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Magda Negri

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L'Edificio Riformista

Ieri pomeriggio tardi, tornando dal convegno di Orvieto, vicino a Firenze il treno rallenta e faccio in tempo a leggere una frase scritta a caratteri cubitali fai soliti writers su un muro scrostato. 
Dice:"Non credo in nulla ma voglio lottare per qualche cosa".
Bella, fa pensare.
Dall' ignavia nichilistica alla insopprimibile voglia di esserci.
Fa sperare.

Al ritorno da Orvieto

Non vedo la partita perche' sono sul treno di ritorno dal Convegno annuale di Libertà Eguale che con sprezzo del caldo e del week end abbiamo tenuto il 14 e 15 Luglio.
Tema impegnativo.
Come ricostruire i pilastri dell' edificio riformista dopo il crollo.
Tanta gente presente. Molti giovani, moltissimi interventi, poca nostalgia.
É tutto ascoltabile e visibile sul sito di Radio Radicale e su quello dell'Associazione.

Il gioco a due sulla scacchiera mondiale

Trump, il grande destabilizzatore metà mercante metà politico imperiale, non parla a caso.
Si può anche discutere del contributo economico dei paesi europei ai costi comuni della difesa Nato, ma non è mai accaduto dalla fine della seconda guerra mondiale che un presidente Usa accusasse la Germania, il partner più forte della Ue, accusandola di essere serva economica della Russia e implicitamente subalterna politicamente a Putin.
Quel Putin che Trump incontrerà a giorni per giocare a 2 sulla scacchiera mondiale.
Mai accaduto....Trump come i leader sovranisti disprezza l'Europa, la sua storia, il suo futuro.
Prepararsi ad elezioni europee che decideranno in parte del futuro del mondo.
 
 

Il piano B del cigno nero

Ha parlato Savona dopo un lunghissimo silenzio ed ha evocato la possibilità di essere accompagnati fuori dall' Euro..
Il famoso piano B del cigno nero.
Ha parlato Patuelli, presidenti dell' Abi, e ha evocato per il paese la possibilità di una involuzione nazionalistica di tipo Argentino e di rischi economici finanziari peggiori di quelli di 10 anni fa.
Poi nessuno dica che non era stato avvertito.....
 

In viaggio. La sinistra verso nuove terre

Moltissima gente ieri alla presentazione del libro di Cuperlo: "In viaggio. La sinistra verso nuove terre".
Lo leggerò con piacere, perchè non ho mai sentito Gianni dire o scrivere cose banali.
C'era un bel clima di partecipazione, di convinzione e di voglia di ritornare protagonisti dell'aternativa al governo Salvini/Di Maio.
Anche Martina, al suo debutto come segretario del Pd, ha detto cose utili sul nuovo clima di ricerca aperta che bisogna far vivere in un vasto tessuto democratico.
A parte il caldo disperante per l'assenza di un decente sistema di climatizzazione, l'attenzione era massima, vera, solo una piccola vertenza: non possiamo sostituire la durezza e la responsabilità del confronto programmatico con un generico appello a una nuova visione e a una nuova missione del Pd.
Lo scontro è ancora più grande e impegnativo, e non potrà reggersi su emozioni e retoriche varie.
Trovo superficiale inoltre, la critica al liberismo europeista, cui spesso fa riferimento anche Fassina, perchè di liberismo non vedo proprio che cosa ci sia in Europa.
Piuttosto governo di una fase dura della globalizzazione e vincoli sul debito.
Stanno dilagando protezionismi e statalismi poveri.
Comunque è un buon inizio per una buona stagione di confronto verso il congresso.
Sono abbastanza ottimista sulle capacità di recupero di un partito vero.
 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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