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Magda Negri

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Roma come Beirut

Se Roma (a parte le bombe) viene percepita come Beirut, qualsiasi sforzo di rinnovamento del Paese è destinato a fallire. La cosa che più colpisce non è tanto il meccanismo-sistema delle tangenti quanto il potere di criminali puri, alcuni anche assassini, sull'amministrazione. Così direttamente non era mai avvenuto a Milano, a Venezia anche nei casi più eclatanti della questione morale classica. Forse solo a Palermo, ma Palermo non è la capitale d’Italia. 

Renzi ha fatto bene a sollevare il problema del superamento del correntismo esasperato e della atomizzazione dell’azione politica. Un grande partito ha bisogno di grandi correnti culturali e di grandi opzioni al suo interno, anche diverse, ma deve finire l’equazione: convegno uguale corrente uguale controllo di pacchetti di tessere uguale sottogoverno.

La situazione piemontese è tutto sommato sana, ma manca lo slancio di una azione unitaria che coinvolga tutta la maggioranza e tutta la minoranza. Basta guardare l’elenco delle tante iniziative che per fortuna si svolgono e i nomi dei relatori. Ci vuole un passo in più, e penso che potremmo essere in grado di farlo. Sarebbe necessario preparare una Conferenza Programmatica Regionale.

 

1000 giorni di riforme

Seminario Liberà Eguale nel merito della riforma del lavoro: ha rivendicato una coerenza decennale. Il seminario è ora disponibile online su Radio Radicale:

Ci siamo impegnati a fare presto un seminario a Napoli sui problemi del sud e a Milano su un punto non realizzato della riforma Fornero: la partecipazione dei lavoratori a governo e utili di impresa.

Elezioni in Calabria ed Emilia Romagna 2014

I politicanti guarderanno al risultato che premia comunque il centro Sinistra in Calabria e Emilia Romagna. I politici dovrebbero cercare di capire (e non sarà facile) cos’è successo in questa drammatica astensione.

Le risposste possono essere diverse:

  • è solo un'accentuazione di un trend europeo
  • le offerte politiche in campo non erano travolgenti, le regioni non piacciono più, erano elezioni isolate
  • l’orientamento elettorale è mobile, imprevedibile e revoca la fiducia con insondabile leggerezza
  • se programmi e valori di fondo dell’azione politica fanno fatica a realizzarsi o impallidiscono, le moderne democrazie degenerano nella sospensione e nella revoca del consenso.

Sarebbe utile parlarne, ma temo che l’esiguità dei campioni elettorali cauterizzerà le interpretazioni più discordanti.

La cosa che non possiamo permetterci

Tra non molto Napolitano se ne andrà e già c’è una sensazione di vuoto, di una guida che viene meno, di incertezza crescente. Epifenomeno di un sistema politico tutt’altro che assestato.

Sono molto contenta che la riunione di maggioranza di oggi, 11 novembre, abbia allontanato lo spettro delle elezioni e accelerato il cammino delle riforme. L’unica cosa che non possiamo permetterci è interrompere la legislatura, gettare la spugna, dire: "Volevamo cambiare il mondo ma ci siamo fermati ai primi ostacoli. Era troppo per noi". 

Non ci sarebbe perdonato.

Domenica a Settimo

Domenica 9 novembre:  il territorio piemontese mi sembra goda ancora di una grande vitalità politica. Valle ed io ci alterniamo a seguire il congresso di Settimo. Bei documenti. Due candidati. Vota quasi il 70 % degli iscritti. Circolano molti giovani interessanti. Scopro che a Settimo hanno fondato un giornale online, Il bombarolo, il cui direttore viene dai dipietristi ed ora è un fan di Renzi. Le linee di divisione sembrano essere tra gli ex Ds, ex margherita e tutto ciò che e nato dalla sinistra storica.
Comunque: bel clima. 

Italicum e Legge di Stabilità

Francamente non capisco perché Renzi rimetta in discussione l’Italicum già votato in un ramo del Parlamento riallungando, nei fatti, il brodo. Se volesse riproporlo anche modificato per il Senato questo vorrebbe dire che rinunciamo alla Riforma Costituzionale e pensiamo alle elezioni. Niente di peggio per un partito Riformista.

Per ciò che riguarda la Legge di Stabilità mi sembra che stia migliorando nel dibattito parlamentare ma l'esiguità dei finanziamenti sui finanziatori sociali depotenziano le capacità espansive del jobsact. Inutile riaprire ogni 5 minuti la "Campagna d’Europa". Quello che l’Europa ci ha dato è il massimo e anche Draghi non può fare di più.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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