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Alla festa silenzio per Sakineh |
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sabato 04 settembre 2010 |
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Giovedì 2 settembre, alla festa del Partito Democratico a Torino, l'Associazione Radicale Adelaide Aglietta, insieme a "Iran ibero e democratico", hanno organizzato uno stand di raccolta firme (che sarà presente per tutta la durata della festa Pd), per chiedere che Sakineh Mohammadi Astiani non venga lapidata, e come lei altre donne che sono attualmente rinchiuse nel carcere di Theran, e condannate a morte per lapidazione. Io ho partecipato ed erano presenti esponenti del Pd e del Pdl. Tutti hanno speso parole di solidarietà al popolo iraniano . Alla festa democratica di Torino, c'è stata molta partecipazione, un gruppo musicale ha sospeso l'attività, e ha annunciato la partecipazione di tutti i presenti al "minuto di silenzio".
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Citizen gay alla festa Democratica |
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sabato 28 agosto 2010 |
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FESTA DEMOCRATICA 5 SETTEMBRE TORINO GIARDINI REALI Libreria Sala Adriano Olivetti 18,00 Vittorio Lingiardi presenta il suo libro “Citizen gay: famiglie, diritti negati e salute mentale” Il Saggiatore con Magda Negri, Fabio Astrobello e Marco Pasqua
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Visita al Carcere di Saluzzo |
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sabato 14 agosto 2010 |
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Ho aderito alla iniziativa dei Radicali e ieri con alcuni esponenti radicali, Bruno Mellano, e del Pd di Cuneo ho visitato il carcere di Saluzzo. Non è stata la solita visita. Il giovane direttore del carcere è preparatissimo e molto sensibile. Aperto alle innovazioni, nonostanze il vincolo delle poche risorse a disposizione. Ci sono molte differenza nelle strutture carcerarie da regione a regione. La situaizone più avanzata è la Toscana, dove è più applicata la legge Gozzini, negli aspetti che riguardano il recupero dei detenuti. Incontriamo a Saluzzo molti ergastolani e queli della zona di massima sicurezza del 41 bis. Il direttore in questo carcere consente di uscire dalle celle ai detenuti per stare negli spazi comuni con una certa libertà. Ciò che più pesa è la mancanza di insegnanti ed educatori. I carcerati vogliono studiare, prendere la licenza media, il diploma e soprattutto lavorare. Nulla di più annichilente dell'ozio. Ci sono esperienze molto avanzate in Germania, Francia e Olanda. In Italia lavorano 25mila detenuti. In quei Paesi 250mila-300 mila e nei Paesi Bassi praticamente tutti. Ma la situazione italiana è difficile. Il ministero non ha soldi per questi progetti. La sfida è far entrare le cooperative e le piccole imprese, disposte ad assumere i detenuti. Incontirmao dei detenuti che gestiscono gli acquisti giornalieri per i compagni. Uomini condannati a 20-30 anni per omicidi, uno anche per matricidio. Hanno un compito delicato, difficilissimo. Un altro merito del direttore di Saluzzo è di aver orticolato meglio gli orari per le visiste dei parenti ai detenuti. Anche questa volta una esperienza umana intensa, la visita al carcere.
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martedì 27 luglio 2010 |
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Tutto il gruppo dirigente del Pd torinese, e anche diversi parlamentari come me, era ieri mattina all'alba alla porta due di Mirafiori in Corso Tazzoli per testimoniare la ferma iniziativa del Pd per la difesa del lavoro e dello sviluppo dell'industria automobilistica, per lo stabilimento di Mirafiori e non solo. E' un momento grave per la vita della città, a poche ore dall'apertura del vertice torinese che verificherà la fattibilità vera del progetto 'Fabbrica Italia'. Torino e il Piemonte già negli anni precedenti hanno anticipato parti di questo progetto con l'acquisto di aree Fiat eccedenti e la concentrazione di ingenti risorse per la ricerca applicata all'auto. E' compito ora della politica tutta, dimostrare che non solo l'Italia ha bisogno della Fiat, ma anche la Fiat dell'Italia.
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Enrico Morando presenta "Riformisti e comunisti?" |
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mercoledì 14 luglio 2010 |
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Torino - Librerie Coop - Piazza Castello 113 - Venerdì 16 luglio 2010 ore 18.00
Enrico Morando con Giuseppe Berta e Sergio Chimparino. Modera Nino Battaglia.
Riformisti e comunisti? A cavallo tra gli anni ottanta e novanta, un gruppo agguerrito di dirigenti e militanti del Pci provò a declinare, in Italia, l’ultima stagione di quello che oggi appare un ossimoro. Nei decenni precedenti, la «destra comunista», prima con Giorgio Amendola e poi con Giorgio Napolitano, era sembrata più volte al limite dello strappo.
Ma il crollo precipitoso del colosso sovietico, con gli esiti nostrani della «Bolognina», apriva ora nuove opportunità e non lasciava più tempo agli indugi. Fu tra il 1989 e il 1994 che si consumò, in effetti, la parabola della corrente «migliorista».
Il suo intento dichiarato era di superare l’anomalia della sinistra italiana, promuovendo la costruzione di un grande partito socialista a vocazione maggioritaria. Ma tre fattori ne limitarono le potenzialità: la concezione del partito e della lotta politica interna; un’eccessiva ricerca dell’equilibrio tra istanze di continuità ed esigenze di rottura; e infine la difficoltà a considerare come compiutamente propria la cultura liberalsocialista.
Per approfondire..
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