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Magda Negri

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Superare il nanismo delle imprese

Il Pil potrebbe cadere, a fine anno, oltre il 9,10% di cui parliamo con i dati consolidati alle spalle, verso il 13%.
Colao teme 300.000 crisi aziendali entro fine anno, e Visco, con Bonomi, da ottobre in poi, la possibilità di avere 700.000/1.000.000 di posti di lavoro persi.
Tutti propongono un'eccezionale nuovo patto sociale per salvare il paese e un piano shock di interventi.
E' consapevolezza di tutti che i soldi del Recovery Fund, operanti dall'inizio del 2021, saranno essenziali, ma non autosufficienti.
Il problema è preparare adesso l'utilizzo delle risorse europee che sono venute e quelle che verranno, per uno straordinario piano di riforme: il piano nazionale delle riforme, che sarà, come quello di tutti i paesi europei, esaminato dagli organismi europei, oltre che dal parlamento nazionale.
Io credo che le forze politiche di governo e di opposizione (si, anche l'opposizione, che non può tradire questo appuntamento storico) non devono prendere come oro colato le analisi degli esperti, ma certamente devono metterle in rapporto e in pensione con i propri progetti, e programmi che non sono nati solo oggi.
Per Colao il problema fondamentale dell'Italia in relazione all'Europa e al mondo è il nanismo e la sotto capitalizzazione delle imprese italiane... per questo l'imperativo del futuro è ricapitalizzare, investire, innovare e usare come incentivi la leva fiscale.
Le proposte tecniche nel merito sono interessanti e praticabili, secondo me.
La seconda idea di Colao è la creazione di un fondo di sviluppo con dotazione di capitale 300 e 200 miliardi di euro che valorizzi il patrimonio pubblico, cui stato, regioni,province, comuni dovrebbero conferire immobili, partecipazioni di società quotate e titoli.
Non esclude di attingere anche a parte delle riserve auree di Banca d'Italia e il fondo dovrebbe esser gestito da Cassa Depositi e Prestiti.
Per la gestione delle crisi aziendali previste, che potrebbero far entrare in crisi i tribunali, si pensa a interventi di natura eccezionale, come il congelamento dei debiti per le imprese maggiori e la nomina di terra di esperti con pieni poteri verso i creditori e sei mesi di tempo massimi per chiudere le procedure di cessione o fusione o liquidazione dell'impresa.
Questo punto mi sembra molto delicato.
Si chiede inoltre la riforma del debito societario.
Non so se in questa ipotesi di Colao c'è un eccesso dirigistico, ma certo si dà alla classe dirigente italiana allargata, non solo alla classe politica, il dovere di governare in modo nuovo la nuova crisi.
 

Banca d'Italia: il governatore sullo stato del paese

 
 
Se ho bene inteso le sette proposte di Visco, sono nel bagaglio comune di tanti anni delle forze progressiste, ma realizzate solo in parte:
- digitalizzazione;
- infrastrutture;
- investire nel capitale umano;
- investire in ricerca, portandoci almeno al livello attuale degli stati europei;
- gestire in modo innovativo lo straordinario patrimonio artistico, naturale e culturale del paese, dotazione unica al mondo;
- recuperare la base imponibile con una urgente riforma fiscale che abbatta l'evasione storica;
- prepararsi per una lunga e sicura riduzione del debito, perchè i 50 miliardi aggiuntivi, recentemente deliberati dal parlamento italiano, e i fondi europei che verranno, pur a bassissimi tassi di interesse, in una nuova dotazione del bilancio europeo, non sono soldi gettati dall'elicottero, ma debiti che andranno onorati.
Leggo, oggi su Il Manifesto, che dalla sinistra più radicale, vengono avanzate proposte diverse: reddito di cittadinanza universale a tutti e una nuova patrimoniale.
E' questione di bilanciamento e gerarchia delle proposte, e anche di analisi di qualità della crisi.
Sono contenta che il sindacato unitario abbia accolto con favore le analisi di Visco e che, specialmente la Furlan, abbia rievocato i tempi di Ciampi.
Ora bisogna interiorizzare, ognuno a nostro modo, l'emergenza e la natura profonda della crisi, che sarà inevitabilmente anche internazionale, dominare le tensioni sociali, superare la fase della propaganda, dei sondaggi quotidiani, dei tweet.
Affermare il bisogno di un nuovo contratto sociale equivale a dire che non ritorneremo a quello che eravamo prima.
Vorrei tanto che, oltre le polemiche del momento, ci sentissimo tutti protagonisti.
 

L'alba in Via Spano

Questa ora dell'alba, dal quinto piano di Via Spano, è abbastanza spettacolare.
Tutto il Lingotto illuminato... anche l' incompiuto palazzo della Regione con i segnali lampeggianti... le colline che incominciano a stagliarsi nel buio che scema.. e la luna sempre lì ..proprio sulla mia testa.
Solo in queste ore... e ancora per poco, mi accompagna un inesausto cinguettio e fischi di uccelli vari.
Penso che siano passeri e merli.
Ma i merli forse non dovrebbero stare così in alto.
Non ho mai rimpianto, dal 1975 in poi, di aver preso casa in questo luogo... alto, libero, circondato da spazi generosi e dal verde.
Adesso... con la ristrutturazione del Lingotto e dello stadio Filadelfia... praticamente incastrato nel cuore di Torino e della sua storia.
 

Giustizia non è fatta

Ho fatto parte della Giunta per le elezioni.
So come funziona.
E' successo tante volte che singoli parlamentari non condividessero le opinioni maggioritaria di un gruppo sul fumus persecutionis... se cioè fosse giusto non giudicare, ma mandare a giudizio un parlamentare o un ministro.
In genere si trovavano soluzioni ponderate.
Quando ho saputo dello "sciopero" dei parlamentari di Iv ho pensato che fosse colpa di Palamara.
Le intercettazioni sul "colpire Salvini anche se ha ragione" potevano legittimare l 'esistenza di un intento persecutorio.
Invece no..Salvini non va a processo perchè anche Conte sapeva... quindi...
Sarei per non drammatizzare.
Aspettiamo l'aula.
Ma il percorso mi sembra segnato.
Forse Salvini non avrà una tribuna dove difendersi ed ergersi a vittima della sinistra e campione della sicurezza della nazione.
Giustizia non è fatta... ma politicamente l'effetto mi sembra neutro.
 

Il Torino in Fase 3

Fase 3.
Il Torino ormai si allena al Filadelfia tutte le mattine.
Sostanzialmente palleggiano e fanno esercizi di stiramento.
Corrono poco.
Io, seduta su una seggiolina di paglia e sporgendomi un po per vedere, mi dico: " Tutto qui?!".
 

Esperimenti della Fase 3

Ascolto al tg le valutazioni dell'Istituto Nazionale della Sanità sul tempo di sopravvivenza del virus sulla plastica degli armadietti della palestra e la mia disponibilità a tornarci diminuisce a vista d'occhio.
So che è un rigurgito di pigrizia... e passerò a vedere come sono organizzati gli spazi e i turni.
Io odio i turni e le file.
Ma bisogna riconvertirsi ai tempi nuovi.
Sui 60.000 eventuali assistenti richiesti dai sindaci dell' Anci e su cui si è riversato il lapidario disprezzo dei Renzi, della Meloni, dei pretoriani di Forza Italia... ci ho pensato un po'..
60.000 divisi per 3 o 4 mesi e per 8.000 comuni italiani ...possono servire se vale il modello Torino 2006.
Volontari veri... nessuna funzione di polizia etc.. nessun nuovo reddito di cittadinanza cammuffato.
Forse era una buona idea... bruciata da una pessima comunicazione e dalla desolidarizzazione profonda che c' è nelle forze di governo.
Governare è difficile e ci sono troppi galletti spennati in un pollaio intorno al quale girano volpi affamate.
 

Voglia di mare...

Oggi possono andare al mare tutti i cittadini italiani.
Tranne piemontesi, lombardi, trentini, umbri.
Quando la geografia... più che il virus é destino.

 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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