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Magda Negri

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Salviamo almeno l'istituzione della Presidenza della Repubblica

Con altri sarò questa sera in Piazza Castello per difendere Mattarella dal fiume di insulti che stanno tracimando nella istituzione presidenziale. 
Devo dire, in verità, che pensavo un esito più politico e più mediato.
Che motivo c'era di rifiutare la proposta di Giorgetti, quando il nome di Savona aveva evocato sia il "piano A" che il "piano B" di contestazione dei trattati e un'esplicita prova di forza sullo spread per avviare un lungo braccio di ferro con l'Europa?
In un'ottica razionale e contrattualistica, la Lega avrebbe segnato, con Salvini e Giorgetti, uno straordinario punto politico a suo favore.
Veramente egemone sul magmatico e confuso M5S.
Onestamente, e non per partito preso, mi riconosco nelle dolenti parole del Presidente Mattarella ieri sera: tutto è stato mediato, tutto è stato accettato, anche un "Conte" qualsiasi, pur di dare un Governo al paese.
Ma quando siamo arrivati al nocciolo della sfida, all' hardcore, e dalle cancellerie europea si telefonava se davvero volevamo cancellare 250 miliardi di di debito pubblico, ci si è accorti di essere sul Titanic, senza neppure l'orchestra finale.
Bisognerà spiegare molto, ed è chiaro che le future elezioni saranno su "quale Italia e in quale Europa": due destini comuni, con buona pace dei nazionalisti e sovranisti da paese che hanno, per anni e con virulenza negli ultimi mesi, fatto circolare la cattiva moneta del popolo autonomo, sovrano e giusto, contro i poteri forti e sopraffattori dell'Europa dell'Austerity.
Forse si voterà in estate, in un trapasso politico che somiglia tanto agli anni del 92/94.
Quando una fase politica si chiude, purtroppo senza esserci dotati degli strumenti elettorali ed istituzionali per rendere il consenso maggioritario del popolo in governo davvero operante.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

"Unforgotten Men"

Se si vuole si può discutere, argomentare e aprire strade nuove nel dibattito politico.
L'intensa discussione di ieri al Polo del '900 sui sovranismi europei, sulle caratteristiche dei partiti populisti in Europa, sull'evoluzione del ruolo della Russia in Europa e sulla terza fase della globalizzazione, è uscita da ogni specialismo ed è diventata ricognizione concreta dei motivi delle paure, delle incertezze che agitano i popoli europei.
Oggi, all'assemblea regionale del Pd, molte delle stesse tematiche sono ritornate negli interventi dei delegati, dei parlamentari, degli amministratori piemontesi.
Naturalmente, nella dimensione piemontese, si è ragionato dei punti programmatici innovativi per le prossime elezioni regionali, non facili, e che saranno una grande sfida per l centro sinistra in Piemonte.
Ma il campo dell'iniziativa si sta definendo meglio di giorno in giorno: sia che nasca il governo "giallo-verde", sia che si vada a elezioni politiche anticipate, i riformisti, gli europeisti, la sinistra democratica, devono tenere ferma la barra del risanamento, della difesa dei conti pubblici, elevare la produttività del sistema e fare un ingente lavoro di redistribuzione verso i perdenti della globalizzazione.
"Unforgotten Men"
Si potrà vincere o perdere, ma queste sono le cose da fare.
 

Diffamazioni

Nei momenti duri in genere nulla viene risparmiato.
Questo senza dubbio lo è. 
Mi sento di denunciare la vergognosa campagna che la stampa di destra, come Libero, Il Giornale e a stampa filogrillina come Il Fatto Quotidiano stanno facendo contro il Pd e più particolarmente contro l'area renziana del Pd accusata di tramare contro il suo stesso partito preparando una nuova scissione.
Si fanno nomi..si citano fatti..appuntamenti ..propositi.
Vergognosa diffamazione.
La mia solidarietà agli amici e compagni messi alla gogna.

25 maggio, Polo del '900 - Democrazie illiberali e sovranismi

La Fondazione Istituto Piemontese A. Gramsci a Torino sta dando un enorme contributo per capire gli sviluppi della politica attuale e attrezzare la sinistra, non solo nella discussione teorica ma anche nell'agire pratico.
L'iniziativa prevista per questo venerdì 25 maggio, non poteva essere più tempestiva e opportuna.
Speriamo che molti vogliano condividerla.
 

"Democrazie illiberali e sovranismi"

Venerdì 25 maggio 0re 18:00

Sala ‘900 - Polo Del ‘900 - Via del Carmine 14, Torino

Nell'ambito del progetto integrato del Polo Del '900 "Il Futuro Dell'Europa":

Democrazie illiberali e sovranismi: movimenti e partiti populisti stanno cambiando l’ordine internazionale e minacciano i fondamenti dell’Unione europea.
Come possono le forze democratiche contrastare questa deriva?

Ne discutono:

- Mercedes Bresso, Parlamento europeo;
- Flavio Brugnoli, Centro studi sul federalismo;
- Marco Buttino, Università di Torino;
- Enrico Morando, ex viceministro dell'Economia;
- Daniele Viotti, Parlamento europeo.

 

Troppo clamore su un'assemblea

Ho letto molti post di diverso orientamento sull' Assemblea del Pd e l'ho ascoltata in parte su radio Radicale.
Non sono tanto allarmata, come alcuni delicatissimi amici e compagni.
Del tutto naturale che i delegati insorgano alla proposta, pur unitaria, di cambiare l'odg su cui sono stati convocati.
Sono gente normale, non eserciti di ventura.
Il congresso va fatto rapidamente, ma ben preparato con una discussione che pure è cominciata, sia pure disordinatamente.
Non capisco i seminatori di frette e di vendette..I dirigenti o ex segretari regionali che si mettono a raccogliere firme tra i delegati.
Da dirigenti a tifosi da curva sud.
Renzi dovrebbe avere più fiducia in Martina, che ha personalmente scelto come segretari reggente, e mi sembrava normale attribuirgli i poteri che anni fa l'Assemblea diede a Franceschini dopo le dimissioni di Veltroni.
C' é una evidente e normale crisi del gruppo dirigente nazionale dopo tante sconfitte...ma questo è normale materia politica per ogni partito.
Non è invece assolutamente normale l'irresponsabile serenità con cui dirigenti di diverso orientamento alludono a possibili reciproche separazioni in un imminente futuro.
Con queste ipoteche non si fa nessun Congresso.
Si fa a botte.
 

Chi si somiglia si piglia

Cercheranno un premier: un tipo qualsiasi come ce sono in Italia, decine di migliaia, calato dall'alto e al guinzaglio dei capi politici.
Metteranno insieme un programma di governo "copia incolla" che ogni giorno cambia secondo l'opportunità del momento..
Ma a fine corsa di questa incredibile marcia di avvicinamento al governo mi piace ricordare la lucida e profetica analisi della regina della destra europea Marine Le Pen.
Era il 16 Gennaio 2018, ancora lontano dalle elezioni, e sulla Stampa apparve una sua intervista. Diceva: "Dalle vostre urne una nuova scossa alle Ue. Sto con Salvini, il mio principale alleato in Europa. Bene le idee dei 5S che puntano alla stessa lotta contro l'Europa attuale".
Da una parte i mondialisti post-nazionali, dall'altra in nostro fronte dei "nazionali" sempre più forti.
La signora concludeva auspicando un'alleanza tra Lega e 5S perché quello era oramai la grande divisione politica a livello europeo.
Viste da Bruxelles e Parigi il gioco sembrava più chiaro e strategico.
Chi si somiglia si piglia.
Chissà come potrebbe dirlo in francese in questi giorni Madame Le Pen.

Grazie Sante Bajardi!

Succederà a quelli della mia generazione che, dopo gli studi e un buon lavoro iniziato, decisero agli inizi degli anni 70, di rispondere alla chiamata del Pci e di fare i "rivoluzionari professionali", come diceva Amendola?
Succederà quello che oggi pomeriggio ha preso vita intorno a Sante Bajardi: di essere circondato nella sala della Regione dall'affetto e dalla stima dei compagni delle generazioni successive, di ricordare 70 anni di vita politica appassionata ed indefessa, incominciata da partigiano e poi continuata come operaio funzionario del Pci, e poi grande amministratore comunale e regionale?
Può succedere che fra 20 anni i giovani che abbiamo cresciuto, i nostri futuri coetanei scampati alla vecchiaia, possano ritrovarsi come una comunità che ha camminato nella Storia con valori e programmi incarnati nell'agire quotidiano?Questo mi chiedevo oggi pomeriggio fra i partigiani che avevano operato con Sante Bajardi e i dirigenti del Pci torinese che erano i ragazzi di 40 anni fa.
No..mi sono risposta...Non succederà.
Ma anche noi abbiamo seminato.
E la mia generazione, grazie ai Sante Bajardi che l' ha preceduta, ha potuto vedere tutta la sinistra italiana al governo.
Si apre ora un ciclo nuovo e duro.
Ma non ci sentiamo né sconfitti né soli.
Veniamo da lontano e andiamo lontano.
Grazie Sante.
 

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Appuntamenti

Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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