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Magda Negri

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Torino elezioni comunali

Sappiamo che è meglio vincere al primo turno, anche se personalmente ritengo che anche al secondo non avremmo problemi. La questione della qualità delle liste apparentate non può essere trattata con logica numerico-matematica. Non si capirebbe un'esplicita costruzione di una lista di personalità del centro destra, ben diverse dalla storia dei Moderati di Portas, che non ha titolo personale ma in quanto soggetto politico aderirebbe alla candidatura di Fassino. Ci sono vari modi (dichiarazioni, articoli, apprezzamenti sul programma) per sostenere il nostro candidato senza eccessivi condizionamenti politici. L'intervista di Vietti sul partito della nazione ha già creato sufficienti problemi.
 

Cose di sinistra

In verità non si riesce bene a capire se lo scontro politico in corso tra Italia e Unione Europea sui dossier più spinosi come flessibilità di bilancio, flusso dei migranti e difesa dal terrorismo sia così grave e profondo da meritare le tracotanti accuse di Renzi e le sdegnate risposte di Junker.

Dal momento che i trattati non possono essere rivisti in breve tempo e che godiamo in modo straordinario della politica monetaria di Draghi bisognerà trovare un compromesso politico accettabile e specialmente uno "stile" che l'Italia ha attualmente perso.

Intanto la cosa più di sinistra che è avvenuta in Europa in questi mesi è la straordinaria accettazione della Merkel di più di un milione di profughi e la decisione del ministro Schauble di destinare tutto l'avanzo di bilancio del 2015, circa 12 miliardi di euro, all'accoglienza dei medesimi.

Nessun leader, né Cameron né Renzi né Grillo né Hollande, nessuno dei giovani aspiranti leader di "Ciudadanos" o "Podemos", avrebbe dato una prova così straordinaria. I tragici fatti di colonia non sembrano smentire le scelte politiche fatte. Questa é egemonia, il resto rumore di fondo.

Immigrazione e unioni civili: così inizia il 2016

Il decreto sul reato di immigrazione clandestina rimandato alle camere, gli incredibili fatti di Colonia, la relazione privilegiata fra Ungheria e Polonia per bloccare gli esuli della rotta balcanica... Tutto lascia presagire che la questione dell'immigrazione in tutte le sue forme sará il convitato di pietra nella politica italiana ed europea. Con sviluppi inediti, non scontati. Personalmente temo un riposizionamento anche dell'opinione pubblica progressista con ricadute elettorali.
Il governo si sta comportando tutto sommato bene relativamente alle unioni civili, la cui approvazione è indilazionabile e la libertà di coscienza lasciata sull'adozione non mi pare, una volta tanto, come una furba ipocrisia.

Leopolda: una anomalia?

Non ho capito il risultato politico della kermesse della Leopolda, se non che è stata utile per un bilancio dell’azione di Governo e per un rilancio della stessa.

Il problema della famiglia Boschi c’entra poco.

Quando si passa dalla fase sorgiva di un movimento all’istituzionalizzazione e addirittura si assumono ruoli di governo è inevitabile che si perda smalto e freschezza.

Ho visto solo la televisione e mi è parsa una manifestazione di affetto, quasi di passione verso il leader che ritrova lì la sua constituency. Ma resta un problema: la Merkel fa qualche iniziativa privata alla Berliner Bahnhof? Corbyn ha qualche luogo prediletto nella dismessa metropolitana di Londra per riunire il “suo” popolo?

La politica italiana mantiene anomalie sconcertanti che non è detto che siano anticipazioni del futuro.

La palla di neve

Continua a stupirmi l’atteggiamento di cauta moratoria e di attendismo del governo italiano sulla questione della guerra all’Isis. Prima o poi saremo trascinati a prendere una posizione più netta e a dare un contributo più fattivo dell’attuale.

Tutti parlano di salto di qualità, Putin evoca addirittura (paradossalmente) l’uso di strumenti nucleari. Ashton Carter, segretario alla difesa degli USA ha parlato di una guerra da combattere e davincere in ogni modo.

Il califfato sembra insediarsi in quella Libia rispetto alla quale noi rivendichiamo - non so in forza di che - un futuro ruolo egemone. Pare evidente che occorrerà una nuova Jalta per il medioriente e il mediterraneo. La formazione di una nuova e fattiva alleanza allo stato dei fatti non vede l’Italia in un ruolo di rilievo geopolitico che possa proiettarsi nei prossimi anni.

Bersani e il riformismo

Pierluigi Bersani ha pubblicato alcuni giorni fa un’intervista sul Fatto Quotidiano dove accusa Renzi di non essere riformista perché avrebbe rimesso in gioco Berlusconi.

Mi spiace che Bersani sia ancora dolorosamente concentrato sul passaggio elettorale del 2013 e non abbia cambiato idea. Bersani dovrebbe rivendicare a se stesso il merito di avere comunque costituito una base parlamentare specialmente alla Camera sulla quale hanno potuto innestarsi numerose riforme che hanno avuto, seppure con il voto di ficucia, via libera e successo.

Per quanto riguarda la specifica questione di Berlusconi, anche se avessimo vinto più nettamente comunque la riforma elettorale e costituzionale doveva essere sperimentata anche con il centrodestra.  È stato sempre Berlusconi a rompere non il centro sinistra, che ha sempre proposto invece un percorso unitario.

Spero che la riunione promossa da Bersani e Speranza domenica a Roma possa guardare avanti con più fiducia reciproca.

La questione delle banche

La questione delle banche e del rapporto con le norme europee sui salvataggi bancari sta un po’ sfuggendo di mano: il rischio di derive è alto, il dibattito è velenoso e c’è ora in gioco la reputazione del sistema creditizio e finanziario italiano e anche la credibilità di authority e governo.

Era un capitolo che sembrava chiuso dopo il percorso normativo risultato di scelte condivise in sede europea ma evidentemente bisogna colpire chi ha sbagliato se non vogliamo logorare il rapporto di fiducia tra i risparmiatori italiani e gli istituti bancari.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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