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Magda Negri

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21 maggio 2010
NUCLEARE - INTERVISTA - L'ESPRESSO
Morando: C'è anche l'atomo di sinistra

 


I nomi sono illustri: dall`oncologo Umberto Veronesi all`astronoma Margherita Hack, dall`economista Franco Debenedetti al biologo molecolare Edoardo Boncinelli. In tutto 72 personalità, tra le quali un gruppo di parlamentari Pd, che hanno inviato una lettera aperta (pubblicata l`l1 maggio sul quotidiano "Riformista") a Pier Luigi Bersani, chiedendogli di accettare l`utilizzo dell`energia nucleare. «Gli autori sono i vecchi amici Chicco Testa e Umberto Minopoli», racconta il senatore del Pd Enrico Morando: «Hanno scritto un testo condivisibile e come altri ho aderito».
Documentandosi, prima?
«Nella mia lunga carriera politica mi sono misurato spesso
con il nucleare, anche prima dei referendum dell`87».
Oggi la situazione è particolarmente delicata. Le agenzie nazionali per la sicurezza nucleare di Francia, Gran Bretagna e Finlandia hanno censurato i sistemi di sicurezza dei reattori Epr: proprio quelli che arriveranno in Italia.
«Non sono uno scienziato, e non posso neanche qualificarmi come un esperto. Credo comunque che si debba trovare un punto di equilibrio tra le serissime controindicazioni e gli indubitabili vantaggi dell`energia atomica».
Questione fondamentale rimane quella delle scorie: radioattive per centinaia, o anche migliaia d`anni. Il tutto mentre non esiste al mondo un deposito geologico definitivo. Non basta questo, a far venire qualche dubbio?
«Nessuno sta sottovalutando il problema. Ma registro l`attuale inquinamento atmosferico e dico: dobbiamo agire. Meglio correre in prospettiva qualche rischio, che subire adesso danni sicuri».
Certo la vostra lettera picchia pesante, sul Pd. Paventa il rischio dì una deriva «antiscientifica», parla addirittura di «sbrigatività e pressapochismo» mostrati sul tema nucleare.
«Sia chiaro: ho massimo rispetto per i colleghi che hanno una posizione diversa dalla mia, ma non è tollerabile un no pregiudiziale all`energia atomica».
Non avete pensato di discuterne dentro il partito, voi parlamentari del Pd, invece che aggregarvi a un documento scritto da altri, peraltro anche passato ai giornali?
«Il problema non esiste. Affronteremo la questione atomica nella prossima assemblea nazionale. E poi i grandi partiti sono così: si discute un po` dentro, e un po` fuori...».

 

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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