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Magda Negri

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I bravi ragazzi di Alessandria non parlano

È passato un mese ma non hanno ancora parlato.
Li hanno sospesi con obbligo di presenza.. ma muti.
Il dirigente scolastico non sa bene cosa fare.
Solo una ragazza dice che non è più bello tornare a scuola con quell'atmosfera.
Eppure c' erano quasi tutti, quando un gruppo di loro ha legato a una sedia un insegnante disabile, l' hanno umiliata e preso a calci le sue cose.
Speriamo solo cose.
I bravi ragazzi di Alessandria non parlano.
Perfetta omertà di gruppo.
Forse si sentono eroi che non possono tradire.
Nessun pentimento né consapevolezza.
Ma non ci sono famiglie amici pedagagosti che aiutino i ragazzi a capire a uscire da quell' episodio di violenza e viltà?
Brutto entrare nell'adolescenza con questa complicità collettiva in un atto vigliacco.
Peserà sulle loro vite.

A naso mi sembra di poter dire che il governo Di Maio non nascerà

A rigor di logica il governo pentastellato può nascere solo a 2 condizioni:
- Salvini autonomizza la Lega da Fi e si acconcia a fare lo junior partner di di Maio con le prevedibili conseguenze a livello di governo locale etc..
- Berlusconi accetta di suicidare FI accettando di dare un sostegno esterno o di essere presente con ministri tecnici esterni non riconducibili al partito.
Mi sembra improbabile ..anche se sono tempi in cui tutto può succedere.
A naso mi sembra di poter dire che il governo Di Maio non nascerà.

2006/2008: il Gruppo delle Autonomie, un'esperienza non peregrina.

E' tempo di memorie: una casa editrice di Bolzano ha chiesto un contributo a tutti i senatori che dal 2006 al 2008 costituirono il Gruppo Autonomie, in accordo con il Gruppo dei Ds che ci chiese di strutturare un piccolo gruppo aggiuntivo per reggere il lavoro delle Commissioni.
Allora ci sembrò una stramberia ma fu invece un'esperienza molto positiva.
Pubblico qui le mie riflessioni su quell'esperienza.
 
Quando, nel 2006, all'atto della costituzione dei gruppi, i Ds chiesero a me e ad altri compagni eletti al Senato di iscrivermi al Gruppo delle Autonomie, li per lì rimasi stupita, ma poi mi sembrò una bella idea, in coerenza con la mia piccola storia.
Da sempre infatti, avevo approfondito i temi del federalismo e anche quelli della difesa delle comunità specifiche, come la Convenzione delle Alpi, la diffusione della lingua Occitana, il riconoscimento delle minoranze etniche e linguistiche in Piemonte.
In questo gruppo trovai personaggi interessanti, anticonformisti, originali, provenienti da diverse regioni.
Naturalmente ci occupammo di problemi generali: adozione dei figli, sussidi alla famiglia, tutela dei piccoli comuni, riforme della costituzione, tutela degli embrioni... in un attività del gruppo vasta a 360°, di tipo generalistico.
Avevamo sensibilità diverse: alcune più radicali, provenienti dalla sinistra storica, altre più radicate nel cattolicesimo democratico e del moderatismo progressista.
Ma c'era sempre la regia di questo gran personaggio che è Oskar Peterlini, che riusciva sempre a far mediazioni avanzate, consentendo comunque a ciascuno di noi grande libertà.
Io presentai, come primo firmatario, vari disegni di legge: sulla libertà religiosa, in materia di sperimentazione sugli embrioni umani, in materia di rieleggibilità alle cariche di sindaco, per la costituzione dell'Associazione nazionale delle Autonomie Scolastiche, e ad altri ho dato, spero, un contributo.
Sono stata delegata dal gruppo nella commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti per la quale ho poi svolto la relazione sulla Basilicata.
Lo stimolo culturale più forte che però ho avuto nel lavoro del gruppo, è stata la riflessione sulla democrazia dei cittadini: un complesso ciclo di occasioni referendarie, proposte di legge d'iniziativa popolare, di co-legislazione tra rappresentanti e popolo, che trovava in "Democrazia Diretta, più Potere ai Cittadini" di Thomas Benedikter e altri saggi di Oskar Peterlini, una sintesi e insieme una perenne e stimolante provocazione.
Fu grazie a questi stimoli che mi venne voglia di approfondire il processo legislativo, in realtà come la Svizzera, e di tornarci sopra negli anni successivi.
Nel 2009, primo firmatario Oskar Peterlini, aderì al disegno di legge costituzionale per la modifica degli articoli: 70, 71, 73, 74, 75 e 138 della Costituzione in materia di revisione delle leggi e revisione della Costituzione, per l'introduzione dell'iniziativa legislativa popolare e l'iniziativa legislativa e di democrazia diretta.
Spiace che quella ricca elaborazione non sia diventata materia politicamente viva in questi anni tormentati, e che la democrazia diretta sia diventata un feticcio, un'arma populistica da brandire populisticamente contro le istituzioni.
In quel disegno di legge costituzionale proponevamo un refederendum propositivo: l'abolizione del quorum (che ritroviamo nella proposta costituzionale di Renzi, poi bocciata) del 50%, il potenziamento e l'obbligo di discutere entro un determinato termine le leggi di iniziativa popolare e l'aumento della maggioranza al 60% per l'approvazione, in seconda votazione, delle leggi costituzionali.
Guardavamo all'esperienza svizzera e a quella degli Stati Uniti per aprire un circuito più agevole e continuo tra democrazia dei cittadini e democrazia della rappresentanza.
Ispirazione davvero riformista, davvero vitale, davvero dentro i problemi contemporanei.
Credo ci sia ancora spazio per far vivere nelle regioni e nel paese questo bagaglio di idee che un piccolo ma autorevole gruppo, con radici in realtà territoriali tanto diverse, seppe incardinare nel dibattito parlamentare.
Le idee camminano, facciamole camminare ancora.

Leader e oligarchi impediscono la vera democrazia nei partiti

Purtroppo le legislature si succedono senza che questo problema venga risolto.
Abbiamo riempito le biblioteche di studi e proposte, ma niente di fatto.
Gli oligarchi si difendono sotto ogni forma..specialmente quelli che dicono di non avere gli statuti.
 
27 marzo 2012 · 
 

I partiti che non applicano le regole della democrazia al loro interno non possono sviluppare pienamente la democrazia nel Paese.

Basta con i partiti padronali, logorati da gruppi di potere e di interesse. Gli statuti devono garantire il pluralismo interno, la partecipazione degli iscritti e degli elettori, l'accesso all'anagrafe degli iscritti.

I bilanci devono essere certificati da autorità esterne, i rimborsi elettorali attribuiti solo se si rispettano standard pubblici di trasparenza. http://t.co/gZVNvnh9

Stavolta non si potrà seguire lo stesso copione

Ho lavorato 2 anni con Elisabetta Casellati perchè entrambe componenti della Giunta per le elezioni e per le autorizzazioni.a procedere del Senato.
Simpatica, gentile iperconservatrice, devota a Berlusconi.
Non capisco perché, disponendo di questi quadri, Berlusconi si sia impuntato tanto su Romani, politicamente più autorevole ma con quello scheletro nell' armadio, e abbia voluto una prova di forza che non poteva vincere.
Lo scheletrino del nepotismo - dell'assunzione della figlia - è stato facilmente digerito e metabolizzato dai 5S, che devono incassare presto, prima degli ostacoli governativi.
I grandi giornali italiani si perdono nel folklore dei leaders vecchi e nuovi...
Pur scontando il tasso altissimo di trasformismo dei 5S e della destra italiana - che cambiano pelle ogni giorno sotto gli occhi dei loro immemori elettori - non penso che per il governo si seguirà lo stesso copione.
Perché gli elettori si possono rapidamente mobilitare e illudere ...mai poi arriva la rabbia dei delusi.

Fuga in Calabria: 48h a/r

Costretta in 2 giorni a scendere in Calabria con il pulman e tornare con l' ultimo aereo preso a Bari, per aiutare amici stranieri che non se la cavavano con lingua e documenti per l' acquisto di una vecchissima casa ora cadente ma che - se restaurata - diventerà bellissima.
Freddo e vento, sulle montagne si vedeva la neve..
Ma ho scoperto per 48 ore una Calabria bellissima, verde, fiorita, con i prati tutti colorati di giallo. Per la mia amica Micky, che ama il Nord, sembrava la Svizzera, con i colori magici dello Jonio.
Mi chiede perché non riusciamo a sviluppare di più il turismo, perché abbiamo un paese unico per bellezze naturali e artistiche.
Difficile rispondere con sensatezza.
Borbotto qualcosa, metà in italiano metà in inglese, mentre cerco di sistemare il camino e non ci riesco perché c è troppo vento e tutto il fumo mi torna indietro ..praticamente affumicandomi.

Contributo parziale ma certo un contributo importante.

E' un primo sasso nello stagno, come ha detto anche Sergio Chiamparino.
 
Non ci sono ancora proposte programmatiche o specifici settori di intervento da rivedere, ma mi piacciono sostanzialmente due cose:
- la consapevolezza che nulla dei nostri problemi può esser risolto fuori da un contesto europeo, perchè la globalizzazione ha disegnato un campo nuovo per le forze progressiste, così come la dimensione nazionale lo fu per i progressisti del secolo scorso;
- il discorso serio e duro sullo stato del partito, che richiede appunto una rigenerazione. Ci provò anche Barca, ma fu inutilmente deriso allora.
 
Nell'attuale statuto del Pd c'è tutto: lo spazio per la direzione dei militanti e per le conferenze programmatiche che potevano dare l'indirizzo politico ai gruppi parlamentari e al governo, e lo spazio delle primarie per la nomina delle cariche monocratiche.
Ma, alla fine, sono rimaste solo primarie plebiscitarie e correnti di potere.
 
Il merito di Zingaretti è di aver messo il dito nella piaga.
 
Contributo parziale ma certo un contributo importante.
 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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