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Magda Negri

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Berlusconi non rottamabile

Nessuna valutazione politica..non sono ancora in grado.
Torno a casa infreddolita, accendo La7 e vedo per caso la delegazione della destra unita che esce dal colloquio con Matterella.
Ritrovate quel filmato e godetevi questo show di linguaggio non verbale: Berlusconi officia e dà la parola a Salvini definendolo il leader....
Salvini legge il comunicato e Berlusconi annuisce come se lo conoscesse a memoria ed enumera vistosamente i 7 punti con le singole dita come il professore che fa ripetere la lezione all'allievo.
Quando l' allievo ha finito abbraccia Salvini e Meloni e se li porta via..ma ci ripensa ..torna sui suoi passi e chiude la scenetta appellandosi ai giornalisti perché riconoscano i veri democratici che lavorano per il bene del paese.
Grande colpo di teatro.
M5s non stracciati ma avvisati.
 
 

Venti di guerra

Ho deciso di astrarmi dalle contorsioni sulla crisi di governo.
Troppe incertezze e finzioni.
I partiti si stanno adattando al ritrovato sistema proporzionale in un contesto a maggioranza populista e stanno nascendo mostri.
Vedremo...Sostanzialmente penso alle navi russe schierate e già in attesa dei missili americani e inglesi e spero che sia una plateale esibizione di forza come in certi duelli rituali nel mondo animale.
Penso alla pistola fumante mai trovata che innescò la guerra in Irak.
Penso che mai dalla fine della seconda guerra mondiale il confronto Usa/Russia è stato cosi frontale e vicino alla nostra casa.
Il dolore infinito delle popolazioni del Medio Oriente riusciamo a distanziarlo come fatto storico o ci colpisce quando mezzo milione di sirani cercano di entrare in Europa.
Si avverte la mancanza di un governo che in Italia fronteggi la situazione e anche la comunità nazionale mi sembra divisa quando incominciano davvero a soffiare i venti di guerra.
 

Siria: l'impotenza politica

E va bene..eravamo in tanti qualche giorno fa in piazza Castello a testimoniare contro gli attacchi di Afrim, e poco per volta si risveglia una consapevolezza umanitaria e politica sulla tragedia che continua ad incendiare la Siria e il Medio Oriente.
Ma l' abisso che si sta aprendo davanti a noi è un abisso politico o più propriamente di impotenza politica.
Lavrov può dire che l' attacco chimico a Douma è una pura invenzione, una fake - new, e i missili sono israeliani.
Trump annuncia una ritorsione immediata a prescindere dall' Onu.
L' Europa non esiste e come interlocutori gli Usa cercano la Francia e l'Inghilterra.
Inoltre Russia, Iran e Turchia, che pensavano di avvallare in qualche modo il regime di Assad e di garantire una presenza minima di militari in funzione di una possibile recrudescenza dell Isis, sono sfidate dai gas di Damasco a ripensare la loro strategia crudamente minimalista.
Intanto a Gaza non si placa la rivolta aiutata da Hamas.....Le Nazioni Unite sembrano non potere quasi nulla in Medio Oriente.La stabilizzazione da grande potenze Usa.
Russia anche.Il sangue e la sofferenza dei siriani e dei curdi in qualche modo chiederà conto ai popoli europei e ai loro Stati.
 
 

Ci si può cammuffare..ma solo di tanto in tanto!

L' episodio del giornalista Jacoboni, noto giornalista de La Stampa, cui è stato impedita l'entrata al convegno di Ivrea dell' Associazione Casaleggio, parla da sé.
Non si tratta tanto di una formalità dell'accredito non perfezionata,
ma della reazione atavica e aggressiva del movimento - setta contro i giornalisti critici che hanno osato non osannare i Capi e i Guru del movimento.
Un episodio che disvela molto di più delle articolesse di Di Maio sul confronto a 360 gradi.
Ci si può cammuffare..ma solo di tanto in tanto.

Macaluso aveva capito giusto

Le considerazioni di Emmanuele Macaluso di ieri sono veramente pertinenti alla luce dei fatti che veniamo a conoscere oggi.
Sembra infatti che, secondo indiscrezioni di stampa, negli uffici di una delle società romane del capogruppo del Pd al Senato Marcucci, si siano ritrovati ieri, proprio quando Emmanuele Macaluso scriveva questa breve nota, Renzi, Marcucci, Del Rio, Boschi, Lotti e Orfini, senza avvisare Martina, per discutere della gestione dell'assemblea.
Il primo ufficiale caminetto renziano, gli amici degli amici, più i due capigruppo... sembra per esternare la non condivisione del nome di Martina come segretario provvisorio fino al congresso.
Quindi alle infinite correnti del Pd, se n'è aggiunta una molto forte e condizionante, che è quella dell'ex segretario.
Brutta situazione. Brutto segno. Che rivela anche l'incapacità di Renzi e dei suoi più stretti collaboratori a leggere la durezza del risultato politico.
Personalmente - ma credo di essere in minoranza - mi sembrerebbe molto positiva la nomina di Martina per circa un anno, il tempo giusto per unire il partito, sanare le ferite, affrontare in modo unitario le elezioni amministrative che ci saranno, preparare le europee.
Il Pd è oggi un corpo ferito che ha bisogno di una cura lunga, amorevole, paziente, profonda, per ricostituire le forze fisiche ed intellettuali minime per ricominciare.
I congressi, per la modalità in cui si svolgono, sono stati spesso lotte di potere e intruppamenti passivi piuttosto che limpide opzioni programmatiche tra di loro divergenti ma poi in grado di coesistere virtuosamente nello stesso partito.
So che posso essere accusata di eccessivo pessimismo, e mi chiedo anche se i tempi veloci della politica non impongono reazioni altrettanto effettive. Ma organizzare il consenso e la volontà d'azione di centinaia di migliaia di militanti e di partecipanti alle primarie, richiede un lavoro preparatorio profondissimo, agito anche da gente nuova.
Resto convinta che gran parte dell'attuale classe dirigente del Pd non ha capito quello che è effettivamente accaduto il 4 marzo e non si sta predisponendo con il necessario rigore intellettuale e con senso del partito a ricostruire un'adeguata presenza politica del Pd, ovviamente all'opposizione, ma per creare presto un alternativa politica ai populisti che andranno al governo.
Ecco perchè correre verso un congresso di correnti e schieramenti, soluzione che a molti pare la medicina giusta per evitare la confusione e gli arroccamenti di potere, sembra a me la medicina sbagliata che potrebbe tramortire l'infermo.
Naturalmente posso sbagliare, ma non credo troppo.
 

L’ANOMALIA NEL PD: RENZI C’È O NON C’È?

Le consultazioni sono iniziate e tutto è come prima. Salvini ha ribadito che il “premier” è lui, che il centrodestra è unito e siccome non c’è la maggioranza pensa ad un accordo con 5Stelle. Berlusconi, ricevuto da Mattarella prima di lui, ha detto che l’incarico va dato ad una personalità di “alto profilo”. Quindi nel centrodestra convivono due linee diverse e distanti: Berlusconi ha anche annunciato che non vuole nessuna intesa con i populisti di Cinque Stelle. Scrivo in ore in cui non c’è stato ancora l’incontro tra il presidente della Repubblica e la delegazione del M5S. Ma non è difficile capire che il Di Maio reciterà le solite giaculatorie sul Movimento che ha vinto e che lui è il “premier”. Senza maggioranza. La delegazione del Pd è stata ricevuta prima degli altri e il reggente Martina ha ribadito quel che sappiamo: il governo deve nascere dai vincitori, il Pd farà una opposizione costruttiva sulla base di temi che già si conoscono.

Ho riassunto quel che è emerso, o non è emerso, dalle consultazioni, per dire che in questo quadro le sollecitazioni che continuano a rivolgere al Pd di fare il governo con i 5Stelle ad oggi, francamente, non hanno alcun fondamento e alcun senso. Jacopo Fo, il quale come suo padre sostiene il M5S, oggi a La Stampa ha detto che la situazione non si può sbloccare se non fa un passo indietro il Di Maio e non si apre una trattativa vera con il Pd. A mio avviso, parole al vento. Infatti non è difficile capire, anche da queste prime battute e per quel che abbiamo visto in passato, che Salvini e Di Maio fanno chiacchiere, ripetendo le stesse parole per tenere buoni i loro elettori più restii ad un loro accordo. I quali, però, sanno che l’inciucio – per usare il loro linguaggio – è il vero traguardo a cui lavorano. E questo mi pare che lo abbia capito anche Berlusconi.

C’è da chiedersi a questo punto come andranno le cose nel Pd e se sarà veramente in grado di condurre quell’opposizione di cui tutti parlano. Lo dico perché a me pare che la confusione e, soprattutto, le guerriglie tra i vari gruppi continuano senza tregua. E come notano molti che hanno guardato sempre con simpatia il centrosinistra e lo hanno sempre votato, l’anomalia più evidente è quella delle dimissioni date e non date da Matteo Renzi. Se non si chiarisce sino in fondo questa questione, anche nell’assemblea convocata per il 21 aprile, la situazione del Pd resterà confusa e impotente ad affrontare le nuove frontiere della politica così come sono state determinate dalle elezioni.

(5 aprile 2018)

Secondo giorno di consultazioni politiche al Quirinale

Ascolto in TV le dichiarazioni delle delegazioni politiche al Quirinale.
Se non è uno scherzo direi che Berlusconi ha chiuso totalmente a 5s in forza della loro natura, oltre alla contingenza della politica.
Pericolosi per la nazione e per l'Europa.
La crisi potrebbe cambiare corso...se non è tutto un gioco a scacchi.

Veltroni e il Pd

Pubblico volentieri la lettera di Veltroni apparsa oggi sul Corriere della Sera, che dà ragione di tanti pettegolezzi e fake news ed esamina con lucidità i problemi e le possibili vie d'uscita dell'attuale crisi del Pd.
 
Mi riconosco perfettamente in questa posizione, e penso che è tempo di far chiarezza anche all'interno del tormentato campo dei riformisti.
 

Videoblog



Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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