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Magda Negri

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Gli italiani devono poter scegliere il proprio governo

In tema di riforma della legge elettorale, vi invito a leggere i seguenti articoli:

Questi articoli hanno evidentemente aperto un confronto nell'area bipolarista riformista.

Non possiamo sottrarre agli italiani il potere di scegliere il proprio governo: sarebbe un vulnus incomprensibile.

 

Bene la direzione PD: ora vigili sulla riforma elettorale



L'esito della direzione del PD è stato positivo: grande unità e buona discussione.

Bene che si sia riconosciuto che l'articolo 18 va cambiato, positiva la voglia di difendere le parti "buone" della proposta Fornero e la scelta di accelerare sulla riforma elettorale.

Meno bene il no ad Ichino e la confusione di posizioni relative all'articolo 18.

Sul merito della riforma elettorale però bisogna essere vigili: non si può negare ai cittadini di scegliere il proprio governo!

Primarie e democrazia nei partiti

Lunedì 2 aprile ore 18
Sala Arci, Via Verdi 34 - Torino

Le primarie e l'attuazione dell'articolo 49 della costituzione sulla democrazia interna e trasparenza dei partiti.

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Rigenerare dal profondo i partiti per riavvicinare i cittadini alla politica

Ripubblico qui di seguito un mio articolo uscito ieri su Torino Cronaca, disponibile anche in DPF.

 

La disaffezione di molti cittadini verso la politica è un sintomo grave. Prima delle prossime elezioni politiche c'è bisogno di un serio impegno in Parlamento per rigenerare dal profondo i partiti italiani, vincolandoli a norme precise sulla loro democrazia interna. Alla Camera la discussione è già molto avanzata, al Senato sono depositati numerosi disegni di legge, tra cui uno mio, sulla stessa materia.

Ai cittadini italiani i partiti così come sono non piacciono: li vorrebbero più trasparenti, più efficaci. Servono strumenti moderni per organizzare i bisogni e la partecipazione di chi intende, come dice l'art. 49 della nostra Costituzione "concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale".

Bisogna fare un salto di qualità: regolare per legge la vita interna dei partiti, specialmente per quanto riguarda le "funzioni aventi rilevanza costituzionale" che essi svolgono, la più importante delle quali consiste nella selezione dei candidati alle cariche pubbliche elettive.

Le elezioni primarie aperte a tutti i cittadini che si riconoscono nei valori del PD sono state una straordinaria novità introdotta nella vita pubblica italiana.

Non è vero che c'è solo delusione: decine di migliaia di elettori partecipano ormai stabilmente alle primarie del PD e del centrosinistra. Ma è tempo di correggere qualche errore: bisogna stabilire per legge forme e regole. Noi prevediamo che uno o più partiti fra loro coalizzati si rivolgano all'ufficio elettorale competente per organizzare data, sede, modalità delle elezioni primarie, con un rigoroso limite alle spese e l'esclusione delle candidature di persone condannate. Bisogna fissare per legge regole stringenti per le candidature, come indicato dal codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione parlamentare antimafia.

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Non ci resta che crescere

Non ci resta che crescere Venerdì 13 aprile ore 18
Circolo dei Lettori, 
Via Bogino, 9 - Torino

Incontro di presentazione del libro di Tommaso Nannicini Non ci resta che crescere, RIFORME: CHI PERDE, CHI VINCE, COME FARLE, Bocconi editore.

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Riforma elettorale: proposte del PD

Il prossimamente sarà presentato alla Camera dei Deputati uno studio di Astrid sulla la riforma elettorale.

Per superare il porcellum e non cadere nei vincoli del maggioritario di coalizione, che mette insieme forze in grado di vincere ma non di governare, presenteranno uno studio analitico sugli effetti del sistema spagnolo: bipolarismo costruito intorno ai due più grandi partiti.

Sei mesi per cambiare la legge elettorale non sono molti ma se il confronto sarà onesto e concreto forse possiamo uscirne senza precipitare in un neo-proporzionalismo che consegnerebbe a Casini l'ultima parola sulle alleanze e sul governo.

Vedo che Rosy Bindi e forse anche Parisi hanno invece scelto di difendere il maggioritario di coalizione, correggendone i parassitismi più evidenti: non più l'1% ma circa il 4% per coalizzarsi e spartirsi i seggi.

Allo stato attuale sono quindi in campo quindi tre proposte:
  • modello proporzionale tedesco, con soglia di sbarramento al 5% (Violante)
  • modello spagnolo (Ceccanti ed altri) con soglie d'accesso circoscrizionali alte
  • porcellum rivisitato (Rosy Bindi)
Naturalmente, non sarà solo il PD a decidere...

Sulla necessità di difendere la 194

Ho ricevuto molti riscontri in seguito alla mia dichiarazione sull'iniziativa di Renzi circa la sepoltura dei feti.
Vorrei ora spiegare meglio la mia posizione in proposito, cercando di superare ogni ambiguità e incomprensione.

Uno dei miei più vividi ricordi è quello di un'amica che all'ottavo mese di gravidanza subì un distacco di placenta: il ricordo di questa giovane donna, in attesa di  insieme a me in un ambulatorio ginecologico, che aspettava di sapere come le sarebbe stato procurato il parto del suo bimbo ormai morto, resta per me uno dei momenti più angosciosi che abbia mai vissuto.

D'altra parte, per la mia età ed esperienza politica, conosco anche molto bene le storie di quelle donne che hanno lottato per avere una legge giusta sull'interruzione volontaria di gravidanza e la fatica spesa per garantire con rispetto e riservatezza l'aborto legale, effettuato nelle strutture sanitarie pubbliche a tutela della salute delle donne.

Qual è dunque il problema di cui stiamo discutendo?

Il decreto presidenziale numero 285 del 1990 prevede alcune procedure di tumulazione per i bimbi nati morti.
Per i feti dalla ventesima settimana in poi l'Asl procede d'ufficio ad inviarli ai cimiteri per la tumulazione - dal 2007 è anche possibile la cremazione.

Il decreto del 1990 dice poi che per i feti di età inferiore alle venti settimane l'Asl deve chiedere espressamente ai genitori l'autorizzazione di conferirli al cimitero.

Perché questo? Presumo che il legislatore si fosse reso conto che, sul terreno della pietas verso i feti nella prima fase del loro sviluppo, avrebbe potuto innestarsi una formidabile strumentalizzazione della legge 194 e che avrebbe potuto così crearsi un contesto di colpevolizzazione sociale verso le donne che, nel rispetto della legge 194, non avevano potuto rinunciare all'aborto.

Questo è tanto più vero perché diciassette anni dopo la regione Lombardia ha approvato un regolamento sulle attività funebri che consente la sottrazione dei feti anche di poche settimane agli ospedali per entrare nel circuito delle cerimonie funebri. È questo che ho definito agghiacciante: non intendendo certo che non debba essere reso il dovuto onore e rispetto ai bimbi non nati.

Vi ricordo - per inciso - che nel decreto legge del PD sulla fecondazione assistita noi riconoscemmo la dignità umana anche dell'embrione e prevedemmo che non potesse essere sottoposto a manipolazioni tecnico scientifiche.

Il giardino degli angeli del cimitero di Roma non mi pare un buon esempio. Personalmente, non amo le zone cimiteriali distinte tra cristiani, ebrei, atei, adulti, bambini... Il problema non è di igiene pubblica, bensì culturale e politico: credo che salvaguardare la consapevolezza ed il potere di autodeterminazione delle madri e dei genitori per quanto riguarda un tema tanto delicato debba essere la preoccupazione di tutti.

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Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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