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Magda Negri

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Torino elezioni comunali

Sappiamo che è meglio vincere al primo turno, anche se personalmente ritengo che anche al secondo non avremmo problemi. La questione della qualità delle liste apparentate non può essere trattata con logica numerico-matematica. Non si capirebbe un'esplicita costruzione di una lista di personalità del centro destra, ben diverse dalla storia dei Moderati di Portas, che non ha titolo personale ma in quanto soggetto politico aderirebbe alla candidatura di Fassino. Ci sono vari modi (dichiarazioni, articoli, apprezzamenti sul programma) per sostenere il nostro candidato senza eccessivi condizionamenti politici. L'intervista di Vietti sul partito della nazione ha già creato sufficienti problemi.
 

1 Maggio 2015 a Torino

Un discreto primo maggio, pesa la consapevolezza del lavoro che manca, nonostante un inizio di ripresa. A Torino è stato troppo caricato dalla preventiva preoccupazione di disordini contro il Pd causati da antagonisti anarchici e compagnia varia, soggetti carichi di rancore e rabbia.

Mi ha colpito vedere le immagini dei black block a Milano e della loro cieca e triste ansia di distruzione, mi ha colpito specialmente l'intervista quel giovane che diceva di essere lì solo per menare, per distruggere, non sapeva contro cosa, non sapeva perché ma si trovava lì, carico e primitivamente entusiasta.

Il nostro primo maggio ha evitato tutte queste derive ma c'era un po' troppa polizia intorno al cordone del Pd. Gratuiti gli insulti da parte di tanti rappresentanti di parti molto radicalizzare della sinistra, comunque non di più dell'anno scorso.

Ho avuto una lunga discussione con il mio amico professor Ortona che fa una semplice equazione: sempre meno gente va a votare, anche se il Pd vincesse con il 40% il turno di ballottaggio sarebbe un piccolo per titolo che si appropria di tutto il potere. Con questo ragionamento si devono considerare illegittime tutte le democrazie liberali dell'Occidente perché non va più a votare l’80% degli aventi diritto. In questo primo maggio si sono confusi molti timori, molti rancori, molte preoccupazioni, molte speranze. 

Serve senso di responsabilità

Veri o falsi che siano, molti episodi attinenti al PD che rimbalzano dai Social Network alle pagine locali di Stampa e Repubblica, aumentano dubbi e discredito intorno al PD locale. Bisogna invece dare la giusta misura ai fatti in oggetto, lasciare lavorare gli inquirenti, censurare ogni tentativo di strumentalizzazione a fini di lotta politica interna.

Esorto al senso di responsabilità, di misura, alla fiducia reciproca. Non mancherà il tempo per individuare le responsabilità politiche. Massima fiducia specialmente verso i nostri bravissimi Mara, Carola, Cristina e Gianni, le "colonne tecniche del PD".

Domenica a Settimo

Domenica 9 novembre:  il territorio piemontese mi sembra goda ancora di una grande vitalità politica. Valle ed io ci alterniamo a seguire il congresso di Settimo. Bei documenti. Due candidati. Vota quasi il 70 % degli iscritti. Circolano molti giovani interessanti. Scopro che a Settimo hanno fondato un giornale online, Il bombarolo, il cui direttore viene dai dipietristi ed ora è un fan di Renzi. Le linee di divisione sembrano essere tra gli ex Ds, ex margherita e tutto ciò che e nato dalla sinistra storica.
Comunque: bel clima. 

'Ndrangheta in Piemonte: adoperarsi perché non dilaghi

Ho letto con attenzione il  rapporto sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nel nord Italia, in particolare a Torino, che ha lambito anche qualche esponente marginale del PD. Mi sembra che il fenomeno sia per fortuna circoscritto a piccoli territori della cintura. Dobbiamo fare di tutto perché non dilaghi.

Si stende invece una nuova ombra di malaffare sul ciclo dei rifiuti industriali e da sbancamento (lavori del passante ferroviario) che risultano sempre più conferiti in modo illegale in cave inadatte.

Da 20 anni nel sud Italia la comunità mafiosa si è alimentata col lo smaltimento illegale dei rifiuti urbani e industriali. In Lazio si sta profilando una situazione drammatica. Non vorrei che anche in Piemonte ci fosse un nuovo e pericoloso inizio. 

Parlare di meno, agire di più

Molto bene l’Assemblea regionale a Vercelli di sabato 5 aperta da una relazione veramente innovativa di Gariglio e seguita da un dibattito serio, a partire dalla sanità, sulle scelte di governo della nuova giunta.

Davvero mi dispiace che un così bel lavoro politico sia vanificato e sciupato da uno strumentale dibattito sui pacchetti di tessere e sulle condizioni del tesseramento.

Cari amici e compagni, stiamo tutti tranquilli: c’è una commissione provinciale in carica, c’è un regolamento nazionale sul tesseramento che non credo sarà cambiato. Bastava osservarlo l’anno scorso, durante tutto l’anno e non solo per le primarie. basta applicarlo ora con regolarità e severità. Bisogna parlare meno e fare un po’ di più.

Ciao, Comandante Lupo

Ieri eravamo in molti - e tutti piuttosto anziani - a dare l’estremo saluto al comandante Lupo, alias Ferdinando Gattini, morto a 90 anni per un ictus e una caduta, sfuggendo, come estremo atto di libertà, alle cure della moglie e dell’infermiera.

Gattini, affettuosamente chiamato da tutti Gatto, è un pezzo di storia esemplare della sinistra non solo torinese. Dopo l'8 settembre partecipò alle brigate Garibaldi vicino a Firenze e alla liberazione della città, poi venne a Torino a fare l’operaio metalmeccanico. Iscritto al PCI, fu licenziato per rappresaglia nel '51. Negli anni '70 fu sindaco di Orbassano e poi per tanti anni consigliere e amministratore.

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VOTATE IGOR BONI nelle liste del PD

Vota Igor Boni

Domenica 25 maggio si vota per il Consiglio Regionale. È l’occasione per farla finita con l’incompetenza, il degrado, la corruzione.

Ricostruire la dignità e ridare credibilità alla Regione non sarà facile. Per questa impresa Sergio Chiamparino è il miglior Presidente possibile.

Ma il Presidente da solo non basta. In Consiglio Regionale c’è bisogno di persone nuove e diverse.

IGOR BONI è una di queste. Si è battuto pubblicamente con tenacia e rigore contro Cota e contro Giovine con la sua lista falsa. È onesto, competente, diretto. Si distingue dai politicanti di carriera.

Noi che da molti anni cerchiamo di costruire il Partito Democratico del Piemonte fuori da cordate di potere e ideologie lo abbiamo scelto nostro candidato nella lista del PD e vi invitiamo a votarlo.

Hanno offerto il loro sostegno: Roberto Giachetti, Magda Negri, Valentino Castellani, Beppe Garesio, Enrico Morando, Franco Ferrara, Silvio Viale.

www.igorboni.it

FIRMATARI: Sara Levi Sacerdotti, Francesco Lupo, Massimo Negarville, Jacqueline Giampiccoli, Andrea Graziani, Silvja Manzi, Mario Gioannini, Enzo Macrì, Federico Vercellone, Massimo Rostagno, Ignazio Barraco, Piero Borla, Luigi Brossa.

Affrontiamo il problema di un'Europa a due velocità

Questa campagna elettorale regionale ed europea, a Torino almeno, è circondata da un po’ di silenzio. Io sto andando dappertutto: si moltiplicano singole iniziative di presentazione dei candidati, ma si procede in modo molto frammentario.

È come se la faticosissima ricerca delle preferenze individuali avesse messo il silenziatore ad una campagna politica e amministrativa che doveva essere invece molto forte e propositiva. Non bastano certo le aperture iniziali al Palaisozaki a dare il carburante a tutta la campagna.

Il messaggio più importate che dobbiamo far passare è che c’è una battaglia in corso tra riformismo e populismo. I riformisti, coi quali ci identifichiamo, si battono per la riforma dell’architettura europea, affrontano il problema di un’Europa a due velocità, L'Europa nordica, con un surplus e una produttività enormi, che non sviluppa in maniera sufficiente i consumi dei suoi popoli, e un'europa del sud, che ha un grande debito pubblico e un surplus commerciale molto limitato, che ha problemi strutturali di riforma della pubblica amministrazione, di riforma della contrattazione e dei salari.

Unificare queste due Europe in un progetto nuovo doveva essere la nostra parola d’ordine. Invece si cincischia sul "dentro l'euro", "fuori dall’euro", "tutta colpa dei tedeschi", si cerca il male massimo nella Merkel. L’egemonia ora in europa sta tutta in mano alla Germania ed è egemonia politica, non solo economica. Noi vorremmo un’europa diversa, più ricca e più unitaria, e non siamo per ora riusciti a dare il senso di questa battaglia. Adesso spero che prenderemo la rincorsa.

Igor Boni per le regionali in Piemonte

Igor Boni Regionali Piemonte 2014Come Libertà Eguale di Torino abbiamo deciso di sostenere per le regionali Igor Boni, radicale e presidente dell’associazione Adelaide Aglietta. Bella la sua biografia, limpido l’impegno.

Questa mattina ero presente in Corso Palestro al secondo volantinaggio con Igor Boni e ieri ho partecipato alla presentazione dei programmi elettorali.

Il clima fra la gente è freddino ma non bruttissimo, deformato dalla campagna elettorale. Si cercano aiuti.

La svolta di Grillo mi sembra strutturale, sfascismo di lunga durata. Il 1 maggio l’odio dei no-tav e dei Grillini contro il PD mi ricordava l’atteggiamento dei gruppi extra parlamentari contro il PCI.

Con l’unica differenza che oggi il governo del PD regge lo stato e la precaria stabilità. Tutto può essere rimesso in discussione.

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Appuntamenti

Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Videoblog

Ogni elezione ha la sua storia



Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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