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Magda Negri

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Il Riformista, 11.12.07 Binetti, un affare prevedibile di em.ma. Spero che nessuno nel Partito democratico sia così stupido da chiedere l'espulsione di Paola Binetti la quale ha votato contro la fiducia al governo che aveva accettato un emendamento al pacchetto sicurezza, che richiama il trattato dell'Ue di Amsterdam contro le discriminazioni «fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali». La Binetti, in un'intervista al "Riformista", aveva già detto che su questi temi, nel Pd, «se non c'è unanimità non si vota». Su queste stesse colonne misi in evidenza quell'affermazione ma nessuno del Pd, dico nessuno, replicò. Oggi la Binetti fa valere quell'assunto. E forse su questa base il ministro Fioroni ha detto al "Corriere" che quell'emendamento «va senz'altro rimosso». E il vicepresidente del Consiglio Rutelli ieri su "Repubblica" ci ha fatto sapere che «il governo si è impegnato a cancellarlo». Anna Finocchiaro ha dichiarato che questo sarebbe un atto «mortificante». Non è difficile capire dove si va a parare. Prodi dirà che la questione sarà riproposta in un testo legislativo appropriato. E questo impegno cancellerà la mortificazione. E con le mortificazioni il tutto.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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