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Magda Negri

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Ora è tempo del PD - ma bisogna uscire dalla genericità delle proposte



Il Presidente Napolitano ha parlato duramente della legislatura che ci sta alle spalle come una legislatura perduta. Infatti, a parte l'ultimo anno di governo Monti, poco siamo riusciti a fare in tema di riforma della legge elettorale, di riforme costituzionali, di moralizzazione del sistema dei partiti.

Lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena mi sembra una questione sistemica, di rapporto tra fondazioni e banche, di inadeguatezza del management.

Per questa campagna elettorale io temo piuttosto la genericità e la noncuranza sul piano programmatico. Le categorie sociali hanno avanzato le loro proposte. La CGIL ha fatto una conferenza di programma che io trovo non adatta, fondata tutta sul "tassa e spendi" e su un ingente piano di occupazione nel settore pubblico. La proposta di revisione dei vincoli europei, sui quali nessuno è in grado di garantire nulla, non è stato un grande contributo alla campagna elettorale.

Ora è tempo del PD, che si sta molto concentrando sulla questione dell'Imu, ma non abbastanza sull'abbassamento delle tasse sul lavoro. Il PD deve uscire dalla genericità delle proposte: il paese lo esige e solo così possiamo acquisire la credibilità di partito di governo.

Prossimi appuntamenti

Giovedì 14 Febbraio
ore 17,30
Xò, via Po 46, Torino

Iniziativa "Solo le riforme cambieranno l'italia"
Segue apericena

Con:

  • Enrico Morando
  • Massimo Negarville
  • Magda Negri
  • Sergio Scamuzzi

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Monte dei Paschi: attacchi immotivati

Monte dei Paschi di Siena: i problemi sono generali e sistemici, di rapporti tra fondazioni e banca, di efficacia della vigilanza di Banca d'Italia e Consob.

Problemi simili stanno vivendo le landbank della Germania: soltanto una vigilanza bancaria a livello europeo potrà uniformare questo tipo di problemi.

L'attacco concentrico contro di noi su Monte dei Paschi è davvero immotivato, anche se si può capire data la violenza della campagna elettorale.Teniamo i nervi saldi e argomentiamo, tenendo presente l'oggettività dei problemi.

Quello che è successo a Monte dei Paschi poteva capitare a qualsiasi banca italiana.

Campagna elettorale PD: punti di forza e di debolezza



Stiamo entrando nel vivo della campagna elettorale. Aggredire il problema della crescita e del lavoro è un punto di forza del PD. Punto di debolezza è invece, a parer mio, concentrare tutta l'attenzione sulla questione dell'IMU anziché dedicarsi al tema di alleggerire la fiscalità sul lavoro, le tasse che davvero pesano sull'economia Italiana in modo più acuto rispetto ad altri paesi europei.

Non mi aspettavo l'ultima mossa elettorale di Bersani, caccia contro lavoro: la produzione degli F35 coinvolge 300 imprese italiane, se rinunceremo a questo programma il centro di assemblaggio e manutenzione degli aerei militari europei passerà da Cameri all'Olanda. Mi auguro che il PD trovi una sicura linea riformista anche per conquistare quell'elettorato che potrebbe rivolgersi alle liste Monti.

Solidarietà e Cultura grazie all'associazione I.SO.LE

Viva Dino Sanlorenzo, che non solo ha fatto lo spettacolo sui momenti cruciali del Movimento di Liberazione del Ventesimo secolo, trasformando in attori giovani militanti e signore ultracinquantenni, non solo ha realizzato la bella motstra "Frammenti di Storia", ritagliando giornali per cinquant'anni e componendoli in un discorso storico comprensibile, ma, come ogni anno, con volenterosi amici e compagni - tra cui io stessa - ha organizzato una grande distribuzione di pacchi dono (un panettone , pasta, olio e libri) alle famiglie degli extracomunitari.

Io in genere mi occupo dei libri ed è stato davvero commovente vedere l'assalto delle donne magrebine con i loro bambini che chiedevano la costituzione, il dizionario di italiano, romanzi vari…

Un bimbo di dieci anni con gli occhiali e la faccia serissima ha voluto assolutamente la congiura di Catilina. Quel bimbo promette bene…

Note sul convegno di Orvieto: Monti, il riformismo, le tentazioni populistiche

Il convegno di Orvieto ha tenuto fede all'impegno di Libertà Eguale: dedicare ogni anno una discussione approfondita ad uno specifico tema culturale e politico.
Avevamo per tempo individuato il tema del populismo contemporaneo, non tanto nelle sue accezioni estreme alla Hider, ma come orientamento profondo di soluzione illusoria a problemi complessi che agita le società europee contemporanee.

La bellissima relazione di Antonio Funiciello ha sviscerato il senso politico attuale del problema e vi consiglio di soffermarvi sulle bellissime parole del ventiseienne Giacomo Matteotti nell'analisi del riformismo come antidoto al populismo.

Mario Monti è stato perfetto nel ruolo di interlocutore di merito alla relazione introduttiva di Funiciello, con alcuni cenni retrò, come quando ha indicato come superate le definizioni di destra e di sinistra.  
Lo definisco "retrò" perché era esattamente la argomentazione di Nando Adornato nel '94-'95 - mentre io ritengo che il radicale riformismo di Monti potrebbe portare ad una società più competitiva, più attenta alle pari opportunità e quindi vocata ad una sinistra liberale.

Ho considerato di grande interesse nelle conclusioni di Ernico Morando la riflessione sul populismo aggressivo e politicamente orientato della Lega e di Maroni. Rinasce la grande sfida di Miglio della macro regione del Nord, ma in questo caso l'eventuale vittoria di Maroni in Lombardia potenzierebbe i governatori di Piemonte e Veneto in una sfida secessionista tanto più seria quanto più inedita e grave è la crisi europea rispetto agli anni '90.

Le prossime elezioni saranno caratterizzate dallo scontro di un'ipotesi di governo della crisi italiana e varie controtendenze populistiche.

In proposito, sono rimasta impressionata dalla reazione popolare alla trasmissione di Santoro: c'è un elettorato anti-montiano e anti-sinistra che per un anno è stato acquattato e deluso e appare ora disponibile a seguire di nuovo il pifferaio magico.

Mi sembra difficilissimo avere la maggioranza al Senato, anche se la candidatura di Albertini potrebbe aiutare ad intercettare voti di Maroni. Al Nord e in Lombardia si giocherà il senso di questa campagna elettorale.

Vedo già due movimenti contrari: chi, come me  e Veltroni, pensa compatibile una governabità tra centrosinistra e centro riformatore (ipotesi strategica che abbiamo definito nel documento Italia Bene Comune, sottoscritto anche da Vendola, che apre ora alla coalizione estremista di Ingroia) e chi si oppone a questa ipotesi.

Il problema principe, quello della governabilità non sarà di facile soluzione.

Videoblog



Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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