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Magda Negri

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Rivoluzione attiva

A chiusura di questo strano 25 Aprile, mi piace ricordare il giudizio di Palmiro Togliatti sul carattere sostanziale della lotta di Liberazione in Italia, come la sviluppò nel libro di Maurizio e Marcella Ferrara "Conversando con Togliatti" a pagina 263.
Togliatti entrò nella lunga diatriba tra rivoluzione passiva e rivoluzione attiva, che trae origine dal giudizio di Vincenzo Cuoco sulla Rivoluzione di Napoli del 1799 e arriva al Gramsci, che definiva il Risorgimento come rivoluzione passiva, perchè guidato dall'egemonia totale dell'ala liberal moderata con l'assenza quasi completa delle masse contadine.
Per Togliatti la Liberazione, diversamente dal Risorgimento, fu la prima rivoluzione attiva, in ambito nazionale, della storia d'Italia.
Rivoluzione antifascista, democratica, popolare.
I comunisti si fecero protagonisti dell'Unità nazionale e l'obiettivo nazional democratico della Guerra di Liberazione definisce il carattere di rivoluzione attiva della stessa....
Diversamente dalla Grecia, le forze comuniste e socialiste, che avevano guidato l' insurrezione al Nord, non si isolarono e non rinunciarono mai a parole d'ordine nazionali e democratiche.
Quelli della mia generazione hanno vissuto i dibattiti sull'occasione mancata e sulla Rivoluzione tradita, ma è proprio leggendo le biografie dei partigiani italiani, guardando più avanti alla Costituente, alla Repubblica, alla nascita di grandi partiti nazionali e di massa, che vediamo crescere il frutto di quella che fu un'eroica minoranza, che seppe unire intorno a sè gran parte delle masse popolari italiane e contribuì alla nascita del nuovo stato repubblicano.
L'unico che quasi tutti noi abbiamo avuto la fortuna di conoscere.

"Noi Partigiani"

Da ragazzi siamo cresciuti sulla lettura delle Lettere dei condannati a morte della resistenza italiana.
Io mi stupivo, pensando che erano ragazzi come me... con quella disperazione e quel coraggio.
Oggi dovremmo avere tutti in casa il grande libro a cura dell' Anpi " Noi Partigiani": 400 interviste a partigiani combattenti ancora in vita.
Un grande Lavoro di Gad Lerner, che sarà trasmesso anche su Rai3.
Il vero Memoriale della Resistenza italiana.

 

 

Buon 25 Aprile!

Si fa come si può.

Strano 25 Aprile....

Biden ce la può fare!

Pur consapevoli dei grandi limiti della nostra classe politica, cosa succederebbe in Italia se Conte invitasse i cittadini italiani a farsi a farsi un'iniezione di disinfettante per prevenire e curare il Corona Virus?
Sembra una domanda fantascientifica, ma poichè è accaduto in un importante paese dell'occidente, è giusto riparametrare il problema anche da noi.
Credo che lo internerebbero con un Tso e nascerebbe una naturale crisi di governo...
 
P.s.: incominciamo a sperare... Biden ce la può fare!
 

Uscendo dalla tana, si verifica la realtà

Mi dispiace non aver seguito le numerose letture della giornata del libro.
Sono iniziative che arricchiscono queste giornate così ripetitive.
Tutta la giornata condizionata da un intervento dentistico d'urgenza e dalle sue conseguenze fastidiose.
Comunque, uscendo dalla tana, si verifica la realtà.
Dei 2 taxisti che mi hanno accompagnato, una aveva ricevuto i 600 euro ... l' altro no.
Una dei due aveva un supertaxi da 8 posti e pensava di venderlo, perché diceva che non si sarebbero più caricati gruppi numerosi.
Il tecnico dentista, libero collaboratore a Partita Iva, non aveva ancora ricevuto i 1000 euro mensili dalla propria mutua di categoria... apprezzava la dilazione delle tasse, ma accusava una grande perdita.
Accettava la situazione... era contento che lo studio riaprisse, ma aveva previsioni pessimiste sugli effetti della seconda fase sull' epidemia.
Mi ha fatto una succinta lezione di virologica.
Osservazioni sparse... per capire cosa sta succedendo nella vita di persone dai redditi medi, che avranno ripercussioni concrete.
Altro, e più drammatico, sarebbe il discorso sulle sacche di povertà.
 

Si scrive Mes, si legge euro

 
 
Questo articolo di Bini Smaghi, pubblicato su Il Foglio di ieri 21 aprile, può essere considerato la conclusione del dibattito parlamentare che prepara la giornata di domani al Consiglio Europeo.
E' chiaro a tutti, dal primo all'ultimo dirigente militante leghista, come dal primo all'ultimo dirigente dei 5S, che è del tutto insensato rifiutare 36 miliardi del Mes a tassi di interesse bassissimi, finalizzati agli investimenti in sanità, investimenti a vasto spettro.
Lo capiscono tutti, e i paesi che hanno fatto ricorso al Mes duro di qualche anno fa - Spagna, Portogallo, Irlanda e Cipro - si dicono d'accordo ad usare questa linea di credito molto vantaggiosa.
Si dicono pur tuttavia disponibili a usare questa linea di credito agevolata per i prossimi anni, con una scadenza del prestito ancora da definire, forse dai 5 ai 10 anni.
Il costo per una scadenza di 10 anni dovrebbe essere circa lo 0,4%.
L'alternativa, per finanziare le stesse spese, è emettere titoli di stato italiani con la stessa scadenza, con un costo di circa l'1,8%.
Ricorrere a questa linea di credito privilegiata del Mes comporterebbe un risparmio di 570 milioni l'anno, quasi 5 miliardi per l'intero periodo.
Perchè andare contro il buon senso e la ragionevolezza?
Anche Berlusconi stasera, da imprenditore che va al concreto, si pone la stessa domanda.
La questione è strategica, non tattica, non propagandista, il Mes, anche con questa linea di credito privilegiata, è un elemento portante dell'Unione Monetaria Europea.
Senza Mes non è possibile, per i vari paesi, rimanere all'interno dell'area dell'euro.
Senza i finanziamenti del Mes, uno stato che perde l'accesso al mercato ha solo l'alternativa della ristrutturazione del proprio debito: emettere restrizioni sui risparmi dei propri cittadini, costringerli all'acquisto forzoso dei cosiddetti "titoli patriottici".
Senza il Mes la Bce non potrebbe intervenire per acquistare senza limiti titoli di stato del paese in crisi per evitare un aumento insostenibile dello Spread.
La cosa è chiarissima ai teorici della Lega, forse non chiarissima ma istintivamente vissuta dai 5S, parte dei quali ora ci stanno ripensando, ma temo non per motivi di profonda convinzione politica.
Io auguro a Conte di spingere avanti i meccanismi degli Eurobond, del Fondo per la ricostruzione sostenuto dai francesi e dagli spagnoli, e forse domani si prenderà tutti insieme ancora tempo per investire la Commissione di aumentare e usare il bilancio pluriennale dell'area Euro.
Ma la questione tempo non è una variabile.
La liquidità neppure.
Sarà una trattativa faticosa.
Speriamo che Conte, cui non mancano duttilità e abilità, riesca a circumnavigare gli scogli della ideologia.
Gli scogli restano, e la massa rocciosa sotto è molto pesante.

https://www.ilfoglio.it/economia/2020/04/21/news/si-scrive-mes-si-legge-euro-314031/?underPaywall=true 

Emergenza Covid19

E poi smettiamola di dire che niente funziona..
Mi è arrivato il bollettino Inps di pagamento dei contributi per la badante primo trimestre di 749 euro.
Dovevo pagarli entro il 10 Aprile, ma per Covid19 - così dice la lettera del sindacato - posso pagare entro il 10 Giugno.
Evidentemente l' Inps era sovraccarica di lavoro ... perché il bollettino è arrivato solo ieri.
Già prevedendo di annullare ogni mora.
Comunque pago prima perché sono distratta e mal organizzata e rischio di dimenticarmene.
 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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