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Magda Negri

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L'uso partitico delle risorse istituzionali: ecco il peccato originale

Cara Mercedes, dire "le dittature costano meno" non è sufficiente!

Mi dispiace davvero che Mercedes Bresso abbia voluto liquidare la questione relativa agli eccessi delle spese dei gruppi consiliari con l'espressione "le dittature costano meno".

Pare evidente ormai che nell'arco di 15-20 anni, con l'accordo di tutte le forze politiche, si sia sedimentata e stratificata una gestione partitocratica delle istituzioni. Teoricamente i DS e il PD l'hanno sempre criticata, ma nei fatti pare che non si siano distinti in modo particolare: la vicenda dei due mono-gruppi derivati dall'originaria lista "Insieme per Bresso" è una macchia che ancora richiede risposte.

Disturba certamente il gettone dato per le visite alle sagre paesane, ma sono assai più gravi l'incremento continuo delle dotazioni economiche dei gruppi, la non certificazione esterna dei bilanci e l'assunzione, con concorsi "dedicati", di ex-staffisti nelle pubbliche amministrazioni.

Il centro-destra ha sfregiato le istituzioni con una parentopoli immonda, ma una lettura politica di ciò che è accaduto impone un giudizio discriminante: non cadiamo nel calderone del "sono tutti uguali", il peccato originale consiste nell'uso partitico delle risorse delle istituzioni. In Piemonte, come altrove. L'occupazione successiva da parte di gruppi di interesse è solo la declinazione del degrado.

Giorni amari per la politica



Sono giorni amari per la politica. Si è aperta una questione democratica, in seguito alle scandalose vicende della giunta Polverini, che contribuiscono a confermare la lontananza crescente tra una certa classe politica e la gente comune. L'uso disinvolto e l'abuso del tanto denaro pubblico che afferisce ai partiti e ai gruppi consiliari sta gettando discredito sulla classe politica italiana, anche su parte della sinistra.
Molte cose che abbiamo fatto in Parlamento, come la riduzione dei finanziamenti pubblici, vanno nella direzione giusta.
Sarà utile anche lo svolgimento delle primarie del PD, che sta stimolando molta partecipazione e coinvolgimento.
Idee cominciano a circolare. Come tutto questo confluirà in una limpida proposta di governo è ancora tutto da vedere.

Il tema dei diritti civili tra PD e PdL

Il tema dei diritti civili ha avuto ampia eco alla Festa Democratica di Torino, anche se forse un po' troppo sbilanciato verso il problema del matrimonio gay piuttosto che della civil partnership. L'ipotesi del matrimonio gay ha riscosso in un questionario interno alla festa il 75% di indice di gradimento.

Com'è noto, durante l'assemblea PD del 14 luglio, malissimo gestita da Rosy Bindi, non fu messo ai voti un ordine del giorno su questo tema che anche io avevo sottoscritto. Fu votato invece un documento di analisi complessiva che, benché ricco e interessante, non scendeva nel merito di nessuna proposta legislativa. Resta quindi una mancanza di comunicazione interna al PD su questi temi.

La fondazione Magna Charta di Quagliariello ha presentato un documento identitario per il PdL ad uso campagna elettorale, nel quale ripropone l'intangibile valore della vita dall'inizio alla fine come cifra dei nuovi conservatori. In soldoni vuol dire che al Senato PdL e Lega tenteranno di far passare l'indegno testo Calabrò sul fine vita e di spaccare su questo il centro sinistra.

Sul principio di rottamazione

Ridicolo cadere nel giochino berlusconiano che loda Renzi come socialdemocratico dei nuovi tempi e, per la proprietà transitiva, poiché dice che Renzi sosterrebbe molte delle sue idee, include anche il PdL nel nuovo campo socialdemocratico. Espedienti meschini.

Non ho approfondito discorso di Verona di Renzi: sembra ricalcare molte delle proposte più riformiste e liberal dei DS, dell'esperimento Veltroniano, dell'ex Margherita, rivisitate anche nel Lingotto 2.

Ma questo resta nell'economia del discorso di Renzi una sorta di sostrato scontato e un po' posticcio. Il marchio originario che ha dato la spinta al processo Renziano resta il principio di rottamazione, che è grillismo ripulito in Arno che liscia il pelo al gatto dell'antipolitica. Dopo tanti mesi di ossessiva ripetizione, alla luce anche del grande ricambio dei gruppi parlamentari del PD a fronte di tutti i gruppi parlamentari europei e americani, risulta ormai, almeno a me, povera cosa.

Comunque resta da capire se queste elezioni primarie diventeranno di fatto quel congresso del PD che disgraziatamente Bersani non ha voluto fare o saranno una specie di riedizione delle primarie del 2005, cioè una passerella per molteplici vanitose personalità. Dal 6 ottobre in poi si capirà.

Festa Democratica

31 agosto - 16 settembre
Piazza d'Armi, Torino

Sabato 15 settembre 2012
Ore 21.00: “Diritti: energia per il futuro dell’Italia“.

Intervengono: Barbara Pollastrini, Deputato PD, Albertina Soliani, Senatrice PD, Domernica Genisio, Presidente Comm. Pari Opportunità Città di Torino, Aurelio Mancuso, Presidente Nazionale Equality Italia, Magda Negri, Senatrice PD, Andrea Stara, Consigliere regionale. Modera Andrea Benedino, Segreteria Provinciale PD Torino.

Festa Democratica 2012 Torino

scarica il programma

11 settembre

11 settembre: data tragica che ha cambiato la storia del mondo. Con grande unità repubblicana negli USA si sospende, per un giorno, la campagna elettorale e non si usa né ci si rinfaccia la politica estera - così decisiva nella storia delle elezioni americane - per immediati scopi elettoralistici.

In Italia dopo il discorso di Bersani a Reggio Emilia, le cose si sono ulteriormente complicate. Oggi ad Omnibus giustamente Rosi Bindi ha detto: "troppo rosso nell'attuale PD e nel programma delle primarie del segretario, io vengo da una sinistra democristiana acomunista che ha sempre considerato Dossetti e La Pira più a sinistra di Togliatti". Bene, ma non è detto che la soluzione dei nostri problemi sia nella corsa "a sinistra".
Secondo Rosi Bindi, Matteo Renzi - che non voterò ma che ha nel suo bagaglio molte idee costitutive del progetto originario del PD - è un marziano che lacererà il Partito. Strano modo di considerare le primarie.

Ritorna il nodo originario: primarie di partito o di coalizione? Bersani a Reggio Emilia ha esaltato il percorso delle primarie aperte di coalizione: "che per ora è PD più SEL più API", ma Tabacci oggi annuncia che di fatto il PD sta celebrando tardivamente il suo congresso e che se le cose continueranno così lui non si candiderà.

Possiamo realisticamente pensare che PD con l'attuale linea più SEL più anime sparse del centro siano un'offerta politica in grado di reggere il baricentro del governo del paese in una fase politica come questa? Suvvia...



P.S. Casini, da noi tanto corteggiato, ha scelto Monti come Premier e la continuità con la sua agenda politica.
Intanto Vendola insieme a Di Pietro e sotto l'occhio benevolo di molti attuali dirigenti del PD vara il referendum per smontare le vere riforme realizzate dal governo Monti: quella delle pensioni e quella del mercato del lavoro. E l'Europa starebbe a guardare? Mi sa che con queste ambiguità le condizionali per l'uso del salva stati diventeranno molto ma molto onerose per il nostro paese.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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