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Magda Negri

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In ricordo di Mario Gasbarri, tesoriere del Gruppo PD al Senato

gasbarri

Se n'è andato Sabato 11 a 61 anni. Forse è meglio dire che ha incominciato ad andarsene. Un ictus devastante, una notte intubato e poi il messaggio (un messaggio di Domenica? Che sarà mai) dal Gruppo che ci informava che Mario ci aveva lasciati.

Ha avuto, come meritava, l'onore della Camera ardente presso la sala Nassiriya al Senato, e la sepoltura al cimitero del Verano, dove Libero dice che il PCI aveva acquistato un luogo specifico per i suoi dirigenti.

Ricordato da Massimo D'Alema, la sua stella politica di riferimento, Mario era rimasto sostanzialmente un quadro del PCI, della sua migliore tradizione. Convintamente  nel PD, ma con una sua radicata identità, sempre orgogliosamente rivendicata.

Impagabile con il suo sigaro sempre in bocca, una strana "erre" francese innestata sulla parlata da provincia romana, burbero per finta, benefico per davvero, umanissimo con tutti e a me molto caro.

Abbiamo scherzato, ancora giovedì sera, congedandoci dal Senato: Mario, che non perdeva mai una battuta o un'allusione ironica, aveva detto che, se fosse morto, tutti potevano fargli l'orazione funebre, tranne Ceccanti, troppo Liberal e troppo veltroniano. Se fosse morto...

Martedì, sul suo banco al Senato, c'era un fascio di rose rosse. Lui non c'era più.

No alle Olimpiadi, si all'Ici per la Chiesa: elementi di riformismo coraggioso



Il governo Monti decide: ha deciso di non candidare l'Italia alle Olimpiadi - di certo una scelta di grande prudenza - ha deciso che la Chiesa pagherà l'ICI che deve sugli immobili usati per fini commerciali, non adibiti esclusivamente al culto.

Il governo Monti sta gradualmente mettendo in agenda un riformismo coraggioso, anche se, con l'Italia in recessione, il momento è molto difficile.

Cosa dobbiamo fare noi parlamentari, uomini e donne di partito? Riforma dell'articolo 49, riforma della natura giuridica dei partiti, riforma della legge elettorale, grande investimento sulla capacità dei cittadini di credere in una politica nuova ritengo debbano essere le prossime mosse.

Sono convinta che nei partiti e nel PD ci sia ancora grande forza politica, nonostante tutto.

Primarie: necessaria una riflessione



Liberalizzazioni e riforma dei contratti di lavoro impegneranno duramente il PD e il governo Monti nei prossimi giorni.
Vorrei però parlare di una questione non economica: Genova e le primarie.
Considero molto negativo il fatto che diminuisca nell'arco di 5 anni la percentuale dei votanti.
È negativo inoltre che un sindaco, pur criticato, venga delegittimato dopo il primo mandato: se un partito non punta sul sindaco uscente espone ai venti della critica il suo principale candidato.
Bisogna riflettere sul ruolo delle primarie: non sono naturali le primarie di coalizione, però, se si decide di farle, è necessario un percorso politico democratico che porti all'individuazione di un singolo candidato PD.

In memoria

In Senato, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è stato ricordato Oscar Luigi Scalfaro.

C'è chi ne ha esaltato il profilo "cattolico laico", strenuo difensore della Carta Costituzionale immodificabile (fu infatti a capo del Comitato del SI per l'abrogazione della riforma costituzionale del Centro destra del 2006) e chi dall'altra (il centro destra) ha pur con rispetto sottolineato il suo conservatorismo costituzionale.

Scalfaro fu nobilmente conservatore ma riuscì nella parte finale della sua vita a suscitare intorno a sè una vera passione e un movimento politico a difesa della Costituzione.

Io penso che sia necessaria ancora una opera di revisione costituzionale ma è certo da indagare il lato emotivo, psicologico, valoriale che intorno a questo padre della Patria si era davvero aggregato.

Di tutt'altro segno, più intimo ma anche più intenso, la cerimonia funebre in onore di Luciano Cafagna, il grande storico e dirigente politico socialista, studioso, da ultimo, di Cavour, della redazione di Mondo Operaio, ora rinato. Di lui non saprei dire meglio di quanto detto da Galli della Loggia apparso il 7 febbraio 2012 sul Corriere della Sera.

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Inaugurazione Anno Accademico 2012 a Torino: Sant'Agostino, Gramsci e contestazione

Come ogni anno la relazione del Magnifico Rettore suffragata da dati significativi dimostra l'eccellenza dell'ateneo torinese, soprattutto nelle materie scientifiche. Diversamente da ogni anno questa volta esplode - in forme invero civili - la questione del taglio alle borse di studio EDISU, che attiravano in Piemonte un gran numero di studenti e producevano un significativo indotto sull'economia cittadina. Si fa cenno ai problemi di governance sorti in seguito alla legge Gelmini relativi alla destrutturazione delle vecchie facoltà nei nuovi dipartimenti. Il rappresentante degli studenti invoca il mondo antico del lavoro a tempo indeterminato e il ruolo dell'università pubblica, aperta, di massa che comunque riesce a coniugarsi con l'eccellenza. Mi resta l'impressione che la formazione politica di questi studenti sia drammaticamente datata.

Elsa Fornero interloquisce con i rappresentanti degli studenti, il ministro della salute Balduzzi sollecita dalla Regione Piemonte un piano organico per la città della salute di Torino e Novara.

Giornata tutto sommato positiva ma, diversamente per quanto riguarda l'inaugurazione dell'anno giudiziario, ho avuto l'impressione che l'accademia torinese fatichi a riparametrare i buoni risultati del proprio lavoro, con il disallineamento tra formazione e lavoro che va incrementandosi anno dopo anno.

Bello che il direttore Loredana Segreto abbia ricordato Sant'Agostino e il suo eterno presente, riferendosi ai problemi dell'ateneo e ricordando la faticosa vita, nel 1911, dei migliori studenti del regno che avevano in premio la possibilità di venire a Torino al Real Collegio Carlo Alberto: con 39 lire al mese non riuscivano a pagarsi l'alloggio e la legna necessaria al riscaldamento. Uno di quegli allievi fu il sardo Antonio Gramsci...

Una fase nuova dopo Lusi



Il Presidente Napolitano a Bologna in occasione della sua laurea ad honorem, nel suo bellissimo discorso sulla politica parla dei partiti: non c'è movimento culturale, sostiene, che possa sostituire i partiti, anche quando sbagliano, anche quando tradiscono la loro missione. Penso che questo ci riguardi particolarmente, in questi giorni.

Il caso Lusi testimonia una grande crisi. Abbiamo sbagliato quando, costituendo il PD, abbiamo accettato che i finanziamenti pubblici dal 2006 al 2010 rimanessero separati. Allora c'erano tanti debiti, non ci si sposa portando in dote tanti debiti. Adesso però possiamo sanare la situazione: chiarite le responsabilità individuali, tutto ciò che resta dei finanziamenti pubblici e di DS e Margherita venga messo in un unico conto si distribuiscano - io propongo - alle federazioni, ai circoli di base.

Si può chiudere una fase e incominciare anche se tardi una fase nuova.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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