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Dove firmare per presentare la candidatura Ignazio Marino
lunedì 13 luglio 2009

Pubblichiamo i referenti per le firme di sottoscrizione della candidatura di IGNAZIO MARINO  per  cinque delle otto province piemontesi. In attesa delle altre province.

PROVINCIA DI TORINO
Enzo Frammartino
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340/9488014

PROVINCIA DI CUNEO
Massimo Scavino
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347/4437130

PROVINCIA DI NOVARA
Giuseppe Volta
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348/7272781

PROVINCIA DI BIELLA
Paolo Cosseddu
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348/0446951

PROVINCIA DI VERCELLI
Gabriele Bagnasco
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339/7230363

 
E' pericoloso generalizzare la questione morale
domenica 12 luglio 2009

E’ pericoloso generalizzare la questione morale nel Pd. Ma è assolutamente necessario essere rigorosissimi sull’applicazione del Codice Etico del Partito democratico che recita:

 “Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione - anche di carattere interno al partito- coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato:a) emesso decreto che dispone il giudizio;b) emessa misura cautelare personale non annullata in sede di impugnazione; c) emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva, ovvero a seguito di patteggiamento”.

Resta il fatto però che non siamo un partito di detective e che vale sempre il principio giuridico della presunzione di innocenza sino alla condanna definitiva.

 
Io sostengo Ignazio Marino
giovedì 09 luglio 2009

La candidatura di Ignazio Marino a segretario del Pd cresce e può diventare portatrice  di un programma riformista  e maggioritario svincolato dal peso delle antiche appartenenze. Dovrà acquisire solidità programmatica certo..

Mi impegno per dare il mio contributo. Ma domenica tutti possiamo contribuie a che questa candidatura possa essere presentata. Enzo  Frammartino è il riferimento piemontese. Di seguito  il suo recapito telefonico.

Cari amici, mentre stiamo costruendo un indirizzario dei sostenitori di Ignazio Marino e Pippo Civati per la Provincia di Torino, vi confermo la riunione di domenica sera. Il primo scoglio però è rappresentato dalla raccolta firme. Pertanto, domenica sera presso la Sala Pasquale Cavaliere, faremo un'iniziativa rivolta a iscritti e non, residenti nella Provincia di Torino. In quell'occasione sarà possibile tesserarsi al PD e contestualmente sottoscrivere la candidatura di Marino. Vi prego di far circolare l'informazione.

CONTIAMOCI - Domenica 12 luglio - ore 20,30 - Sala Pasquale Cavaliere - Via Palazzo di Città 14

Inoltre vi allego il modulo per la raccolta firme per sottoscrivere la candidatura di Ignazio Marino. Ovviamente prima di firmare occorre tesserarsi. In questo modo potretete far firmare autonomamente da subito. La cosa da tener presente è che abbiamo bisogno delle firme entro mercoledì, se possibile già vidimate da consiglieri di circoscrizione, comunali o provinciali. Un in bocca al lupo a tutti noi.

Enzo Frammartino - 340/9488014

 
Le dimissioni da senatore di Bettini nel 2007
giovedì 09 luglio 2009

28 novembre 2007- Senato

 Pubblico il discorso dell'ex Senatore Bettini con cui ha annuncitao le sue dimissioni a novembre del 2007 rassegnate per andare a svolgere il suo ruolo didirigente nazionale del Pd

BETTINI (PD-Ulivo). Signor Presidente, cari colleghi, ho deciso con serenità e con molta convinzione di lasciare il Parlamento e il Senato della Repubblica. Per me è stato davvero un onore sedere in quest'Aula, un onore essere stato presieduto da un presidente del Senato, il senatore Marini, uomo di grande sensibilità, equilibrio e di grande valore, aver potuto lavorare in un Gruppo, la cui presidente è la senatrice Finocchiaro, di cui ho potuto apprezzare la grande forza, umanità e determinazione politica e, aggiungo, il collega Boccia, che voi conoscete tutti, che unisce all'umanità anche una capacità di vigilanza notevole e assolutamente inderogabile.
Ma ho avuto anche la fortuna di conoscere questa Assemblea, tutta l'Assemblea, composta da colleghi e colleghe, ascoltando i quali ho potuto sempre imparare qualcosa, da tutti.  Ricordo sempre una bellissima frase che, quando ero ragazzo, giovane militante e dirigente del Partito comunista italiano, mi diceva un grande senatore di allora che qualcuno di voi, forse i più anziani, ricorderà, cioè il senatore Paolo Bufalini, che diceva sempre: «Caro Goffredo, quando stai in un'Assemblea elettiva, cerca di non fare mai discorsi propagandistici, perché devi avere sempre l'ambizione, attraverso il dialogo e il confronto delle idee, di convincere gli altri e devi avere una predisposizione costante ad essere convinto».
Credo che questa sia la forza e la bellezza delle istituzioni democratiche, ragionare cioè insieme - naturalmente ognuno dalla sua parte - e tuttavia essere predisposti ad un dialogo vero che possa reciprocamente far cambiare le proprie posizioni iniziali per il bene della Repubblica italiana. Ringrazio quindi tutta l'Assemblea.
Non lascio per una ragione politica, ma per una ragione personale ed esistenziale. Credo non vi sia alcuna esemplarità in questo gesto: ritengo di essere stato un privilegiato, di aver dato tanto, ma di aver avuto tanto dalla politica; anche lasciando il Senato, continuerò ad essere un privilegiato, quindi non vi è alcuna particolare esemplarità in questo gesto.
Lascio soltanto perché sono stato chiamato ad un impegno politico molto rilevante nel mio Partito, un nuovo partito, che è il Partito Democratico, e, per rispetto delle istituzioni, non mi considero capace di svolgere contemporaneamente più attività e impegni.
Dal momento che questa attività di carattere politico si aggiunge ad un mio impegno culturale, che è la passione della mia vita, non voglio far mancare a questo Senato quell'assiduità, quell'importanza e quella disciplina che un'Aula di questo genere richiede. Aggiungo che non riesco a fare molte cose, anche perché, come mi dice sempre il dottore, sono una persona che se ne porta appresso un'altra sopra le spalle, avendo una dimensione fisica notevole. Nella mia attività quotidiana, dovendo quindi portare un peso, che è anche una fatica proprio dal punto di vista dell'andamento della giornata, non sono di quei politici che riescono a fare mille cose insieme.
Il motivo, dunque, è che mi posso e mi debbo concentrare su una cosa sola. D'altra parte, sono onorato di essere stato un funzionario di partito, per cui considero comunque la missione di dirigerne uno qualcosa di molto importante e civile per la comunità e per la società. Sta nel mio cuore, quindi penso di essere compreso e capito: rassicuro, anzi, l'opposizione, perché il fatto che mi porti appresso un'altra persona e di peso ne valga due non significa che vi sarà il subentro di due senatori del Partito Democratico, ma solo di uno, per altro di grande valore. Sarà infatti l'amico Piero Larizza, una persona che credo tutti conoscano e possano aver apprezzato nel corso della sua attività sindacale.
Voglio dire un'ultima cosa: naturalmente, lasciando il Senato, cercherò di fare tutto il possibile per rafforzare il mio Partito, per difendere e impegnarmi per la mia causa. Tuttavia, voglio dire che il mio impegno sarà anche perché il Partito Democratico possa contribuire a creare in Italia un bipolarismo più stabile, più civile, meno forzoso, dove si confrontino in maniera più omogenea diverse ipotesi politiche e diversi schieramenti, più coerenti, più omogenei e meno rissosi tra loro.
Un bipolarismo più mite, più democratico e - lo dico in italiano, ma con un valore anche in romanesco - meno coatto: nel senso italiano, cioè che costringa meno a stare insieme quando non si può, ma sviluppi anche vocazioni di partiti che hanno l'ambizione di avere un obiettivo maggioritario, e nel senso romano, cioè meno bullesco e violento.
Vi auguro quindi, con questo piccolo finale di buoni propositi politici, buon lavoro e vi ringrazio se potrete accogliere le mie dimissioni già da subito al primo voto, perché credo che, dopo un discorso così semplice e sincero, non vi sia bisogno di fare gesti di buona educazione formale. (Generali applausi).

 
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