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Sistema elettorale da cambiare- scegli il tuo parlamentare! |
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giovedì 02 settembre 2010 |
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Aderisci all'appello per l'uninominale e scarica il volantino con cui fare campagna a favore del sostegno all'appello. Per maggiori informazioni consulta il sito www.uninominale.it.
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domenica 08 agosto 2010 |
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Fantastica la scena venerdì sera a La 7 fra Quagliariello, Dellavedova, Buttiglione, Cota. Dellavedova invitatato a spsostarsi verso gli esponenti del centrodestra per motivi di inquadratura si infastidisce molto. Quagliariello ha un moto di insofferenza e si sposta a sua volta , ma Cota viene estromesso dall'inquadratura. La scenetta nella sua comicità tardisce la crisi di identità dell'attuale gruppo finiano. Viva Chiamparino, intanto! L'eventuale crisi di Governo rischia di essere la prova del nove di una certa confusione che aleggia nell'oppoizione. Sta emergendo il massimo del tatticismo e il minimo della strategia politica. La si butta lì e si sta a vedere.... Rutelli ha parlato del terzo polo, che avrebbe anche la funzione del Pd Veltroniano, ciè di partito delle riforme difficili. Il massimo della presunzione con il minimo dei mezzi. Vendola e Di Pietro insistono per elezioni subito, ma non dicono con che progetto di alleanza. E con la legge attuale lo schema delle alleanze è essenziale. Bersani continua a buttar lì l'idea del Governo di transizione, sempre più politico, diretto da Tremonti. Ma perché Tremonti, naturale successore del Cavalieri, dovrebbe entrare nel nostro governo tecnico? E fare il Bruto di Berlusconi? Si recita a soggetto. Tremonti poi non è colui che il pd ha accusato di aver gestito al basso la crisi economica in Italia? La precezione è quella di uno schema , quello per cui D'Alema ha combattuto e combatte, di un'alleanza di centrosinistra dove la chiave della casa è tenuta da Casini. Fino a comprendere Fini. Speriamo siano solo visioni estive, ma urge una controffensiva per il Pd, come l'abbiamo pensato e per cui abbiamo lavorato. Sarebbe stato semplice inquadrare la situazione così: si è aperta una seria crisi del centrodestra e della leadership di Berlusconi sulla questione morale, ma urge e preme la questione sociale. A ottobre non ci saranno più i soldi per la cassa integrazione. Il maggior partito di opposizione si dichiara pronto al ricambio da fare con le elezioni. Elezioni da considerare normali nella normale alternanza del gioco democratico per cui abbiamo lavorato. Per contrastare il Cavaliere. La questione morale è stata la ciliegina sulla torta. Se Napolitano chiedesse la disponibilità a un governo di transizione che affrontasse la riforma della legge elettorale, l'opposizione non potrebbe sottrarsi. E sarebbe stato semplice se di ora in ora non si fossero affastellate le nostre proposte.
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Assemblea di LibertàEguale a Orvieto |
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mercoledì 04 agosto 2010 |
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XII ASSEMBLEA ANNUALE XII Assemblea annuale di LIBERTÀeguale DECISIONE E POLITICA DEMOCRATICA
Orvieto 17-18-19 settembre 2010 Palazzo del Capitano del Popolo Piazza del Popolo PROGRAMMMA IN PROGRESS Venerdì 17 settembre ore 15.00 IO VOGLIO CRESCERE Come sprigionare le energie che possono rimettere in moto l`Italia Relazione di Tommaso Nannicini Conclusioni di Nicola Rossi Sabato 18 settembre ore 9.30 - 13.00 / 15.00 - 19.00 Domenica 19 settembre ore 9.30 - 13.00 DECISIONE E POLITICA DEMOCRATICA Introduce Claudio Petruccioli Conclusioni di Enrico Morando www.libertaeguale.com
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L'amico Vendola non è il nuovo che serve a cambiare nel profondo l'Italia |
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sabato 24 luglio 2010 |
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Augurandovi buone vacanze, vi confesso che sono rimasta sorpresa dalle tante e diffuse reazioni alle cose ovvie che ho dovuto ricordare di Vendola. Essendo io iscritta al Pci dal 1969 e avendone attraversato la storia , ricordo bene la dialettica fraterna che ho sempre avuto con i berlingueriani di sinistra e con gli Ingraiani in senso stretto. Furono questi compagni a me carissimi e fra i quali annovero i miei migliori amici (nulla a che fare con i contingenti schieramenti!) a opporsi coerentemente e tenacemente all’evoluzione del Pci verso il vasto orizzonte della sinistra europea e ad esaltare le differenze ontologiche. Gli argomenti furono dapprima la differenza etica e poi sfociarono in vere contraddizioni, fino alla rottura drammatica dopo il 1989, con la Bolognina e con la scelta di Occhetto di far nascere i DS. Fino cioè alla creazione di una forza neocomunista: Rifondazione. Vendola e Cossutta, certo due culture diverse, ma entrambe, l’una classicamente comunista libertaria e l’altra marxista leninista, configgono con l’unica prospettiva vincente della sinistra italiana. Leggo su il Fatto che Vendola nella sua lunga militanza parlamentare è stato l’unico esponente di RC a votare a favore della nascita del primo Governo Prodi. Ma credo che nel 1998 si sia però associato a coloro che l’hanno fatto cadere. La crisi attuale del centrodestra oggi non libera propensione di voto verso il centrosinistra e ci sfida a una ridefinizione di programmi incisivamente riformisti, che cambino davvero il Paese, nel profondo. Non ho ancora analizzato a fondo le proposte di Vendola, ma leggo nella sua intervista a Libero che invita il centrosinistra a liberarsi dei “peccati liberisti”. A Nichi chiedo questo: ma dove sono tutti questi peccati, in questa sinistra ancora statalista e incapace di combattere le corporazione e di rappresentare i nuovi lavori. Nichi rappresenta ancora quel mondo politico culturale che resta avverso al bipartitismo come logica alternanza democratica. In questo senso, non mi sembra foriero di alcunché di nuovo. Adoro in Vendola il suo coraggio, il suo sincero anticonformismo, l’istinto per la libertà. Ma, per andare al sodo, fra il comunismo libertario, la cultura no global e quella laica riformista e fra i programmi di queste due sinistre c’è un abisso incolmabile. Mi auguro che sia la sinistra innovativa, così minoritaria in Italia, questa volta, a non soccombere!
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Si allarga l'intesa sulle larghe intese |
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venerdì 23 luglio 2010 |
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Prima Scalfari, poi Gentiloni.. tutti con Bersani ... cresce il fronte delle larghe intese per un governo di transizione, se quello della destra cadesse. Mi chiedo a questo punto quanti siano i bipolaristi riformisti rimasti nel Pd? E intatnto anche Menichini parla della ritirata di Berlusconi e delle possibili maggioranze di emergenza con il Pd.
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