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Magda Negri

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Serve senso di responsabilità

Veri o falsi che siano, molti episodi attinenti al PD che rimbalzano dai Social Network alle pagine locali di Stampa e Repubblica, aumentano dubbi e discredito intorno al PD locale. Bisogna invece dare la giusta misura ai fatti in oggetto, lasciare lavorare gli inquirenti, censurare ogni tentativo di strumentalizzazione a fini di lotta politica interna.

Esorto al senso di responsabilità, di misura, alla fiducia reciproca. Non mancherà il tempo per individuare le responsabilità politiche. Massima fiducia specialmente verso i nostri bravissimi Mara, Carola, Cristina e Gianni, le "colonne tecniche del PD".

Bodrato, Tonini e Zagrebelsky al Sermig

Sabato al Sermig dibattito con Guido Bodrato, Giorgio Tonini e Gustavo Zagrebelsky. Manca Gotor causa influenza.

Le tesi in campo sono chiare: Tonini difende con pacatezza l’iter delle riforme istituzionali ed elettorali vedendone l’origine non tanto nel lavoro di vent’anni fa quanto nel Comitato costituito dal Governo Letta. Tutto normale, tutto già studiato, si tratta solo di dare concretezza ad un lungo lavoro verso la democrazia maggioritaria.

Guido Bodrato disegna scenari storici e non entra tanto nel merito delle singole proposte ma si capisce che l’attuale prodotto non gli piace.

Zagrebelsky è quello che mi ha stupito più di tutti. La sua è stata una riflessione tutta in negativo sull’inadeguatezza e il corrompimento delle democrazie contemporanee. È chiaro che vede un pericoloso restringimento della rappresentanza e un nuovo pericolo autoritario. Curioso: sia Bodrato che Zagrebelzky non entrano nel merito e oppongono dubbi, contrarietà e perplessità di sistema.

Forse le riforme le faremo ma è chiaro che siamo lontanissimi da ogni spirito costituente. È passato il periodo storico delle riforme elettorali e istituzionali come leva di nuovo potere dei cittadini e di efficacia del sistema. C’è un clima disincantato, come se il treno fosse già passato. Molto pubblico, un po’ anziano,  molto appassionato. 

Giorni fatali

Sono - in senso proprio - giorni fatali per l'Europa. Se la Grecia non accetterà nessun compromesso e continuerà a chiedere finanziamenti senza garantire riforme e riconoscere i patti europei si innesterà un virus per il quale non c'è ancora l'antidoto.

Giungono notizie più o meno rassicuranti dal fronte ucraino ma lo stop and go di Putin sulle questioni dei confini e la tentazione NATO di arrivare proprio sotto i confini russi (nonostante i patti del '91 quando la NATO garantì dopo il crollo del muro di Berlino che non si sarebbe espansa nei territori dei Paesi ex sovietici) tiene acceso un fuoco che cova sotto la cenere.

Tutto è cambiato da due anni in Europa ma fa troppo paura guardare in faccia la situazione.

Tutto molto difficile

Sia l’iniziativa di domenica del Ministro Poletti che quella di Ichino lunedì dimostrano con plastica evidenza che è abbastanza facile abbassare le tasse sul lavoro ma sarà difficilissimo attivare i contratti di ricollocazione, cambiare il sistema della formazione professionale, trovare lavoro degno per giovani e anziani.

I dati Istat di ieri ci dicono che cresce il lavoro povero e i dati della regione Piemonte che aumenta la disoccupazione dei lavoratori di 55 anni. Quella del mercato del lavoro sarà la riforma più difficile, più incerta sulla quale si misureranno innumerevoli inutili risse.

Faccia a Faccia Pentenero Ichino sul Jobs Act

Lunedì 9 febbraio 
ore 18
Sala delle Colonne, Municipio
P.za Palazzo di Città, Torino

Faccia a faccia tra Gianna Pentenero e Pietro Ichino:

Jobs Act, contratto a tutele crescenti, tramonto del regime di job property e nuovo Codice del lavoro. Potremo sperimentare in Piemonte queste innovazioni?

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Viva Mattarella

Viva Mattarella l’anticonformista del pensiero, del rigore e del riserbo nel tempo della politica urlata e dei tweet. Massima soddisfazione. Tutto quello che conseguirà per riforma, eccetera, è un altro tema, in un altro tempo.

Syriza, l'elezione del Presidente della Repubblica, la legge elettorale

Mille auguri a Syriza per un’efficace azione di governo di sinistra. Comunque: we want our money back, ovvero i 40 miliardi prestati dagli italiani alla Grecia.

Il metodo con cui si andrà a votare il prossimo Presidente della Repubblica fa rimpiangere la mancata elezione diretta del medesimo. È d’obbligo, in ogni caso, selezionare una presonalità di massima autorevolezza, di massima autonomia.

Bella discussione domenica scorsa all’assemblea regionale del PD: abbiamo votato un regolamento che consentirà a tutti di intervenire in un sito apposito del pd regionale.
La discussione si è poi concentrata su un’analisi di dettaglio della legge elettorale. Italicum: davvero nessun motivo per votare contro, trattandosi sia nel caso della proposta Renzi sia nel caso della proposta Gotor di un sistema misto di nominati ed eletti. Davvero pochissima differenza rispetto alle laceranti posizioni del passato sul sitema elettorale nell’Ulivo e nel PD. Pochissima differenza e massima strumentalizzazione.

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Appuntamenti

Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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