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Magda Negri

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Grillini e Piraten

lunedì 11 giugno
ore 18:00
Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci
Via Vanchiglia 3, Torino

Nuove generazioni si affacciano sulla scena della politica europea.

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Il terremoto richiede una pausa di riflessione



Il dramma del terremoto sembra acquistare di ora in ora dimensioni sempre più preoccupanti. Nessuno si aspettava una simile strage. Questo ha imposto che sospendessimo la direzione PD, che si profilava importante. Bisogna salvare il paese, i dati macroeconomici restano preoccupanti e l'Europa continua ad essere a rischio, fra circa nove mesi dovranno essere pronti programmi e liste. Stefano Menichini su Europa parla di un piano A e un piano B: io sono per il piano A, che prevede un programma di riforme e una mobilitazione politica e democratica, attraverso un grande congresso che termina con delle primarie. Il piano B prevede invece l'invenzione di partiti fittizi, guru esterni, la rassegnazione a non cambiare il porcellum...

Il PD dalle amministrative alle politiche: discussioni aperte.

L'assemblea regionale del PD si è riunita ad Alessandria durante lo scorso week end, a discutere l'esito amministrativo e le prospettive politiche nazionali. Sull'esito delle amministrative ho recentemente pubblicato un articolo, al quale rimando.

Federico Fornaro ha elaborato un'analisi perfetta dei flussi elettorali in Piemonte. È emersa una rara unità politica: nessuno ha intenzione di sedersi sugli allori e sono tutti consapevoli che alle prossime elezioni politiche non si ridarà questo tipo di partita, dov'è facile fare goal perché la squadra avversaria non gioca e il portiere è distratto.

Stranamente, se non fosse stato per il Senatore Ceccanti, non era all'attenzione dei membri dell'assemblea la proposta del PdL di accogliere l'ipotesi del doppio turno di collegio e coronarlo con l'elezione diretta del Presidente della Repubblica. Serpeggia una rassegnata convinzione che difficilmente si riuscirà a cambiare la legge elettorale e a fare significative riforme costituzionali. Nessun politicismo, nessuna "fissa" sulle alleanze ma concentrazione sull'offerta politica del PD - anche se all'ultimo minuto siamo diventati tutti sostenitori del partito a vocazione maggioritaria.

Si discute anche del nuovo modo di essere, più trasparente, più aperto, più sobrio, che la richiesta popolare fa al mondo dei partiti.
Eppure c'è qualcosa di strano in questa rimozione che l'assemblea sta facendo sui temi di riforma elettorale e riforma costituzionale: si rafforza l'esercito, si preparano munizioni e nuovi stati maggiori ma si ignora ancora il campo di battaglia.

Oggi avrebbe dovuto tenersi la direzione PD, rinviata per rispetto nei confronti delle popolazioni colpite dal terremoto di questa mattina nel Nord Italia.

Mi sembra chiaro il punto: dopo le amministrative, con discontinuità rispetto al lavoro fatto dalla commissione affari costituzionali del Senato, il PD è tornato a proporre per la legge elettorale il doppio turno di collegio secondo la proposta Bersani depositata alla camera. Il PdL ha rilanciato con doppio turno di collegio ed elezione diretta del Presidente della Repubblica secondo la proposta Salvi Dalema della bicamerale del 1998, che all'ultimo momento Berlusconi aveva rovesciato.

Nessuno si fida di Berlusconi ma possiamo dire solo Timeo Danaos et dona ferentis? Non è più così facile per nessuno bluffare. Su questo punto credo verterà la discussione. Bene il fatto che Bersani non abbia accettato il perentorio invito di Vendola e Di Pietro (troppo perentorio per essere un invito vero) per il tridente frontista come cuore della proposta politica.

Un altro punto di discussione potrebbe essere questa idea, in confusa gestazione tra un gruppo di sindaci e il quotidiano Repubblica: il PD con i suoi attuali equilibri e incompletezze da una parte, dall'altra una specie di listone della società civile fatto di bei nomi e di belle speranze, organizzato dal PD. Stranissima idea di quello che dev'essere un soggetto politico a vocazione maggioritaria...

 

Per approfondimento:

Dopo il crollo di Pdl e Lega Cota non ha più la maggioranza

Ripubblico qui una mia intervista uscita venerdì 18 maggio 2012 su Torino Cronaca, disponibile anche in DPF.

 

Anche in Piemonte le ultime elezioni amministrative hanno segnato una netta inversione di tendenza e prodotto un nuovo scenario politico. Dopo tanto tempo sono state riguadagnate dal centrosinistra Asti e Alessandria che, dopo Novara e Domodossola vinte l'anno scorso, cambiano la geografia politica delle città piemontesi. Sono cadute le roccaforti della Lega. In provincia di Torino è molto positiva la riconferma di Grugliasco, di Chivasso, la vittoria a Santena, mentre possiamo ascrivere a problemi locali collegati alla spinosa questione della TAV, la perdita di Rivalta e la sconfitta ad Avigliana. A Cuneo, inoltre, si era determinata una situazione molto particolare, una battaglia e una divisione interna al centrosinistra dopo le primarie. Ha vinto Federico Borgna, il rappresentante della continuità col sindaco Valmaggia, espressione della parte più moderata e riformista del centrosinistra, in naturale consonanza con la città. Abbiamo perso, ma molto onorevolmente, nelle tradizionali roccaforti di centrodestra di Acqui Terme e di Mondovì.

Anche in Piemonte vediamo chiari i nuovi fenomeni politici. Innanzitutto l'astensione, che è stata grandissima, specialmente ad Alessandria, che insieme a Genova è leader dell'astensione nazionale. Troppi cittadini piemontesi, non solo di centrodestra, non se la sono sentita di dare fiducia ad alcuna formazione politica. Si gonfia il voto a Grillo, che raddoppia rispetto al precedente voto regionale. Nel voto al Movimento 5 Stelle confluiscono tante cose: protesta, disillusione, domanda di sobrietà e di rigore nella politica, ricerca di volti nuovi, uso consapevole di internet, esperienza di movimenti locali. Tante cose contraddittorie, tante buone e tante inutili. Mi piace pensare che i giovani amministratori grillini saranno pragmatici, bravi e generosi verso le loro comunità e non si identificheranno più di tanto coi programmi di Grillo di uscita dall'Euro, di auspicato fallimento del sistema bancario, di insulti a Napolitano e a Bersani, di minimizzazione del fenomeno mafioso, di rifiuto della cittadinanza ai bimbi degli stranieri nati in Italia.

Il crollo verticale e del Pdl e della Lega, nonché la separazione del Pdl in due gruppi nel consiglio regionale,  rendono evidente che oggi il presidente Cota non ha più la maggioranza in regione. Il fatto che la Corte d'Appello del tribunale di Torino abbia ribadito la condanna del consigliere regionale Michele Giovine per le irregolarità nel voto del 2010, rende ancora più chiaro tutto ciò. Cota, con la sua giunta, dovrebbero trarne le conseguenze.

Da Parma un monito per il PD

Consiglio di andare sul sito web dell'Istituto Cattaneo e controllare i flussi di Parma tra primo e secondo turno. Emerge che Pizzarotti ha coalizzato in suo favore gli elettori di tutti i candidati non arrivati al ballottaggio, specialmente quelli delle liste civiche di Ghiretti e della lista UDC di Ubaldi. Vernazzoli invece non ha preso un  voto in più del primo turno, perdendone anche.

Al primo turno, su 100 voti a Pizzarotti, solo 1/3 è dovuto agli elettori del primo turno, mentre i 2/3 sono dovuti ad elettori che avevano votato Ubaldi e Ghiretti. Già al primo turno aveva raccolto molti voti "infedeli" di Lega Nord e Idv, che lo avevano già scelto a conferma di una certa matrice comune anti-establishment tra l'iniziale spinta leghista e la nuova proposta grillina.

La mia amica Albertina Soliani, senatrice di Parma, che ha passato la notte a guardare i risultati dei seggi conferma che le percentuali più alte di voto al sindaco grillino sono del ceto medio-alto borghese di Parma.

Il gran vortice del secondo turno, che non ha scalfito il candidato del PD e del centro sinistra, ha rimescolato tantissimi umori, rivalse, scelte, proteste e proposte che richiederanno un'analisi non banale.

Sia Follini su Europa che Prospero su l'Unità, pur da estrazioni culturali diverse, concordano sul "compito a casa" che il PD deve fare: come prepararsi se quel 49% di elettori di centro-destra che hanno deciso di non giocare questa partita amministrativa decideranno di giocare quella politica?

Non sarà possibile vincere facile per abbandono di campo. Il 2007 fu la peggiore tornata amministrativa del centro sinistra e allora decidemmo di accelerare la formazione del PD; gli ottimi risultati del 2012 devono spronarci a cogliere e orientare il nuovo per non farci sorprendere da un'imboscata.

Brindisi: angoscia e partecipazione

Attentato Brindisi Ero presente in piazza San Carlo a Torino sabato pomeriggio, al presidio organizzato dal PD in seguito ai fatti di Brindisi.  Le diverse età dei presenti testimoniavano consapevolezze, preoccupazioni e ansie anch'esse diverse.

C'era chi, come me, era stato quasi un testimone dell'attentato di Piazza Fontana, chi aveva conosciuto il terrorismo degli anni '70. C'erano poi molti giovanissimi, assai consapevoli, violati da una storia italiana troppo difficile, unica in Europa, che riaggiorna la scia del terrore e dell'eversione.

A me è sembrato lì per lì improbabile che si trattasse di mafia: mi sembra piuttosto un atto di terrorismo isolato.

In questi giorni si farà chiarezza, spero, circa i responsabili della morte di Melissa, di cui oggi si celebra il funerale. La prontezza della reazione e il coinvolgimento delle persone testimoniano che c'è un allarme vigile e un'ansia appena un po' sopita.

L'angoscia per una nuova stagione di violenza in fondo non ci ha mai lasciati.

Dai un voto a Fassino e Cota

Sabato 19 maggio 2012
dalle ore 10.00 alle 13.00
Piazza San Carlo, Torino 

IdeexTorino raccoglie in opinioni sull'operato delle due amministrazioni.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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