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Magda Negri

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"Soffermati sull'arida sponda... volti i guardi al varcato Ticino".

Sento nella mia rassegna stampa dell' alba che sarà il governo a decidere della mobilità fra regioni.
Io sono messa male.
Mia figlia è in Lombardia, io in Piemonte, e gli indici di morbilità e mortalità nelle due regioni non vanno bene.
Sembriamo il Belgio, o l' Inghilterra..
Se va avanti così (spero di no) che fare?
Incontrarsi da lontano a Galliate?
Con le macchine posteggiate lungo la linea del confine ideale ? Consultare un topografo?
Cercare un varco nel Parco del Ticino?
Il ponte non va bene..troppo visibile.
Come a Berlino, sul ponte delle lacrime, o al confine istriano.
Impossibile il treno regionale... passa il confine.
Resta solo il Manzoni...: "Soffermati sull'arida sponda... volti i guardi al varcato Ticino".
Spero la citazione sia giusta.
Ai miei tempi, al classico, si studiava duro..
Ah già... il Ticino non si può varcare.
A meno di cercare percorsi guerriglieri.
 
Mi ero dimenticata.. anche i traghetti sul lago Maggiore che uniscono le due sponde son sospesi...

Uno strano 2 Giugno

Sono debitrice per questa piccola riflessione politica dell'alba al mio amico Roberto Vitali... colonna della sinistra lombarda.
Non è farina del mio sacco.
Il 2 Giugno si festeggia la nascita della Repubblica Italiana.
In ricordo del referendum costituzionale del 1946 e del suo esito fondativo di una nazione.
Festa di tutti.
Sacra e inviolabile, equivalente al 14 Luglio in Francia e al 4 Luglio degli Stati Uniti.
La destra italiana, in opposizione al governo carica, per la prima volta dal dopoguerra ha deciso di occuparla... di stravolgerla in spregio a qualsiasi senso di unità nazionale.
Nessuna protesta civica... nessun caveat della grande stampa... nessuna preoccupata considerazione della sinistra.
Non esistono più spazi politici e fisici neutri ... in cui tutti gli italiani possano riconoscersi.
Dedico questa riflessione anche alle anime belle che, proprio in questi giorni, vagheggiano di governi di unità nazionale.
Con affetto..naturalmente..
Sono per il soft power.
 

Un tripudio di vita

Mai successo che il mio ulivo urbano producesse grappoli di fiori.
Le olive non nascono a grappoli.
Comunque un buon segno.
L'anno scorso non aveva fatto niente... adesso un tripudio di vita per la fase 3..
 

Fase 3?!

Oggi... non mi interessa comperare niente... la mia parrucchiera ha chiuso per sempre prima del Covid, stroncata da 2 negozi cinesi aperti vicino, non posso ancora abbracciare Fedra che compie gli anni perché abita in Lombardia... non ho capito se posso andare a Novara dalle mie amiche storiche e mangiare e ridere insieme a casa di Valeria, che quando vado a Novara mi prepara pranzi raffinatissimi..
Non ho capito se posso vedere gli amici a Torino.
Forse seduti sui gradini in giro.. come facevamo da ragazzi ... o su una panchina distanziati.
Non ho capito - ma davvero - se posso far venire in casa 2 o 3 persone e parlare un po'.
Comunque la fase che non si conclude... ma evolve, non mi è pesata molto.
L' impegno di cura verso la mamma è stato il vero lockdown ..
Il resto...uno scherzo.
 

Rip Antonio....

Solo 3/4 giorni fa aveva detto, con un sorriso strano, a un amico del Circolo 9, che sarebbe andato in Puglia...
Questo comune amico lo aveva incoraggiato e gli aveva detto che, dopo una malattia così lunga, si meritava una vacanza nella sua amatissima terra d'origine.
Ma Antonio sapeva che non sarebbe stata una vacanza, perchè aveva già programmato il suo funerale.
Tre anni di lotta contro una malattia che non perdona, di cui parlava a tutti con freddezza e precisione...
Che ha combattuto come un leone.. fino in fondo restando sè stesso.
Partecipando a ogni riunione del Circolo, lavorando nel Forum Trasporti della federazione... addirittura producendo, per le elezioni regionali, un documentato studio sulla Tav, che servisse a tutti come strumento di lavoro.
Con Antonio ricordo anche grandi risate, reciproche e scherzose provocazioni sull'essere noi due entrambi "zitelli" convinti, ma segretissimi sui nostri amori....
E ricordo infine anni e anni di un percorso politico che, dal Pc ai Ds al Pd, l'ha visto sempre come un militante serio, tenace sui problemi, curioso e aperto...
Da lui mai durezze, mai ideologismi, mai vassallaggi di corrente...
Un militante, molto orgoglioso e consapevole di esserlo.
Nelle scorse elezioni per il Comune di Torino, il nostro Circolo lo candidò al Consiglio di Quartiere.
Per la tradizione da cui veniva non era abituato a gestire una campagna fatta di preferenze, che lo infastidivano anche un pò.
Andavamo insieme al Parco di Vittorio a distribuire materiale: lui si intratteneva ad ogni panchina a discutere e parlare, distribuiva il materiale generale del partito.. e io facevo il "manovale", dando via i suoi santini.
Condividevamo molte analisi sulla fatica della politica attuale, sulla difficoltà a passare dall' "io" al "noi".
Adesso se ne è andato, e sicuramente questi due mesi di alienazione da Covid non ci hanno fatto pensare che il suo era un male implacabile, e di tempo ne era già passato molto...
Ricordo il suo sorriso, i suoi occhi intensi, e sono contenta che abbia deciso di riposare in Puglia, a casa.

Grazie per la vita che ci hai regalato, Ezio Bosso...

Da un post di 
 
"Mi ci è voluto un po' per trovare le parole.
Per me non era il Maestro che negli ultimi anni aveva fatto innamorare tutti della sua passione per la vita e per la musica, che poi per lui erano la stessa cosa.
Per me Ezio Bosso era un ragazzo di 10 anni più giovane incontrato per Torino a metà anni 80 con lo stile inconfondibile dei Mod e degli Statuto. Tutti lo chiamavano Xico. Non un amico, a quell'età dieci anni di differenza sono molti, ma con molti amici più grandi in comune e qualche ciao come va fuori dai locali del centro la sera.
Aveva la forza di quelli che si fanno un gran culo nascendo nelle barriere operaie delle grandi città e gli omaggi se li son preso tutti gli altri. Una umanità che nulla può distruggere, contagiosa, se riesci a non rimanere schiacciato nella collera della condizione di partenza. Una umanità che non perdi neanche se diventi Grande perché non sei mica scappato, sei rimasto chi eri proprio perché è da lì che venivi."
 

Il tempo del coraggio

25,6 miliardi al lavoro..
15 o 16 alle imprese, 3,2 per rafforzare la sanità..
Eppure l' accoglienza del paese e delle varie categorie sociali sembra di grande delusione.
L' attacco viene specialmente da Confindustria, Associazioni dei Commercianti etc., che rivendicano più risorse a fondo perduto.
Aspirazione legittima, perché la perdita di fatturato presente e l'incertezza sulle possibilità pratiche di lavorare nel futuro mette in ginocchio intere categorie di famiglie... dipendenti.
Ma le risorse non sono illimitate..
Le agevolazioni fiscali per le imprese sono significative, ma sembrano poca cosa..
Le risorse, queste sì a fondo perduto per le piccole e medie imprese fino al 20 % del fatturato perso ad Aprile, sembrano pannicelli caldi.
In sintesi, per quanto appare fino ad ora e prima della discussione parlamentare, il paese sembra apprezzare gli interventi come cassa integrazione in deroga, reddito di emergenza, regolarizzazione dei lavoratori agricoli e domestici, interventi per la qualificazione della sanità pubblica, della ricerca e dell Università.
Potremmo sintetizzare così: una massa ingente di risorse per l'emergenza sociale e alcuni settori del welfare pubblico.
Ma intorno ribolle la delusione e qualche volta la disperazione di interi settori produttivi e commerciali.
Tempestività degli aiuti alla persona ed efficacia di quelli più strutturali sono gli unici appigli possibili per dare speranza ai singoli e a una collettività ferita.
Vediamo cosa sapremo fare.
Ma certo incombe sul paese una dolorosa presa di coscienza che non si tornerà a un passato già precario.
Difficile in pace... la gestione di una crisi in tempo di guerra sembra a qualcuno superiore alle proprie forze.
E' il tempo del coraggio.
 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
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Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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