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Magda Negri

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Monti ci spiega il vertice europeo

Ieri al Senato siamo entrati "dentro" il vertice europeo appena trascorso.

Monti ha spiegato quello che è avvenuto a Bruxelles, che non tutti i giornali hanno spiegato con chiarezza: la logica della "riserva di attesa" posta all'approvazione del patto per la crescita e i risultati ottenuti in materia di stabilizzazione dei mercati.

Il vertice europeo non può fallire



Il vertice europeo non può fallire: rafforzare l'euro e la comunità europea, rafforzare l'unità politica, attivare meccanismi di cessione di sovranità, andare verso l'unità fiscale, l'unità bancaria, l'unità nel finanziamento dei progetti sono tutte cose che non possono non avvenire. Se no gli effetti sulle industrie e sulla vita delle famiglie saranno gravissimi.

Nella politica italiana succedono cose singolari: grave l'azione di PDL e Lega di far fallire le riforme. La riedizione dell'alleanza Lega PDL contro tutti, che è avvenuta ieri in Senato, mette a rischio il cammino futuro delle riforme.

Bisognerà capire: Casini è disponibile all'accordo con un centro sinistra riformista? Bene. Ma il PD deve esibire la sua carta riformista perché l'alleanza con Casini sia credibile e non una generica ammucchiata.

Pradleves: quando il cambiamento è governato con consapevolezza

Domenica 24 a Torino gli amministratori della prima e della seconda cintura hanno discusso delle prossime funzioni dell'area metropolitana che sostituirà, forse, la provincia.

Negli stessi giorni a Pradleves, piccolo comune occitano della val Grana, la comunità di valle festeggiava in modo singolarissimo gli accorpamenti di funzioni che la riforma delle comunità montane e le ristrettezze finanziarie impongono.

Questo piccolo paese non avrà più la possibilità di tenere aperta la sua scuola multi classe e nascerà a Monte Rosso, paese vicino, una scuola unificata di valle.

Tutto il Paese si è unito intorno ai bambini che terminavano le loro classi elementari e alla presenza del sindaco degli assessori e di tutte le famiglie ha concesso loro la cittadinanza onoraria.

Commovente il discorso della maestra Traversa, ultima di una schiatta di gloriose maestre di montagna, che ha ricordato ai ragazzi: "La vostra scuola non finisce, si sposta e si trasforma".

Ha evocato le immagini di trent'anni fa, quando in inverno nelle borgate intorno i genitori scavavano strade di neve e tutti i bambini in fila si recavano alla scuola elementare di Pradveles a 900 metri, provenendo da frazioni assai lontane. La maestra li aspettava e quando vedeva arrivare tutti quei puntini neri sulla neve bianca si rassicurava.

Tutto è cambiato da allora, ma il calore con cui questa piccola comunità ha accompagnato la trasformazione istituzionale è un esempio di come anche le cose più innovative e forse non sempre gradite possano essere governate con consapevolezza.

PD, Bilancio 2011: certificato, approvato e open

Non eravamo moltissimi ma considero la Direzione del PD tenutasi ieri piuttosto solenne. Abbiamo discusso e votato il Bilancio del 2011, certificato da Pricewaterhouse Coopers, la maggiore società di revisione a livello internazionale. Tutto bene, abbiamo anche un consistente avanzo di liquidità che potrà servire per la prossima campagna elettorale. Saremo anche il primo partito a pubblicare i numeri dei propri rendiconti anche in formato open data.

Com'è giusto, fra pochi mesi il rimborso elettorale dei partiti sarà dimezzato, quindi tutto il modello di funzionamento del Partito centrale andrà ripensato, probabilmente non riusciremo più a reggere 180 persone tra impiegati, giornalisti ecc... La spending review dovrà essere applicata in modo scientifico ad ogni voce di spesa.

Penso a un futuro prossimo in cui anche un grande partito come il PD possa vivere del proprio: meno contributi e rimborsi spese, più autofinanziamento.


Infografica Finanziamento ai Partiti

La comparazione europea dimostra che se passerà la riforma del finanziamento dei partiti l'Italia sarà prima dell'Inghilterra fra le nazioni che riservano meno risorse pubbliche ai partiti.

Si possono avere le idee più diverse in proposito ma è sempre bene partire da una corretta informazione.

Parleremo della crisi e del futuro di Torino. Un’importante occasione di confronto politico

Ripubblico qui una mia intervista uscita martedì 19 giugno 2012 su Torino Cronaca, disponibile anche in DPF.

 

Anche quest'anno i cittadini torinesi troveranno a giugno e a luglio in tanti comuni della provincia le Feste democratiche: un luogo insieme tradizionale e nuovo di incontro, divertimento e confronto politico. Un modo, insomma, per stare insieme intelligentemente in un momento così duro nella vita del paese, che servirà anche a far capire la natura delle difficoltà che viviamo e il modo per uscirne. 

Sen. Negri, il vento dell’antipolitica scuote tutti i partiti ma le Feste Democratiche continuano a godere di buona salute...


La realtà dimostra che questi appuntamenti davvero popolari continuano a corrispondere nel modo più democratico alle esigenze di partecipazione vera, personale e non virtuale, di tanti cittadini e di tanti lavoratori. I quali vogliono, anche divertendosi, toccare con mano come funziona un grande partito, incontrarne i rappresentanti, conoscere non solo i decisori pubblici ma i rappresentanti di associazioni e di movimenti. In sostanza, diventare protagonisti, anche solo partecipando a un dibattito, delle trasformazioni e dei cambiamenti del proprio quartiere, della propria città, dell'Italia.

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Quando è in gioco la libertà personale non ci devono essere strumentalizzazioni politiche



Non è mai bello con il proprio voto mandare in prigione una persona, anche se non c'era davvero nel caso di Lusi nessun fumus persecutionis. Eravamo chiamati a decidere se nella richiesta della magistratura ci fosse fumus persecutionis: non c'era.
Bene fa il gruppo del PD a lavorare ad una riforma costituzionale per togliere questa materia al parlamento e assegnarla ad una sezione della Corte Costituzionale formata da sei giudici.
Sono molto chiare le mosse di PDL e Lega, che hanno scelto di salvare De Gregorio e di non salvare Lusi: quando c'è in gioco la libertà personale non deve esserci strumentalizzazione politica. Siano organismi terzi a decidere, usciamo dall'autogoverno del parlamento.
Per il resto siamo un po' sul Titanic: si compone e si frange ripetutamente l'unità tra PDL e Lega ed tornato in campo Berlusconi...

Metteteci "OP" (Operaio): una storia d'altri tempi

Domenica 17 giugno, Vercelli, circolo dei lavoratori. Sotto un assolato tendone, Enrico Morando discute della crisi italiana ed europea con il Presidente della Camera di Commercio locale.

Ma l'occasione vera è un'altra: siamo tutti convenuti qui per ricordare a venti anni dalla morte il nostro carissimo amico Pier Mario Bazzacco. Ce lo ripromettevamo anno dopo anno, ma solo ora siamo riusciti a riunire quelli che con lui condivisero esperienze di vita e di militanza. Forse pubblicheremo un ricordo ufficiale. Io tengo la foto di Pier Mario vicino a quella di Domenico Carpanini: non solo compagni ma amici tra i più cari della giovinezza.

Pier Mario, una storia come adesso non ce ne sono più: figlio di operai cresciuto a Trino nella bassa vercellese, rimasto orfano a 10 anni, operaio a 13, individuato dal Partito Comunista di Vercelli per la sua precoce militanza sindacale e portato per mano, da una organizzazione che sapeva scegliere i migliori, fino alla segreteria provinciale per poi diventare assessore al comune di Vercelli.

L'ho conosciuto nel 1972 quando insegnavo alla scuola di partito del nord di Faggeto Lario e lui si distingueva per simpatia e vivacità fra tanti giovani quadri. Gli piaceva godersi la vita, gli piacevano le donne e spesso rimaneva chiuso fuori di notte.

Lo ritrovai nel 1983 al comitato regionale del PCI: scoppiava lo scandalo Zampini e lui fu subito dalla parte della chiarezza, della trasparenza e del rinnovamento. Riformista vero, popolare con il gusto della battuta salace, insieme a me cercò di dare un'onesta battaglia politica contro il consevatorismo operaista di alcuni settori del PCI piemontese.

Si distinse per una precoce battaglia federalista per l'unità e con la parte migliore dei socialisti aiutò Occhetto nel difficile passaggio del 1989.

Poi una sera ci disse che gli era capitato di sbandare in autostrada e che non vedeva più bene il guardrail. Fu l'inizio di due anni di calvario: un bruttissimo tumore di cui non si riusciva a trovare l'origine. Fino in fondo non perse il gusto unico che aveva per l'ironia e per la battuta anche su di sé e la sua prossima fine.

Il giorno prima che morisse ero andata a trovarlo in clinica. Guardammo insieme l'assalto di Elstin a Mosca, i gorbacioviani sconfitti. Ci interrogammo sulla possibilità di riformare il comunismo sovietico: con Petruccioli lui, io e molti altri avevamo sperato che Gorbaciov ce la facesse.

La figlia, che aveva solo 16 anni quando lui morì, mi ha indirizzato una lettera struggente che incomincia con: "Papà, 20 anni non sono niente".

Gli amici di sempre hanno voluto ricordare una delle sue infinite battute: quando lo nominarono assessore a Vercelli, appena trentenne, gli chiesero che titolo apporre davanti al suo nome. Pier Mario, che aveva si e no la terza commerciale, rispose metteteci "OP", operaio.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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