorbibili

Fioroni oggi su L'Unità sostiene due ipotesi apparentemente contraddittorie: da una parte dice di non proporsi né di sognare una sintesi tra democratici SEL dentro un unico contenitore di sinistra, dall'altra, esattamente al contrario, afferma che chi sostiene l'ipotesi di un scioglimento di SEL nel PD enuncia la sola evoluzione plausibile.

È quindi spianata per Fioroni la via della omologazione di SEL nel riformismo democratico, dopo il consapevole abbandono dell'antagonismo sociale e dell'antiglobalismo. 

Una via diritta e piana, dunque, anzi una discesa.

Presumo invece che sarà una salita di penultimo grado. E non se ne vede la fine.

I rischi di un PD bicefalo

Sottopongo alla vostra attenzione due articoli di oggi: Il dilemma dei centristi di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera e Se i partiti vivono in un mondo sparito di Ilvo Diamanti su Repubblica.

Concordo con la preoccupata analisi di entrambi: io penso e sono esplicita che Bersani abbia sbagliato, nel presentare il suo decalogo, a siglare un patto privilegiato con Vendola, pur tentando di isolare l'IDV.

In nessun modo si può pensare, come dice Panebianco, che il futuro governo possa reggersi su due gambe, una che vuole andare ad est e l'altra ad ovest. La prima quasi una riedizione della sinistra storica, con il PD e Sel, con programmi economici affini a quelli della CGIL, che ridiscuterà l'agenda Monti, la seconda fatta da Casini e schegge moderate che dovrebbe farsi erede dell'agenda Monti.
Mi viene alla mente un'immagine cruenta: quella del supplizio in cui il prigioniero viene squartato da due cavalli che lo tirano in direzioni opposte.

Stiamo sbagliando anche nel linguaggio, ad archiviare il termine "democratici" a favore di "progressisti" e "sinistra riformista".

Un centro montiano e una sinistra classica non raggiungeranno la massa critica per reggere la sfida dell'anno prossimo e l'ultimo consiglio BCE ha detto chiaramente che l'integrazione fiscale, economica, monetaria camminerà con le gambe delle riforme verificabili e i mercati non faranno sconti ai giochi politici.

Ha davvero ragione Ilvo Diamanti:

Le ipotesi di cui discutono i partiti e i leader risultano, per questo, inattuali. Come le mappe storiche che colleziono, disegnano confini e paesi che non esistono più […] Dopo Monti sono cambiate le mappe e le bussole della politica e del paese. Siamo entrati in un'epoca geopolitica diversa.

Semipresidenzialismo: giornate problematiche

Giornate molto problematiche: abbiamo fatto la riunione del gruppo e abbiamo votato con solo pochissimi contrari - tra cui io - di continuare la strategia aventiniana di non presentarci in Aula mentre il centro destra vota la riforma costituzionale che, anche grazie alla nostra assenza, è passata liscia.

Aveva più senso che stessimo in Aula
, anche senza votare, e su articoli decisivi, come l'articolo 9, che introduce il semipresidenzialismo, facessimo un grande discorso storico-costituzionale.

Questa strategia dell'assenza è stata però proposta senza provocazioni perché abbiamo voluto enfatizzare, per contrasto, la necessità di discutere la spending review: in modo un po' surreale in Aula si procede con la riforma costituzionale, mentre tutta la discussione sulla spending review è costretta nella commissione bilancio e poi arriverà la fiducia.
Davvero una asimmetria che non tiene conto della priorità sociale all'attenzione del Paese. Il giudizio del gruppo sulla spending review è poco informato, la materia è solo padroneggiata dai membri della commissione bilancio. Continuiamo a cercare scorciatoie e a non voler bere l'amaro calice.

Ma se non si trovano in pochissime settimane i soldi che la spending review cerca un po' qua un po' là, anche con tagli lineari, non ci saranno le risorse per i terremotati, per pagare gli esodati, per bloccare l'aumento dell'IVA ad ottobre. Non si è ancora capito che la campana suonerà per tutti.

Sequestro di Green Hill, l'allevamento di cani destinati alla vivisezione

Bella notizia: la Procura di Brescia ha ordinato il sequestro di Green Hill, l'allevamento dei cani destinati alla vivisezione.

Non ci speravamo più ma le ulteriori osservazione dell'avv. David Zanforlini, avvocato di una manifestante animalista finita in carcere, hanno indotto a riaprire il caso e a bloccare l'allevamento, anche se gli animali non lo potranno lasciare.

Pubblico l'interrogazione da me presentata in giugno e la risposta del sottosegretario Elio Cardinale per il Ministero della Salute, che ritengo molto interessante e ricca di indicazioni di lavoro per metodi scientifici alternativi alla sperimentazione sugli animali in cui il Governo italiano è già impegnato.

Missione in Libano e questioni internazionali

Il tragico attentato in Bulgaria nel cuore d'Europa, contro l'autobus di turisti israeliano e la ribellione contro il dispotismo di Assad in Siria arrivata dentro la capitale ci riguardano molto da vicino e non solo per motivi democratico-umanitari.

È desolante constatare come il dibattito pubblico italiano senta sempre lontano da sé, come narrazione estranea ed esotica, le questioni internazionali. Ma il Medioriente è terribilmente vicino e resta il nucleo di irradiazione di diverse strategie verso l'Iran, l'Iraq, la Turchia etc.

Si prepara il giusto ritorno dall'Afghanistan, ma temo che la contesa Israele-Iran prepari un futuro denso di incognite e pericoli se la comunità internazionale non sarà garante di nuovi equilibri e della sicurezza di Israele.

Solo dieci giorni fa nella missione parlamentare delle commissioni difesa di camera e senato in Libano abbiamo avuto una discussione piuttosto accesa con i partiti di maggioranza e di opposizione libanesi , tutti allo stesso modo preoccupati dai confini del Libano sud, peraltro egregiamente presidiati dalla Missione Unifil a comando italiano, e del tutto reticenti, ignari, fintamente inconsapevoli circa le conseguenze della situazione siriana sul piccolo Libano, da sempre tutelato e insieme minacciato dal grande fratello siriano.
In Libano ora è parte organica della maggioranza di governo il partito sciita di Hizballah, quegli stessi che mantengono milizie paramilitari nel Libano sud e che aprirono nel 2006 le ostilità contro Israele.

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Assemblea nazionale del PD: puntualizzazioni

L'Assemblea nazionale del PD, che era meglio non convocare perché non avevamo niente di preciso e istruito da far votare, ha avuto nel mattino una discussione discreta, nonostante il burocratico attacco Franceschini Bersani al documento dei 15 che è di fatto l'unico tema concretamente in campo nella discussione politica del centro sinistra.

Ottimi gli interventi di Morando e di D'Alema, un po' rituali ma comunque all'altezza di un buon dibattito politico. Quando, dopo le conclusioni di Bersani, già molti delegati se ne erano andati a casa, è nato il gran casino della presentazione e della votazione dei vari ordini del giorno sui temi etici, materia intorno alla quale l'appoggio della Commissione aveva lavorato per circa un anno. Con effetti paradossali, tra la parodia stalinista e una franca comicità.

I giornali ci hanno marciato, Grillo e Di Pietro vi si sono avventati con spudorata immediatezza. Ma resta un quesito, chi ha autorizzato Rosi Bindi e tutta la presidenza a procedere con tecnica preclusiva niente affatto copiata dal regolamento parlamentare ma solo segno di un imbarazzo politico?

È stato provocatorio mettere ai voti prima il documento unitario, una specie di saggio non immediatamente propositivo, e non autorizzare alla votazione documenti diversi e più limitati. Non è vero che il documento unitario prevedeva in sé la bocciatura esplicita dei temi esposti dagli altri. Come ha giustamente detto Vassallo non c'erano i presupposti di una conduzione di tipo parlamentare.

Siamo stati messi di fronte a un abuso democratico gravissimo. Dopo quattro anni l'Assemblea nazionale PD non si è mai dotata di un documento votato. In apertura dell'Assemblea non si è proposta una procedura di voto che funzionasse almeno da regolamento provvisorio per quel giorno.

Massimo abuso, massima incapacità di conduzione, grave nocumento all'immagine del PD: bisognerà cambiare, i poteri della presidenza sono apparsi arbitrari, eccessivi e lesivi dell'autonomia dell'Assemblea. Mai vista una cosa così.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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