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Magda Negri

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Governo Renzi: azzardo democratico

Se nascerà il governo Renzi, per decisione quasi unanime della Direzione del PD, avrà una limitatissima minoranza parlamentare al Senato e una effettiva minoranza nel paese. PD più Scelta Civica più altri attualmente non sono in maggioranza .
Azzardo democratico gravissimo.

Consiglio di lettura:

PD Piemonte: una volta tanto più avanti

In Piemonte per fortuna non ci sono tutti questi accordi opachi e non fondati su limpida base programmatica, come si legge nell'articolo di Sabato. Una volta tanto siamo più avanti degli altri. Tre candidati: tre precise scelte politiche generali e un buon clima unitario.

Sosterrò Gariglio perché il suo è un tentativo che a me sembra più innovatore, specialmente nella concezione dell’organizzazione del partito. Leggere con attenzione la parte teorico-politica del suo programma. Spero che ci creda davvero.

Consiglio di lettura:

Speriamo che l’interpretazione della Direzione PD non diventi un delirio

Nelle sue conclusioni Renzi ha ribadito la sua scelta prioritaria: fare le riforme, aiutare Letta, arrivare al 2015. Tuttavia per la prima volta ha detto: "Questo è il mio schema, se ce ne sono altri se ne discuta il 20".

La destra ci si sta già buttando su tutti i talk show. L’ultima è la seguente: "No, noi non vogliamo un nuovo governo di larghe intese a guida Renzi ma siamo disposti ad appoggiare un breve governo Letta che porti il Paese subito al voto con il proporzionale uscito dalla sentenza della Consulta".

Sia nel centrosinistra che nel centrodestra ci sono due fronti trasversali: chi alle riforme ci crede e per queste riforme è disposto a lottare e chi sfrutta le difficoltà contingenti per andare a votare subito in uno scenario di futura inagibilità chiamato con eleganza "fase costituente". I nomi si sanno, ci sono su tutti i giornali.

Quei bravi ragazzi… 2

Sembra che il torrente carsico della rete stia vomitando ogni sorta di insulti e di minacce contro la Boldrini, Napolitano ecc.

Questo non è direttamente colpa del Movimento 5 Stelle ma certo il blog di Grillo semina micce ovunque. Qualcosa di simile avveniva negli anni '80 con lo spazio aperto lasciato da radio Radicale.

Questa situazione rileva politicamente però che - a parte i dovuti distinguo - Grillo e i suoi gruppi parlamentari non cambiano rotta, non girano il timone e continuano a puntare diritto contro il "sistema".

Un po' di diciannovismo, un po' di rabbia sociale, tanta contro-cultura populista. Non è ancora squadrismo ma, fatta la tara storica, un po' ci rassomiglia.

 

Quei bravi ragazzi

Per molto tempo si moltiplicheranno le analisi - dopo la semi sommossa - del carattere ribellistico, inconcludente e anti istituzionale del Movimento 5 Stelle. 

Constato oggi che tutti li deplorano tranne il quotidiano Libero e i vertici della Lega. Però non dovremmo stupirci: quello di ieri è stato la prima reazione un po' clamorosa della strategia di un movimento che è per sua natura assolutistico, incompatibile ad alleanze, finalizzato a destrutturare le istituzioni della democrazia rappresentativa.

Lo hanno scritto, sta nel loro manifesto fondativo, lo hanno proclamato in tutte le piazze. Adesso, in un frangente complicato per loro, applicano una reazione perfettamente coerente alla loro natura.

Mi stupisco di chi si stupisce. Quei bravi ragazzi… Con cui Bersani, e non solo, pensò addirittura di poter fare un governo "di cambiamento".

Riforme: vogliamo tutto

Entro questa sera sapremo dell'accordo in Commissione affari costituzionali della Camera sugli emendamenti migliorativi della bozza originale sulla riforma elettorale.

Brunetta provoca inutilmente, come suo solito, nel dire: la riforma e subito dopo il voto.

Giustamente Renzi scrive oggi sul Il Messaggero che dobbiamo fare un tratto sostanzioso di strada anche per le riforme istituzionali (Senato, titolo quinto) e non pone limiti temporali all'attività del governo, purché ci sia un segno di svolta.

Giusta la seconda: non possiamo permetterci di cadere ancora all'inizio della salita o al suo primo inerpicarsi. Questa volta vogliamo tutto e non ci basta il bicchiere mezzo pieno. Se abbiamo davvero tutti un'ambizione così alta e se la strategia è comune dobbiamo però coordinare le reciproche regie, i toni, i tempi, la tattica.

 

Non si poteva ottenere di più

L'accordo ottenuto da Renzi è buono e ricalca molto da vicino - a parte l'eventuale doppio turno di coalizione - il punto di accordo cui eravamo arrivati in Senato nel novembre 2012 in Commissione Affari Costituzionali grazie a Ceccanti. Berlusconi mandò tutto all'aria: si avvicinavano le elezioni e non era clima di grandi riforme.

Considero troppo bassa la soglia del 35% per il premio di maggioranza. L'eventuale doppio turno di coalizione spezza il tabù della non possibile elezione diretta del capo del governo e lascia la possibilità del modello "sindaco d'Italia".

Con una fava si sono presi tre piccioni: legge elettorale, possibilità di riforma costituzionale, continuità del governo.

Non era davvero possibile fare meglio e resta ancora da chiedessi perché Berlusconi l'abbia voluto.

 

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Venerdì 26 febbraio 2016
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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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