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Magda Negri

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Lunedì 7 novembre- Presentazione libro di G,Cervetti

 

Lunedì 7 novembre 2016, ore 17.30


Librerie Coop – Galleria San Federico 26

Presentazione del Libro: “Il Compagno del Secolo Scorso” di GIANNI CERVETTI

Introduce: MAGDA NEGRI

Ne discutono con l’autore: PIERO FASSINO, GIORGIO BENVENUTO, GUIDO BODRATO

Modera: SALVATORE TROPEA - giornalista di “la Repubblica”

Porteranno i saluti all’iniziativa:


FABRIZIO MORRI – segretario PD Città Metropolitana
DAVIDE GARIGLIO – segretario PD Piemonte

Presidenza Nazionale di Libertà Eguale

24 febbraio 2015. Presidenza nazionale di Libertà Eguale, l’unica associazione politico culturale del PD che non si è fatta e non vuole farsi corrente.

Il nostro giovane direttore ci ha presentato un bel progetto di ristrutturazione del sito che si chiamerà LEM.

Esperti del mercato del lavoro hanno esaminato nel dettaglio i primi due decreti del jobs act non nascondendo le grandi difficoltà di applicazione; abbiamo confermato il convegno sul Sud a Napoli a fine marzo inizio aprile per accendere un faro sulla questione meridionale, trascurata anche dal Governo. C’è una prospettiva di grande impegno sempre con l’ambizione di definire traguardi riformisti maturi al PD, qualunque sia il suo gruppo dirigente.

 

Forse la Boldrini ha ecceduto, ma Renzi non può aprire continuamente fronti di personale polemica con gli altri poteri dello Stato e del Parlamento, specialmente dopo lo strappo non necessario con i pareri delle commissioni parlamentari sul jobs act. Troppe fratture, troppe polemiche non compongono un clima politico maturo.

1000 giorni di riforme

Seminario Liberà Eguale nel merito della riforma del lavoro: ha rivendicato una coerenza decennale. Il seminario è ora disponibile online su Radio Radicale:

Ci siamo impegnati a fare presto un seminario a Napoli sui problemi del sud e a Milano su un punto non realizzato della riforma Fornero: la partecipazione dei lavoratori a governo e utili di impresa.

Riforma del titolo quinto e la riforma del senato

Venerdì scorso ho partecipato a Roma a un qualificato seminario di giovani costituzionalisti riformisti sulla riforma del titolo 5 e la riforma del Senato.

C’è consapevolezza che la riforma del titolo quinto del governo è troppo accentratrice e la discussione sta tra un Senato non elettivo (pare che anche in Spagna dopo la riforma costituzionale del 78 la parte elettiva del Senato crei problemi) o nella versione bundesrat - quindi nettamente ferale - oppure (Clementi) l'ipotesi di un Senato non federale ma federatore.

Si tratterebbe di spostare sul Senato i poteri di inchiesta, la nomina di tutte le autorità di garanzia, le valutazioni delle politiche pubbliche, il controllo sugli atti di governo, il rapporto con l’unione europea, il controllo preventivo sulla legislazione europea potenziando i servizi studi secondo il modello inglese della House of Lords.

È evidente che su composizione e poteri del Senato l’accordo Renzi Berlusconi è stato incerto e frettoloso. Il parlamento potrà fare di meglio.

90 anni all'attacco

Commovente e magnifica la cerimonia in Senato per festeggiare i 90 anni di Emanuele Macaluso alla presenza del Presidente Napolitano.

90 anni all'attacco, a capire il mondo che cambia, a scrivere, organizzare, ingaggiare battaglie culturali.

Molto bella la prolusione del Professor Massimo Salvadori:

Alla fine, ringraziandoci, il mio caro amico Emanuele si è commosso, ricordando come si iscrisse al PCI clandestino nel 1941 a Caltanisetta. Non sapeva chi fossero Marx o Gramsci o Salvemini - era un giovane studente dell'Istituto di Mineralogia - ma lo avevano affascinato le figure dei minatori, di suo padre ferroviere, lo aveva colpito la miseria della condizione femminile, di donne umiliate e percosse dai loro mariti.

Fra i suoi eroi, insieme a Di Vittorio e a Togliatti, l'organizzatore comunista Calà, un uomo di trent'anni che si occupava della biblioteca clandestina a Caltanisetta, faceva leggere a loro, ragazzi, romanzi libri di avventura, di storia e anche Gramsci. Quando fu colpito dai bombardamenti quasi perse una gamba ma tornò nella casa ridotta in macerie per sottrarre i libri ai fascisti. Non andò all’ospedale ma tornò in biblioteca e lì morì, nel 1941.

Democrazia nei partiti: un'evoluzione difficile

ImageA commento dell'iniziativa del 2 aprile "Primarie e democrazia nei partiti" vorrei dire che è stata molto interessante, soprattutto perché ha evidenziato come e con quanta fatica evolva la cultura politica del PD.

L'applicazione dell'articolo 49 della costituzione è stata per due decenni un cavallo di battaglia dei radicali, dei referendari, di tutti quegli innovatori che hanno visto dilatarsi le funzioni pubbliche dei partiti in un regime di totale responsabilità privata.

Finalmente gran parte dell'arco parlamentare ha deciso di affrontare la questione tentando di regolamentare per legge i diritti e i doveri degli iscritti, i finanziamenti, i criteri di candidabilità.

Sembrerebbe cosa scontata, ma il mio amico on. Barbi, prodiano della prima ora con molta esperienza in Germania, teme l'istituzionalizzazione e l'esigibilità dei giudici dei requisiti di democrazia interna. Non è il solo: anche molti amici che provengono dall'esperienza del della sinistra storica  difendono l'assoluta intangibilità dello strumento partito.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Ogni elezione ha la sua storia



Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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