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Magda Negri

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Legge elettorale: improbabili proposte

Penso che il voto di ieri alla Commissione Affari Costituzionali sulla legge elettorale non avrà molto seguito.
Con il voto di tutto il centro destra, della Lega, dell'UDC si è voluto adottare come testo base questa improbabile proposta del premio del 12,5 alle coalizioni, più le preferenze, più qualche listino bloccato per i "big".

Il centro destra probabilmente ha agito sotto la pressione di AN ma subito Quagliariello ha cercato di sventolare come suo il trofeo, enucleando il dato politico della vicenda: sulla legge elettorale si sarebbe rifatta come d'incanto l'unità di tutti i moderati italiani contro la sinistra.

Noi abbiamo giustamente votato contro
, specialmente criticando - ma nessuno del centro destra legge i giornali? - la pericolosità del voto di preferenza, aperto ad ogni inquinamento e ad ogni condizionamento. Il senatore Ceccanti, in particolare, si è battuto come un leone, insieme alla nostra capogruppo Angela Finocchiaro, contro questo obrobrio.

C'è chi dice - malizie?- che in fondo in fondo questo scambio sarebbe stato accettato da Bersani, che avrebbe come obiettivo di portare a casa il premio alla coalizione.

Credo che ci saranno ripensamenti generali
, che questa legge che può passare al Senato sarà bloccata alla Camera.

Ciò che più preoccupa è l'incertezza politica che ci sta sotto: quali sono oggi le coalizioni omogenee che potrebbero governare questo paese? Noi abbiamo solo una parziale impossibile riedizione dell'Unione.

Primarie PD: serve chiarezza programmatica



La campagna delle primarie del PD è cominciata positivamente per quanto riguarda la vicenda delle regole. C'era stato qualche tentativo sciocco di mettere i bastoni tra le ruote alla partecipazione democratica che per fortuna non è andato a buon fine: le cose andranno sensatamente.
La chiarezza programmatica invece ancora latita e ce n'è assoluto bisogno. Il centrodestra tenterà una riorganizzazione e cercherà di coinvolgere Casini. Insomma non giocheremo a porta vuota e le primarie del PD dovrebbero servire ad organizzare le truppe e ad uscire da un personalismo e da un dibattito sulle regole ormai a parer mio esaurito.

Nessuna maggioranza all'orizzonte

Ero sicura che si sarebbe trovato un ragionevole compromesso sulle regole, necessario per celebrare le primarie in modo rigoroso e non appellabile da nessuno dei candidati (Genova, Napoli…).
I particolari ancora da definire - a sentire Vendola - saranno risolti nel modo più aperto e inclusivo. Per le regole quindi tutto bene.

Per quanto riguarda la politica invece è ancora tutto da discutere: votando il documento l'assemblea ha di fatto portato alla luce il nuovo soggetto mini-coalizionale: PD più SEL più Socialisti Italiani. Le contraddizioni tra PD e SEL sono abissali. Dei socialisti Italiani poco sappiamo. Della nuova legge elettorale non sappiamo nulla.

Potrà questa coalizione candidarsi come soggetto maggioritario e vincere? Avere una sicura maggioranza alla Camera e al Senato? Casini e il nuovo centro democratico in formazione si pongono in modo sempre più alternativo.
Quindi: nessuna maggioranza all'orizzonte.

Capire la crisi economica (e come uscirne)

Mercoledì scorso al Teatro de' Servi di Roma ho partecipato alla presentazione del Libro di Tonini e Morando L'Italia dei democratici, alla quale erano presenti anche Walter Veltroni e Pierferdinando Casini.

Mi dispiace che il giornalista moderatore Cerasa  l'abbia voluta giocare sul registro della più stretta attualità (primarie, Monti bis etc. ) sacrificando l'approfondimento del tema, profeticamente attuale, del lavoro.

Comunque condivido pienamente - per restare sull'attualità - la preoccupazione espressa da Veltroni sul rischio di divisione del PD, perché le tensioni sono troppo radicalizzate e poco istruita la proposta di arrivare ad un Monti bis, chiuso al centro destra e a Berlusconi ma sorretto da un centro sinistra e da un centro innovatore.

Casini giocava largo, trovandosi a fare l'ago della bilancia. Giustamente, Cerasa ha definito il libro "manifesto elettorale" di un eventuale nuovo asse di governo riformista.

Ne consiglio la lettura perché riesce a tradurre in modo piano e comprensibile sia i più irti problemi economici (prima parte) sia i fondamenti teorico-politici della sfida del PD (seconda parte).

Venerdì 12 ottobre il libro verrà presentato anche a Torino
, alle ore 18,30, presso l'Aula Magna dell'Istituto Avogadro (Via Rossini 18). Saranno presenti Elsa Fornero, Beppe Berta, Bruno Manghi. Tutti invitati!

Doppio turno aperto a tutti ma no albo degli iscritti

Ho firmato l'appello di Gentiloni che mi è parso molto ragionevole affinchè il secondo turno delle primarie sia ovviamente aperto a tutti. Mi sembra necessario un secondo turno perchè il leader designato non può non avere la maggioranza assoluta.

Può benissimo succedere, come avviene per le elezioni dei sindaci, che l'elettorato del secondo turno sia più largo o diverso da quello del primo turno. Naturalamente chi va solo al secondo turno dovrebbe firmare e impegnarsi sulla carta di intenti del centro sinistra.

Spero che questo nostro ragionevole appello sia accolto prima della nostra assemblea del 6.

Trovo invece assolutamente cervellotica (e voterò contro) la questione dell'albo degli iscritti preventivo. Ne capisco le ragioni però, io per prima, sarei irritata di dover fare due registrazioni e due code. 

La doppia coda sa tanto di burocrazia para ministeriale e la gente, giustamente, non la farà.

L'Italia dei democratici

Venerdì 12 ottobre 2012 - ore 18,30
Aula Magna istituto Avogadro
Via Rossini 18, Torino

Intervengono:

  • Elsa Fornero
  • Beppe Berta
  • Bruno Manghi

L'Italia dei democratici

 

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L'uso partitico delle risorse istituzionali: ecco il peccato originale

Cara Mercedes, dire "le dittature costano meno" non è sufficiente!

Mi dispiace davvero che Mercedes Bresso abbia voluto liquidare la questione relativa agli eccessi delle spese dei gruppi consiliari con l'espressione "le dittature costano meno".

Pare evidente ormai che nell'arco di 15-20 anni, con l'accordo di tutte le forze politiche, si sia sedimentata e stratificata una gestione partitocratica delle istituzioni. Teoricamente i DS e il PD l'hanno sempre criticata, ma nei fatti pare che non si siano distinti in modo particolare: la vicenda dei due mono-gruppi derivati dall'originaria lista "Insieme per Bresso" è una macchia che ancora richiede risposte.

Disturba certamente il gettone dato per le visite alle sagre paesane, ma sono assai più gravi l'incremento continuo delle dotazioni economiche dei gruppi, la non certificazione esterna dei bilanci e l'assunzione, con concorsi "dedicati", di ex-staffisti nelle pubbliche amministrazioni.

Il centro-destra ha sfregiato le istituzioni con una parentopoli immonda, ma una lettura politica di ciò che è accaduto impone un giudizio discriminante: non cadiamo nel calderone del "sono tutti uguali", il peccato originale consiste nell'uso partitico delle risorse delle istituzioni. In Piemonte, come altrove. L'occupazione successiva da parte di gruppi di interesse è solo la declinazione del degrado.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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