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Magda Negri

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Berlusconi non si ricandida: nuovi scenari



La notizia a lungo attesa della non candidatura a premier di Silvio Berlusconi costringe il centro destra ad una riorganizzazione. Credo che cercherà di allinearsi sempre più al PPE in uno schema europeo.

Questo specularmente condiziona anche la nostra proposta politica, che ora oscilla tra una riproposizione di una socialdemocrazia di sinistra col rischio dell'alleanza con Vendola (Bersani) e qualche fuga para-grillina e generica sui contenuti (Renzi).
Non è escluso che si costituiscono anche delle forze liberal democratiche nuove. Io sono convinta che la legge elettorale cambierà.

Una vergogna sottrarsi al contributo di solidarietà

Ci voleva Oscar Giannino su Panorama e qualche articolo a pagina 8 o 9 di qualche quotidiano per denunciare la recente sentenza della corte costituzionale che ha annullato il contributo di solidarietà del 5% dei pubblici dirigenti sopra i 90.000 e del 10% sopra i 150.000

Uno scandalo: un cavillo ha consentito a magistrati, pubblici dirigenti ecc. di sottrarsi ad un minimo doveroso contributo di solidarietà in un momento così aspro della vita del paese. Pare che non interessi a nessuno. Vergogna.

Stipendi dei supermanager
La classifica degli stipendi dei supermanager, pubblicata su Il Messaggero del 12 ottobre 2012.

 


Per approfondimenti
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Primarie: non bene

Sarà, ma a me non sembra che le cose stiano andando bene. Tra Renzi e Bersani è una polemica quasi personale che sta superano la soglia di sicurezza, non sono consentite condizioni almeno tendenziali di pari opportunità per Puppato e Tabacci, Vendola fa in proprio limitandosi a godere tra i due litiganti.

Reciproci anatemi e quasi nessun approfondimento programmatico. La vera novità politica è che Renzi vuol fare il riformista liberal ma rottama anche Monti e la sua agenda. Qualcosa non funziona, la debolezza politica di questa posizione odora di posizionamento opportunistico.

Tutto qui?

Ottenuti i passi indietro - a mio parere sbagliati - di Veltroni e D'Alema, Renzi placa la sua furia rottamatrice e intende cambiare l'ordine del giorno: finalmente parlare di problemi. Mi auguro che anche Bersani cominci a farlo.

Caduti i personaggi simbolo della sinistra italiana, secondo Renzi il lavoro di pulizia è fatto. Mi appare chiara la finalità ideologica di buona parte della rottamazione.

Di muro in muro

Lunedì 22 ottobre ore 21
Circolo dei Lettori
via Bogino 9 Torino

Dal primo incontro con la politica agli scontri del ’68, Geppino D'Alò si racconta in un’autobiografia, che è anche riflessione sugli errori della storia e le contraddizioni della sinistra italiana.

Muro contro Muro

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Primarie PD: ora è tempo della politica



Speravo che le regole delle primarie sarebbero state più fluide e liberali. Non capisco le complicazioni burocratiche che sono insorte: mi sembrano inutili.
Il passo indietro di Veltroni, che molti apprezzano, non è stato a mio parere un fatto positivo. La discussione si sta avvitando su temi di vecchio e nuovo, su chi deve essere candidato e chi no, mentre questioni programmatiche importanti non stanno trovando una dialettica limpida tra i candidati: agenda Monti, legge elettorale. La politica deve ancora prendere il suo posto nel campo di gioco.

Monti Kaputt, anzi no

È ormai vero e documentato: nella carta d'intenti dei democratici e dei progressisti presentata da Bersani e votata nell'ultima assemblea del PD, due settimane fa, al capitolo uno c'è scritto: "Crediamo che si possa agganciare la crescita in un quadro di equità. Il nostro posto è in Europa. Lì dove Mario Monti ha avuto l'autorevolezza di riportarci dopo una decadenza che l'Italia non meritava".

Poi è venuta la mediazione con Vendola e - hoplà - l'esperienza di Monti è evaporata nel nulla. Chissà cosa ci sarebbe scritto nella seconda versione della Carta se fra i costruttori dell'alleanza (ma ci manca poco) ci fosse stato anche Di Pietro.

Poi Bersani deve essersi accorto di averla fatta grossa, di aver ceduto troppo, e, aprendo la sua campagna per le primarie, ha voluto ricordare davanti a tutti che Mario Monti c'è, lotta insieme a noi e avrà un grande ruolo nel futuro dell'Italia.

Matteo Renzi, d'altro canto, non s'é giovanilmente neppure accorto di questa contraddizione politica e, avendo anche lui archiviato di fatto l'esperienza Monti si è limitato a commentare che il suo programma è più articolato e analitico della Carta d'Intenti. Cosa vera, per altro.
D'altra parte nell'intervista concessa al Sole 24 ore, venerdì 12 ottobre, aveva su questo tema cruciale dato un colpo al cerchio e uno alla botte: secondo Renzi, il centrosinistra futuro non potrà mettere in discussione il profilo che Monti ha dato all'azione di governo (ad esempio la riforma Fornero va difesa) però Monti avrebbe "sempre più rannicchiato l'Italia in una sorta di guscio. Oggi le famiglie e in parte le imprese sono bloccate".
 
La campagna delle primarie è appena incominciata. Si aspetta con urgenza, al di là delle tifoserie, di giudicare sulle proposte programmatiche, oltre che sugli slogan e sugli one man show.



PS: Allora Veltroni non si ricandiderà: non ho assistito ieri alla trasmissione di Fazio, l'ho saputo solo dai telegiornali a sera tarda.
Non mi interessa l'apoteosi che ne fa oggi la stampa italiana. Non sono d'accordo. È un dovere - oltre che un diritto - per chi ha diretto il processo del centrosinistra e ha fondato il PD, il restare in Parlamento anche se la cosa non entusiasma più.
Certo, c'è lo spazio inviolabile della scelta e della libertà individuale e sono convinta che Veltroni resterà autorevolissimamente in campo, ma il Parlamento perderà molto.
Sublimamente stupidi i commenti che vengono dallo staff di Renzi del tipo "incominciano a imparare la nostra lezione" ma, si sa, sono giovani e presuntuosi.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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