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Magda Negri

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Non si burocratizza la politica

Sono molto orgogliosa che Biagio De Giovanni , Umberto Ranieri e Salvatore Vassallo abbiano reagito con tanta forza contro il tentativo burocratico di escludere Bassolino dalle Primarie a Napoli.

Grandiosa questa intervista fatta da De Giovanni, un uomo che non ha mai separato l’attività politica dal rispetto delle regole.

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Meglio con-vincere

Davvero buona e condivisibile l’intervista di Matteo Orfini sulla stampa di sabato scorso. Dovrebbe aggiungere solo una cosa: che il liberismo solitario e l’impazzimento di correnti e sub-correnti stanno soffocando la capacità espansiva del Partito Democratico.

Occorrerebbe una moratoria generale del conflitto endemico del PD di fronte ai nuovi, enormi, problemi. Pericolosa questa mossa su Bassolino. La sua candidatura mi pare inopportuna, ma cambiare le primarie ad personam mi sembra una violenza che può produrre danni anche maggiori. Quanti sono i Sindaci in Italia che hanno vinto le primarie molti anni dopo essere già stati Sindaci...

È molto meglio con-vincere che vincere.

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La testa del serpente

Diciamoci la verità: incomincia ad aleggiare una sottile tentazione di distinguo e relativa presa di distanza dalla richiesta francese di applicare il Trattato di Lisbona per un coordinamento forte dell’azione anti Isis.

"Sono qui fra noi" si dice (specialmente i Grillini) "combattiamoli qui, non in Siria, non in Iraq così lontani e pericolosi". Certo pesa il bilancio negativo di tanti anni di guerra in Iraq e Afghanistan, ma ogni storia ha un suo inizio.

Rinunciare a bombardare i covi dei terroristi nel cosiddetto Stato Islamico non diminuisce, anzi aumenta il pericolo.

Ricordiamoci il Governo D’Alema che nel 1998 in un quadro internazionale ancora imperfetto mandò i cacciabombardieri sulla Serbia per difendere i cittadini islamici del Kosovo e di Sarajevo dallo sterminio etnico perpetuato dai Serbi.

Di fronte al salto di qualità del terrorismo e del radicalismo islamico che giustifica l’utilizzo del termine "guerra" non si può rispondere "Io speriamo che me la cavo".

Sinistra Italiana

Un vero grande leader avrebbe fatto di tutto per impedire le uscite a sinistra di dirigenti inquieti. Credo che Renzi sottovaluti quello che sta accadendo. Ma non è in atto la scissione di Livorno: Fassina D’Attorre e Mineo Sembrano animati da un eccesso di rancori personali.

Bisogna subito accordarsi con i dirigenti di SEL per difendere le alleanze alle amministrative fin dal primo turno e difendere uno spazio di interlocuzione anche per le elezioni politiche: se divorzio deve essere sia consensuale.

A destra: ma cosa poteva fare Berlusconi? Che alternativa hanno Salvini, Meloni e Berlusconi a una anche se pasticciata unità? Tutto è cambiato, la destra nazional popolare per un po’ di tempo non esisterà più. Nel nuovo sistema tripolare schiacciato dall’Italicum in un coatto bipolarismo tutto sarà possibile, ogni divorzio ogni nuova unione.

Buon compleanno Graziella

Il 6 novembre ho partecipato a Napoli alla bellissima festa per i 70 anni della mia amica Graziella Pagano già senatrice, ex docente universitaria, da sempre militante della sinistra napoletana in tutte le sue evoluzioni, occhettiana di ferro e, insieme a Claudio Petruccioli, stimolatrice di Libertà Eguale fin dalle sue origini.

Eravamo in novanta, non conoscevo i giovani trentenni - ma conoscevo tutti gli altri. Gente che si è duramente combattuta nei congressi ma sempre con estremo rispetto e reciproco riconoscimento dei valori. Da Bassolino in super forma al mio amico Massimo Lo Cicero, proto-riformista del PC che incontrai nel 1975 a Torino, importato come me da Minucci, allora segretario regionale, insieme a Giuliano Ferrara, Massimo Boffa ed altri.

C’era intorno a Graziella quasi tutta la sinisttra Napoletana e anche gran parte di SEL . Ci ha detto: "Vi volevo tutti qui, dagli amici conosciuti all’università, fino alle persone conosciute durante le ultime esperienze amministrative. Voi siete la mia vera famiglia." 
Chi potrebbe oggi dire altrettanto?

Caso Marino

Marino resiste e i Consiglieri PD di Roma si dimetteranno formalizzando la crisi.

Orfini ha fatto benissimo a tentare il tutto per tutto questa estate, ma a questo punto si impongono alcune domande. Perché - visti i deficit politici del Sindaco - non si è tentata la strategia Orfini dai primi mesi dell’esperienza della Giunta?

Per la prima volta dall’elezione diretta dei sindaci il PD, insieme alla destra, licenzia per incapacità “nociva” un suo Sindaco.

Aspettiamo il dibattito in Consiglio comunale a Roma. I PM sembrano implacabili. Si aspetta di conoscere puntualmente la natura dei debiti e - ovviamente - l’esercizio del diritto di difesa.

Veltroni: NO al partito della nazione

È utile leggere l’Unità sempre, soprattutto di domenica per il fondo di Veltroni.

Walter è tornato a parlare di politica in senso stretto e proprio. Il tema che ha posto è un chiaro NO al partito della Nazione e no all’accoglimento di ceto politico disperato proveniente dal centrodestra.

Mantenere alto il profilo di un centrosinistra, riformista, radicale e di governo. Recuperare tutti gli elettori che stanno passando dal PD al Movimento 5 stelle.

Non so se è condizionato dal clima di Roma, ma certo è un problema nazionale di cui discutere.

Almeno, così io l’ho interpretato.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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