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Magda Negri

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Doppio turno aperto a tutti ma no albo degli iscritti

Ho firmato l'appello di Gentiloni che mi è parso molto ragionevole affinchè il secondo turno delle primarie sia ovviamente aperto a tutti. Mi sembra necessario un secondo turno perchè il leader designato non può non avere la maggioranza assoluta.

Può benissimo succedere, come avviene per le elezioni dei sindaci, che l'elettorato del secondo turno sia più largo o diverso da quello del primo turno. Naturalamente chi va solo al secondo turno dovrebbe firmare e impegnarsi sulla carta di intenti del centro sinistra.

Spero che questo nostro ragionevole appello sia accolto prima della nostra assemblea del 6.

Trovo invece assolutamente cervellotica (e voterò contro) la questione dell'albo degli iscritti preventivo. Ne capisco le ragioni però, io per prima, sarei irritata di dover fare due registrazioni e due code. 

La doppia coda sa tanto di burocrazia para ministeriale e la gente, giustamente, non la farà.

L'Italia dei democratici

Venerdì 12 ottobre 2012 - ore 18,30
Aula Magna istituto Avogadro
Via Rossini 18, Torino

Intervengono:

  • Elsa Fornero
  • Beppe Berta
  • Bruno Manghi

L'Italia dei democratici

 

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L'uso partitico delle risorse istituzionali: ecco il peccato originale

Cara Mercedes, dire "le dittature costano meno" non è sufficiente!

Mi dispiace davvero che Mercedes Bresso abbia voluto liquidare la questione relativa agli eccessi delle spese dei gruppi consiliari con l'espressione "le dittature costano meno".

Pare evidente ormai che nell'arco di 15-20 anni, con l'accordo di tutte le forze politiche, si sia sedimentata e stratificata una gestione partitocratica delle istituzioni. Teoricamente i DS e il PD l'hanno sempre criticata, ma nei fatti pare che non si siano distinti in modo particolare: la vicenda dei due mono-gruppi derivati dall'originaria lista "Insieme per Bresso" è una macchia che ancora richiede risposte.

Disturba certamente il gettone dato per le visite alle sagre paesane, ma sono assai più gravi l'incremento continuo delle dotazioni economiche dei gruppi, la non certificazione esterna dei bilanci e l'assunzione, con concorsi "dedicati", di ex-staffisti nelle pubbliche amministrazioni.

Il centro-destra ha sfregiato le istituzioni con una parentopoli immonda, ma una lettura politica di ciò che è accaduto impone un giudizio discriminante: non cadiamo nel calderone del "sono tutti uguali", il peccato originale consiste nell'uso partitico delle risorse delle istituzioni. In Piemonte, come altrove. L'occupazione successiva da parte di gruppi di interesse è solo la declinazione del degrado.

Giorni amari per la politica



Sono giorni amari per la politica. Si è aperta una questione democratica, in seguito alle scandalose vicende della giunta Polverini, che contribuiscono a confermare la lontananza crescente tra una certa classe politica e la gente comune. L'uso disinvolto e l'abuso del tanto denaro pubblico che afferisce ai partiti e ai gruppi consiliari sta gettando discredito sulla classe politica italiana, anche su parte della sinistra.
Molte cose che abbiamo fatto in Parlamento, come la riduzione dei finanziamenti pubblici, vanno nella direzione giusta.
Sarà utile anche lo svolgimento delle primarie del PD, che sta stimolando molta partecipazione e coinvolgimento.
Idee cominciano a circolare. Come tutto questo confluirà in una limpida proposta di governo è ancora tutto da vedere.

Il tema dei diritti civili tra PD e PdL

Il tema dei diritti civili ha avuto ampia eco alla Festa Democratica di Torino, anche se forse un po' troppo sbilanciato verso il problema del matrimonio gay piuttosto che della civil partnership. L'ipotesi del matrimonio gay ha riscosso in un questionario interno alla festa il 75% di indice di gradimento.

Com'è noto, durante l'assemblea PD del 14 luglio, malissimo gestita da Rosy Bindi, non fu messo ai voti un ordine del giorno su questo tema che anche io avevo sottoscritto. Fu votato invece un documento di analisi complessiva che, benché ricco e interessante, non scendeva nel merito di nessuna proposta legislativa. Resta quindi una mancanza di comunicazione interna al PD su questi temi.

La fondazione Magna Charta di Quagliariello ha presentato un documento identitario per il PdL ad uso campagna elettorale, nel quale ripropone l'intangibile valore della vita dall'inizio alla fine come cifra dei nuovi conservatori. In soldoni vuol dire che al Senato PdL e Lega tenteranno di far passare l'indegno testo Calabrò sul fine vita e di spaccare su questo il centro sinistra.

Sul principio di rottamazione

Ridicolo cadere nel giochino berlusconiano che loda Renzi come socialdemocratico dei nuovi tempi e, per la proprietà transitiva, poiché dice che Renzi sosterrebbe molte delle sue idee, include anche il PdL nel nuovo campo socialdemocratico. Espedienti meschini.

Non ho approfondito discorso di Verona di Renzi: sembra ricalcare molte delle proposte più riformiste e liberal dei DS, dell'esperimento Veltroniano, dell'ex Margherita, rivisitate anche nel Lingotto 2.

Ma questo resta nell'economia del discorso di Renzi una sorta di sostrato scontato e un po' posticcio. Il marchio originario che ha dato la spinta al processo Renziano resta il principio di rottamazione, che è grillismo ripulito in Arno che liscia il pelo al gatto dell'antipolitica. Dopo tanti mesi di ossessiva ripetizione, alla luce anche del grande ricambio dei gruppi parlamentari del PD a fronte di tutti i gruppi parlamentari europei e americani, risulta ormai, almeno a me, povera cosa.

Comunque resta da capire se queste elezioni primarie diventeranno di fatto quel congresso del PD che disgraziatamente Bersani non ha voluto fare o saranno una specie di riedizione delle primarie del 2005, cioè una passerella per molteplici vanitose personalità. Dal 6 ottobre in poi si capirà.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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