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Magda Negri

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I Radicali e Walter - da Il Riformsta 29/11/2007

«Chiediamo che Veltroni intervenga, riunisca i capigruppo della suamaggioranza e dica chiaramente se questa delibera deve o non deve passare».Il pressing è dell'associazione dei Radicali di Roma che ieri, per bocca delsegretario Massimiliano Iervolino, ha fatto chiaramente capire che la partita sulla istituzione di un registro per le coppie di fatto in
Campidoglio non finirà nel nulla. O, per meglio dire, che questa è la speranza dei Radicali.

In ogni caso, se allo stato è difficile prevedere se Veltroni deciderà di entrare nella partita - fatto che però sembra assai
improbabile, almeno per adesso - è difficile dar torto ai Radicali quando affermano che un primo obiettivo lo hanno già centrato. Se l'intento era di riproporre una questione che per gran parte della politica italiana sembra sempre più un tabù - e non soltanto a destra, anzi - allora i Radicali hanno ragione. (Leggi Tutto)



È però anche innegabile che non fosse soltanto questo l'obiettivo
con cui la battaglia sulle unioni civili era stata intrapresa. E allora le
cose si fanno più complicate e, grazie alla mancanza di compattezza del
centrosinistra su questo argomento, appare oggi difficile immaginare un
esito senz'altro positivo per questa battaglia. Hanno ragione i radicali
anche quando sottolineano, considerati i numeri che il centrosinistra può
vantare in Campidoglio, che se non si riesce ad approvare questa delibera,
non si capisce come si possa pensare di fare qualcosa del genere in
Parlamento. A Roma ad essere decisivi saranno i voti dei consiglieri
comunali del Pd, e degli ex Ds in particolare, essendo già scontate alcune
defezioni tra gli ex margheriti.
Detto tutto ciò, si capisce come, rivendicato l'obiettivo di aver sollevato
il problema, ora i Radicali ripartano all'attacco e chiedano a Veltroni di
schierarsi. Soltanto l'intervento del sindaco sembra allo stato poter
modificare un esito che in caso contrario non soltanto non è per nulla
scontato ma anzi si giocherà voto per voto. La sensazione, però, è che se il
capo di quella maggioranza rimane fermo a quanto affermato a Otto e Mezzo di
Giuliano Ferrara («Sarebbe meglio cercare e trovare un punto di sintesi in
Parlamento»), quella maggioranza difficilmente ci sarà. Anche perché sinora
quella maggioranza è mancata anche nel paese. E le vicende dei Pacs-Dico-Cus
e del testamento biologico sono lì a dimostrarlo.

 

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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