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Magda Negri

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Domenica a Settimo

Domenica 9 novembre:  il territorio piemontese mi sembra goda ancora di una grande vitalità politica. Valle ed io ci alterniamo a seguire il congresso di Settimo. Bei documenti. Due candidati. Vota quasi il 70 % degli iscritti. Circolano molti giovani interessanti. Scopro che a Settimo hanno fondato un giornale online, Il bombarolo, il cui direttore viene dai dipietristi ed ora è un fan di Renzi. Le linee di divisione sembrano essere tra gli ex Ds, ex margherita e tutto ciò che e nato dalla sinistra storica.
Comunque: bel clima. 

Italicum e Legge di Stabilità

Francamente non capisco perché Renzi rimetta in discussione l’Italicum già votato in un ramo del Parlamento riallungando, nei fatti, il brodo. Se volesse riproporlo anche modificato per il Senato questo vorrebbe dire che rinunciamo alla Riforma Costituzionale e pensiamo alle elezioni. Niente di peggio per un partito Riformista.

Per ciò che riguarda la Legge di Stabilità mi sembra che stia migliorando nel dibattito parlamentare ma l'esiguità dei finanziamenti sui finanziatori sociali depotenziano le capacità espansive del jobsact. Inutile riaprire ogni 5 minuti la "Campagna d’Europa". Quello che l’Europa ci ha dato è il massimo e anche Draghi non può fare di più.

Piazze incomunicanti

Due piazze incomunicanti: finte relazioni diplomatiche partono dalla Leopolda ma sono totalmente smentite dal discorso conclusivo di Renzi.

Incredibilmente, la CGIL si concentra solo sulla riforma dell’Articolo 18 già riformato e non vede le potenzialità di riscatto del lavoro che sono nel Jobs Act. Allo stesso modo, Renzi agita il feticcio dell’Articolo 18 e pensa di confinare quell’immensa forza di popolo nel retrobottega della conservazione.

Manca un Lama, manca un Trentin, manca una leadership veramente riformista e non populista. Non si può andare alla guerra contro la deflazione e la disoccupazione con eserciti così scomposti e divisi, Non si può evocare la grande tenda del Labour sperando in fondo che qualcuno se ne esca senza fare troppo rumore.

La situazione mi sembra molto complessa e anche in parte pregiudicata.

Considerazioni sparse, in attesa di incontrarci a Torino

L'unica cosa seria finora prodotta è la Nota di Aggiornamento del Def 2014, che delinea scenari di lungo periodo di sviluppo e sostenibilità dell'economia Italiana. Consiglio a tutti di studiarsela come l'ABC della politica del governo Renzi.

Tutte le altre cifre che ballano intorno a questo documento (l'80 ritorna ormai come un numero magico e scaramantico) danno l’impressione di un governo ondivago, con proposte anche approssimative. Aspettiamo la discussione parlamentare.

La direzione PD ieri ha rilanciato con forza il modello bipartitico del centro sinistra contro centro destra che ha classicamente fondato il PD. Non posso che essere d’accordo. Però bisogna evitare proiezioni scolastiche. Intorno a noi lo scenario è cambiato, resiste una sterile opposizione di sistema contraddittoria al suo interno. Grillo al 20% e la liquefazione del centro destra collocano in una funzione diversa il PD. Non basta dire "partito della nazione", discutiamone.

Ricordo questa sera a Torino il dibattito su Articolo 18 e Jobs Act, alla presenza dell'ex Ministro Fornero: avremo occasione di discutere di questi ed altri temi.

Dall'art. 18 al Jobs Act: Pecche e Anticipazioni di un ex Ministro

Martedì 21 ottobre ore 18.00
Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci
Via Vanchiglia 3, Torino
 
L'ex ministro del Welfare del governo Monti ELSA FORNERO commenta, rispondendo alle domande dei discussant, la sua discussa esperienza di governo alla luce delle più recenti decisioni del governo Renzi.

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Articolo 18

Concordo molto con l’intervista del Ministro Poletti di oggi su La Stampa. Sia il Governo che il variegato fronte dell’opposizione sono riusciti a fare un incendio sull’articolo 18 che è stato già profondamente modificato dal precedente Ministro Fornero, che viene riconfermato nella impossibilità di licenziare per discriminazione e che tutto sommato si concentra sulla modifica ulteriore del licenziamento individuale economico, non su quello per motivi disciplinari.

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Videoblog



Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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