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Magda Negri

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Aspettando le elezioni

Ultimi impegni pre elettorali: il 12 febbraio ho assistito ad un importante convegno sul futuro dell'industria aerospaziale in Italia nelle sue implicazioni civili e militari. Incombe il fantasma dell'arresto di Orsi ma si decide opportunamente di non parlarne. Mi ricordo quando in Commissione Difesa c'era ancora Guarguaglini e in sua presenza (stavamo facendo un'audizione su Finmeccanica) sollevai il problema delle numerose inchieste (Selex Galileo, ad esempio) in cui la nostra più prestigiosa azienda a maggioranza pubblica era coinvolta e chiesi conto della qualità del suo management. L'allora presidente Cantoni (un ex socialista craxiano ed economista di vaglia purtroppo deceduto qualche mese fa) praticamente mi assalì dicendomi di occuparmi dei problemi di Massimo D'Alema. Litigammo un pò. Ebbi il sostegno solo del generale Del Vecchio e, ex post, del vicecapogruppo Zanda.

13 febbraio: ultima riunione della Commissione Difesa, credo. Di tutto il nostro lavoro nel programma del Pd non è rimasto niente. Ci sono solo poche righe per chiedere di ridiscutere il progetto degli F35 perché, vi si scrive, prima di tutto viene il lavoro. Ipocrisia strumentale e intollerabile, per gli F35 stanno già lavorando 250 piccole e medie imprese italiane. Sono molto delusa e decisamente arrabbiata perché non si cita neppure l'importante lavoro fatto dal Gruppo Pd alla Difesa per la legge delega di ristrutturazione profonda delle forze armate italiane, verso un modello di esercito professionale, proiettabile nei vari teatri, integrato a livello europeo. Cosa vuol dire questo? Che il PD al Governo ritornerà agli organici ipergonfiati dai marescialli cinquantenni e sessantenni inabili all'esercizio militare? Brutta reticenza, brutto segno.

Quello che il PD dovrebbe dire



Non penso che si corrano rischi anche per la Camera: il centrosinistra vincerà alla Camera, anche se ci sono dubbi per il Senato. Dovremmo fare un discorso di verità e serietà, quello che non sentiamo nei comizi: dovremmo dire che noi non discuteremo il fiscal compact, che non cambieremo la legge Fornero sulle pensioni (la cambieremo sul mercato del lavoro), che il nostro futuro è in Europa, che rispetteremo i vincoli europei di rientro del bilancio, che i nuovi fondi per i nuovi poveri devono venire dalla spending review. Tutto quello che non è su questa linea è demagogia che deluderà gli italiani.

Il torpore attendista del PD

Domenica 3 febbraio ho partecipato con Mauro Marino, Silvia Fregolent, il presidente del comitato di quartiere ad un interessante dibattito presso la sala Carpano di Etaly a Torino. Circa 50 militanti presenti, molto anziani e molto attenti.

Ho l'impressione che si stia prendendo un po' sottogamba, con una specie di torpore attendista, questa campagna elettorale. Ci si riposa sugli allori affidandoci all'automatismo del porcellum. Mi vedo costretta a "sgridare" qualche giovane membro del direttivo della mia sezione che parte in quarta chiedendo l'abrogazione integrale delle proposte Fornero sul mercato del lavoro. Basta poco per riportare l'ordine del discorso ad una consapevolezza più matura della fase politica e dei problemi non risolti.

Alcuni militanti più anziani, con lucidità, sono consapevoli che il 90% di questa campagna viene giocata in televisione e si lamentano perché i rappresentanti del PD che più spesso vanno ai dibattiti non hanno proposte puntuali, facilmente divulgabili e persuasive. In effetti, se paragoniamo il programma del PD del 2008 con l'attuale, purtroppo dobbiamo segnalare una regressione molto seria quanto a proposte e coerenza programmatica.

Ora è tempo del PD - ma bisogna uscire dalla genericità delle proposte



Il Presidente Napolitano ha parlato duramente della legislatura che ci sta alle spalle come una legislatura perduta. Infatti, a parte l'ultimo anno di governo Monti, poco siamo riusciti a fare in tema di riforma della legge elettorale, di riforme costituzionali, di moralizzazione del sistema dei partiti.

Lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena mi sembra una questione sistemica, di rapporto tra fondazioni e banche, di inadeguatezza del management.

Per questa campagna elettorale io temo piuttosto la genericità e la noncuranza sul piano programmatico. Le categorie sociali hanno avanzato le loro proposte. La CGIL ha fatto una conferenza di programma che io trovo non adatta, fondata tutta sul "tassa e spendi" e su un ingente piano di occupazione nel settore pubblico. La proposta di revisione dei vincoli europei, sui quali nessuno è in grado di garantire nulla, non è stato un grande contributo alla campagna elettorale.

Ora è tempo del PD, che si sta molto concentrando sulla questione dell'Imu, ma non abbastanza sull'abbassamento delle tasse sul lavoro. Il PD deve uscire dalla genericità delle proposte: il paese lo esige e solo così possiamo acquisire la credibilità di partito di governo.

Prossimi appuntamenti

Giovedì 14 Febbraio
ore 17,30
Xò, via Po 46, Torino

Iniziativa "Solo le riforme cambieranno l'italia"
Segue apericena

Con:

  • Enrico Morando
  • Massimo Negarville
  • Magda Negri
  • Sergio Scamuzzi

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Monte dei Paschi: attacchi immotivati

Monte dei Paschi di Siena: i problemi sono generali e sistemici, di rapporti tra fondazioni e banca, di efficacia della vigilanza di Banca d'Italia e Consob.

Problemi simili stanno vivendo le landbank della Germania: soltanto una vigilanza bancaria a livello europeo potrà uniformare questo tipo di problemi.

L'attacco concentrico contro di noi su Monte dei Paschi è davvero immotivato, anche se si può capire data la violenza della campagna elettorale.Teniamo i nervi saldi e argomentiamo, tenendo presente l'oggettività dei problemi.

Quello che è successo a Monte dei Paschi poteva capitare a qualsiasi banca italiana.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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