header

Magda Negri

header

TAV: non è questione di ambientalismo



Molto giustamente Luciano Violante scrive su L'Unità di ieri una cosa di cui ci eravamo già accorti da tempo, ovvero che le frange violente del movimento presente in Val Susa hanno fatto un salto di qualità: siamo in presenza ormai di gruppi di violenti professionalizzati. Non a caso Perino, leader del movimento, dice che in Val Susa c'è una guerriglia a bassa intensità. Io credo che sia irricevibile la proposta dei sindaci di sospensione del cantiere.

Non è questione di ambientalismo: in Francia, dove pure gli ambientalisti non mancano, sono tutti convinti dell'utilità dell'opera. Siamo ormai in presenza di un'altra dimensione, di un uso politico della vicenda Val Susa.

Vendola dice che non si sente ancora di definire gli elementi estremi della protesta dei "provocatori", mentre quando c'è da bollare come non di sinistra Veltroni non ha esitazioni...

PD: disconnessione dalla base

Tesseramento PD TorinoC'è una gran fatica del PD. Fatica politica, non organizzativa.

Domenica mattina alla GAM di Torino al lancio della campagna di tesseramento 2012 del PD la sala era stracolma, anche se ho purtroppo riconosciuto quasi tutti i partecipanti: si trattava di tutto il quadro attivo degli ex DS, ormai un po' incanutito.

I relatori, a parer mio, non hanno aiutato a capire gli effetti discriminanti del governo Monti, i risultati acquisiti, oltre che gli insuccessi ed i problemi che restano sul tappeto - si pensi al problema degli esodati.

Serpeggia un tentativo di delegittimare da sinistra il governo, mentre il popolo delle libertà, riavutosi dallo shock del dopo Berlusconi, cerca maldestramente di accaparrarselo. Il PD invece manifesta nei confronti del governo Monti una disconnessione dei dirigenti dalla loro base.

Mondi vitali

Che cosa accomuna l'inaugurazione della biblioteca Leone Ginzburg del liceo Massimo D'Azeglio di Torino e la consegna del sigillo della regione Piemonte sabato 25 febbraio ai volontari della protezione civile? Non solo la bellezza della cerimonia, non la presenza delle istituzioni locali e nazionali ma la straordinaria forza morale, la concreta esperienza di vita che le due manifestazioni sono riuscite a racchiudere e trasmettere al pubblico nello spazio di poche ore.

Impagabile e commovente al D'Azeglio la rievocazione di quei docenti e di quei giovani straordinari, eredi della cultura liberale giobertiana di sinistra, che forgiarono nella Torino degli anni 20 e 30 un'avanguardia di intellettuali antifascisti. Toccanti i ricordi dei figli, le pagine di Segre e di Bobbio, il ricordo delle amicizie giovanili e la sfida sui valori ultimi, fino alla morte per torture nel 1944 di Leone Ginzburg.

Sabato mattina la palpitante esperienza dei volontari della protezione civile piemontese, la commozione , gli abbracci dei sindaci dei paesi de L'aquila, i ricordi delle tendopoli e dei mezzi eccezionali inviati dalla regione sono stati momenti di autentica umanità. Tanti morti, tanto aiuto, un ricordo indelebile.
I volontari presenti non erano giovanissimi né particolarmente atletici ma senza eccezione depositari di una capacità operativa fantastica. Come sempre in queste occasioni, gli ex alpini hanno presenziato con il loro cappello, la penna, il loro inossidabile spirito di corpo.

PD: serve autonomia sul tema del lavoro



L'intervista di Veltroni su Repubblica - buona, intelligente e moderata - ha creato qualche reazione di troppo in qualche giovane dirigente del PD poco adatto a svolgere operazione di sintesi.

Il PD non può essere una cinghia di trasmissione del sindacato. Sulle questioni della riforma del mercato del lavoro il PD deve elaborare una sua proposta autonoma e sostenerla con coerenza. L'autonomia del partito deve essere a 360 gradi: da Monti e dalle basi sociali di riferimento.

Non deve accadere come quando la FIOM sfilava sotto Botteghe Oscure contro Berlinguer o come quando il PC difese ad oltranza una scala mobile che doveva essere cambiata.

Ritengo che nel partito i tempi siano maturi per essere autonomi, nel rispetto reciproco.

Fassina: la storia si ripete

Non riesco a capire se Fassina è soltanto fazioso oppure se proprio non riesce a far propria la funzione di ascolto e mediazione che è d'obbligo per chi riveste ruoli dirigenti. È giovane e si diverte... Io mi diverto un po' meno nel constatare questa leggerezza di direzione politica.

Interessante l'analisi su Fassina di Antonio Funiciello pubblicata da QDR magazine.

Fassina andrà alla manifestazione della Fiom contro Monti, proprio come andavano alle manifestazioni della CGIL i dirigenti della sinistra PCI in polemica con Berlinguer che sosteneva il governo di unità nazionale. La storia si ripete.

Sull'argomento consiglio la lettura dell'intervista a Enrico Letta pubblicata ieri su l'Unità.

 

Boomerang su Telestudio

Lunedì 20 febbraio, dalle ore 21.30, sarò ospite della trasmissione “Boomerang” negli studi di Telestudio.
Si discute dei temi di stretta attualità politica.
Intervengono l’On. Cavallotto (Lega), Paolo Turati (economista) e l’avvocato Boeti Villani. Conduce Patrizio Brusasco.

Videoblog



Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

Ultime da Facebook

Il mio partito

Partito Democratico