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Magda Negri

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Piemonte: economia in crisi, politica debole, diseguaglianze crescenti...

Lunedì 14 Ottobre 2013
h. 18-20.30
Sala del Palazzo dell’Antico Macello di Po
via Matteo Pescatore 7
Torino  

Per comprendere quale sia davvero la situazione, ne discutono:

  • Beppe Berta, docente di storia economica all'Università Bocconi
  • Massimo Negarville, presidente di Formazione 80
  • Santino Piazza, ricercatore Ires
  • Gianni Oliva, consigliere regionale del Piemonte
  • Sergio Scamuzzi, Direttore Fondazione Istituto piemontese A. Gramsci

Presiede Magda Negri, Libertà Eguale 

Scarica il volantino PDF  

Crisi, congresso e ruolo del PD: considerazioni sparse

Non basterà né un governo né un congresso per avviare quel lungo ciclo riformista di cui l'Italia ha bisogno.

Tuttavia l'esito di questa convulsa crisi propone come centrali due obiettivi di iniziativa. Due, non cento. 
  1. Nel discorso di Letta c'è un impegno prioritario per le riforme istituzionali ed elettorali, secondo l'asse del lavoro dei saggi. 
  2. Il controllo della spesa pubblica per diminuire le tasse ai contribuenti onesti.

Il PD deve essere il custode e il guardiano di questo nuovo asse di governo, incalzare con autonomia e incisività. Torniamo ad essere partito di lotta e di governo

È illusorio e sbagliato politicamente intervenire sulla scissione del PDL e sollecitare la formazione di gruppi autonomi. Una più organica maggioranza politica va costruita sui provvedimenti e sulla loro realizzazione.

La relazione del segretario Morgando su questo punto mi sembrava più fiduciosa nello scommettere sulla formazione di un nuovo centro moderato alleato a noi. Strategie diverse.

Ho sollecitato a non fare di questa prima fase congressuale per gli organismi dirigenti un burocratico congresso di serie D. Voteremo i dirigenti per 4 anni. Chi vuole presentarsi deve rendere esplicito il proprio programma a tutti i votanti, cioè a tutti gli iscritti delle federazioni.

Sono contenta perché l'organizzazione ha accelerato e già da ieri pomeriggio sono a disposizione i moduli per le candidature emerse, Corgiat e Altamura. La mia insistenza ha dato qualche risultato.





Per far rinascere un nuovo pluralismo nel PD

La situazione sembra tragica ma non seria. Come fu a marzo, personalmente mi auguro che nasca un governo di scopo, senza Letta, con due compiti precisi: la riforma della legge elettorale e il risanamento possibile. 

Altri si augurano, con piena legittimità che dalla scissione parlamentare del PDL nasca il nucleo di un piccolo PPE che regga insieme a Monti un terzo polo riformista e che aiuti la continuazione del governo Letta. Non credo che ci siano le energie culturali e le leadership per questo progetto ma dovremo comunque lealmente sostenere Letta se riuscirà ad ottenere una qualche maggioranza.

Lunedì  sera la segreteria regionale ha varato un regolamento per i congressi regionali che dovranno svolgersi tra il 24 ottobre e il 6 novembre e spero che questa fase di discussione apra nuove consapevolezze strategiche.

Nel frattempo bisognerebbe avvisare Renzi, Civati, Pittella e tutti quelli che affermano di voler affondare l'attuale sistema delle correnti e far rinascere un nuovo pluralismo nel PD, che i loro supporter stanno ballando al vecchio ritmo delle correntine e delle sub componenti, schegge impazzite che nascono da vecchi assetti di potere.

Fossi in loro direi: "Cari amici che mi sostenete con tanta passione, poiché a livello nazionale abbiamo deciso che una sola lista sia collegata ad ogni candidato segretario, vi prego, aprite una stagione nuova. Costruite subito ad ogni livello grandi comitati unitari, rendeteli pubblici, aprite immediatamente ai cittadini."

Se non lo diranno presto, perderanno loro stessi credibilità in quanto soggetti che aspirano ad una nuova stagione. 

Battaglia politica sull'articolo 3

Venerdì la direzione nazionale PD chiuderà la querelle sulle regole e approverà il regolamento di tutti i congressi

Bene, basta però essere chiari tra di noi: non si è trattato di una confusione da azzeccagarbugli. Nell'assemblea di venerdì e sabato si è giocata una vera partita politica

La commissione dei 19 (ma ci sono davvero 19 correnti nel PD?) non aveva tenuto conto delle coerenti obiezioni dei rappresentanti di Rosi Bindi e di Veltroni: non toccare per quanto possibile lo statuto, specialmente l'articolo 3 che prevede che il segretario del PD sia proposto come candidato all'incarico di presidente del consiglio dei ministri.

Vergognosamente è stato presentanto un documento conclusivo che modificava e depennava dall'articolo 3 esattamente questa peculiarità e confinava i poteri del segretario all'articolo 18, che lo definisce primus inter pares per concorrere alle primarie per la carica di presidente. 

Una tale forzatura scorretta e antidemocratica presupponeva - a volerla portare fino in fondo - il voto positivo di almeno 471 delegati: eravamo circa 499 e moltissimi non erano d'accordo su questa modifica. Sembra che il rappresentante di Letta in commissione abbia impedito la positiva conclusione finale quando tutti i rappresentanti della commissione erano d'accordo di lasciare immutato l'articolo 3 e votare le altre piccole modifiche. Così tutto si è concluso con un nulla di fatto. 

Almeno sembra, perché io in commissione non ci sono e raccolgo solo le testimonianze di quelli che hanno tentato, d'accordo anche Cupreo e Renzi, di concludere in modo utile l'assemblea.

Si è tentato, insomma, attraverso la battaglia sulle modifiche allo statuto di anticipare quello che poteva essere l'esito del congresso: o un partito riformista a vocazione maggioritaria o un partito atto a concepire la sua azione in un sistema mutevole di alleanze.

 

L'Italia dei democratici con Walter Veltroni e Matteo Renzi



Riporto sul mio sito l'interessante presentazione del libro di Enrico Morando e Giorgio Tonini L'Italia dei democratici, avvenuta ieri a Roma alla presenza di Walter Veltroni e Matteo Renzi. Buona visione!

Ingresso libero

Ingresso libero

Il PD del Piemonte, di cui sono Coordinatrice della Segreteria Regionalale, ha aperto "Ingresso libero", uno spazio web aperto ai contributi di dirigenti, iscritti e simpatizzanti. 

L'obiettivo è quello di rendere protagonista il popolo democratico raccogliendo proposte, spunti di riflessione, interrogativi ed ospitare il dibattito precongressuale.

Perché il percorso che porta al congresso sia fatto soprattutto di idee.

Tutti possono partecipare: i testi non devono superare le 2500 battute e saranno pubblicati in ordine di arrivo.

Per un duraturo ciclo riformista è il mio contributo: ora tocca a voi!

Renzi fermo alla rottamazione

Ho assistito ieri sera alla partecipazione di Renzi alla trasmissione Porta a Porta: molto preparato, ha tenuto il punto sulle questioni di politica economica:

  • difesa della legge Fornero
  • critica al centro sinistra che nel 2008 abbattè lo scalone di Maroni
  • riforma della formazione professionale
  • riforma della cassa integrazione in deroga
  • tassa di solidarietà sulle pensioni alte 

Molto male invece, a mio parere, sulla gestione del partito. Sembra non avere altre idee che non la rottamazione permanente - ha fatto di meglio Trotzkij - e la chiamata alla leva dei sindaci. Quello dei sindaci non può essere un modello di governo adatto a reggere e governare uno stato.

Banale poi la critica ai funzionari romani che non realizzano: la politica è innanzi tutto pensiero e strategia.

Nessun riferimento alle potenzialità non realizzate dello Statuto del PD. Consiglio agli amici e compagni interessati alla riforma del partito di leggere il bel libro di Aldo Schiavone Non ti delego.

Insomma: non basta alzare le ghigliottine, non spaventano più nessuno. 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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