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Magda Negri

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Conti a rischio e incertezza spingono la crisi italiana

Oggi su Il Foglio Guido Tabellini disegna un escalation forse incontrollabile per l'Italia tra procedure d'infrazione per eccesso di debito, possibili elezioni anticipate, possibile vittoria della Lega che, cavalcando comunque sempre la battaglia antieuropeista contro le regole europee sul debito, non riuscirebbe a rallentare la velocità della sua propaganda e dei suoi effetti distruttivi.
Procedura d'infrazione vuole dire sanzioni che aumentano progressivamente, fino a prevedere il blocco dell'erogazione dei fondi strutturali a favore dell'Italia.
Tempi lunghi, ma fino a che l'Italia resterà in violazione delle raccomandazioni europee, sarà esclusa anche dall'ombrello protettivo della Bce in caso di crisi finanziaria.
Tabellini dice che in America latina la storia dei partiti populisti insegna che non è facile una riconversione più morbida, più dialettica, per nessuno di loro.
E prevede che lo scontro con l'Europa avrà esiti imprevedibili.
Possiamo dire che tra populismo e sovranismo, il populismo dei 5S è stato soverchiato dal rullo compressore del sovranismo della Lega, e che il consenso, che sembra duraturo, verso Salvini, galleggia sulla amnesia, sulla rimozione, sul rifiuto inconscio del popolo italiano verso la necessità del risanamento.
Esigenze di sicurezza e lotta contro l'immigrazione mal governata, stanno ancora facendo velo a una comprensione più razionale del presente.
Ma l'estate sarà rovente, anche se non si andrà a immediate elezioni, la preparazione della finanziaria renderà impossibile, secondo me, la coesistenza tra Grillini e Lega.
Ogni scenario a questo punto, è possibile.
Anche governi tecnici e di decantazione.
Ma l'eccezionalità italiana del governo gialloverde, che isola il paese dall'Europa e lo scatena come Davide contro Golia, avrà prezzi alti nella vita dei cittadini.
 

Il sogno dell'anglosfera

Davvero impressionanti e non folkloristiche le immagini di Trump che tratta la gloriosa vecchia Inghilterra come un partner minore e affidabile perchè la Brexit ha picconato l'Europa, e fuori dall'Europa l'anglosfera trumpiana riempirebbe l'Inghilterra di soldi, di speciali trattati commerciali, ma di fatto sotto la cognizione di un ruolo subalterno e ancillare.
Chi l'avrebbe mai detto?
Come non poter essere d'accordo con quella manifestante Trafalgar Square che indignata dice: "Ma si è mai vista una cosa come questa, il capo di un altro paese che viene a insultare il nostro Sindaco di Londra?!"
E non solo il sindaco di Londra, ma anche Corbin!
Fino a dire che i 100.000 manifestanti di Trafalgar Square non esistono e sono una fake news contro di lui.
Potremmo mai immaginare che Angela Merkel venisse a Roma a insultare Virginia Raggi?!
Eppure, oltre l'Unione Europea, fuori e contro di essa, rimane ai singoli stati un futuro incerto, un vagare verso nuovi patti e nuovi alleati, nel rapporto 1:1 che le grandi potenze come Usa o Russia riserverebbero ai nuovi clienti.
E' forse il sogno e il rimpianto dell'antico impero, oltre che alle rivendicazioni nazionaliste, che fa scivolare il popolo inglese in una dimensione ignota e pericolosa.
 

Festa della Repubblica!

Buon 2 Giugno a tutti!!
Finisce la Monarchia, neppure per tantissimi voti, e l' Italia entra in un altro tempo storico.
Ve la immaginate un' Italia ancora retta da una monarchia, magari costituzionale..come la Spagna ad esempio?
Si balla sul burrone..lo sappiamo..e gli scandali e le stranezze quotidiane ne misurano la profondità.
Ad esempio io conosco politicamente almeno 2 dei generali cosiddetti ribelli.
Uno è collaboratore di una serissima fondazione di studi strategici e militari, con personalità della sinistra.
Una loro presa di distanza non è ascrivibile a beghe intergovernativa.
E' gente che ragiona con altri parametri.
Credo che sian in campo questioni che riguardano gli investimenti per la nuova difesa europea.
Problemi grandi, che i governi di centro sinistra gestirono con grande equilibrio ed efficacia.
Troppo grandi per i giallo verdi.
 

I democratici e il futuro del Piemonte

Riservandomi successivamente le osservazioni sugli esiti elettorali, mi sono concentrata in questi giorni sui risultati elettorali in Piemonte.
Non ho mai sperato di vincere, e non ho mai creduto ai sondaggi che davano Sergio Chiamparino e Cirio quasi alla pari perchè, se la matematica non è un opinione, aspettandomi una Lega a oltre il 30%, non riuscivo a capire come la somma delle liste della destra (FI, Meloni e altri) potesse essere raggiunta dalla somma delle nostre.
Bisognava avere uno split di oltre il 10%.
Senza illusioni quindi, nessuna disillusione.
La sinistra democratica e i progressisti in Piemonte però, rischiano di entrare in un lungo cono d'ombra.
Dò alcuni risultati delle europee divisi per provincia:
- Alessandria: Lega 41,81%, Pd 20,81%;
- Asti: Lega 43,14%, Pd 19,76%;
- Biella: Lega 41,93%, Pd 19,30%;
- Cuneo: Lega 43,94%, Pd 20,14%;
- Novara: Lega 40,88%, Pd 21,42%;
- Vercelli: Lega 44,37%, Pd 19,08%;
- Verbanio - Cusio - Ossola: Lega 44,01%, Pd 21,47%;
- Prov. Torino: Lega 31,74%, Pd 27,35.
Mentre in Torino città ci sono risultati più soddisfacenti, perchè la Lega è il secondo partito al 26,09%, e il Pd è al 33,47%.
 
Con queste basi di partenza i risultati delle regionali, dove il Pd era con molte piccole liste, non potevano discostarsi significativamente.
- Comune di Torino: per Sergio Chiamparino 50,10%, con il Pd al 30,40%.
- Ma già a Torino provincia, tutta, la coalizione di Cirio è al 41,86%, mentre la coalizione di Sergio Chiamparino è al 41,53%, con il Pd al 25,45%.
- A Novara la coalizione di Cirio è al 58,57%, e la nostra al 28,89%.
- A Cuneo Cirio 57,92%, e la nostra coalizione al 32%.
- A Vercelli 60,59%/27,78%.
- Nel Verbano 57,85%/30,71%.
- A Biella 57,33%/30,19.
- Ad Alessandria 58,07%727,99%.
- Ad Asti 57,20%/29,37.
Ecc.
 
Questa overdose di dati ci dice che non basta la bella vittoria del Pd e della Coalizione di Sergio Chiamparino entro la cinta daziaria, a innescare la scintilla per la riscossa dei democratici in Piemonte: in tutte le sue province e in tutte le sue diversità.
Il successo della lega ci parla di un popolo piemontese che cerca tutele, sicurezza, un ordine antico che non c'è stato mai, rassicurazione sugli antichi valori.
Ci sarà molto da lavorare, e molto da cambiare nel partito e nei suoi gruppi dirigenti, così deboli e divisi che non sono riusciti neppure a garantire l'elezione di un parlamentare europeo piemontese, aprendo porte e finestre a candidati della Lombardia e specialmente della Liguria.
Un immenso lavoro per tutti, nello spirito unitario e partecipativo che è finora il miglior risultato di Zingaretti.
 
 
 

La campagna elettorale che sta per finire...

Materiale praticamente tutto distribuito.
Email e telefonate praticamente quasi tutte fatte....
Domani tutti i circoli del Pd aperti e volantinaggi continui fino alle ore 19/20.
Per i candidati e per chi l'ha fatta, questa campagna elettorale è stata molto dura e faticosa, segnata da un clima pesante, di ostilità reciproca.
Certe volte sembrava di combattere nel fango.
Leggiamo che moltissimi sono indecisi, a poche ore dal voto.
E mi chiedo per quale motivo si possa ancora essere indecisi.
O si sceglie di continuare questa specie di equilibrio del terrore, che è la cifra distintiva del governo, e si scommette su un'Europa più chiusa e xenofoba, o si sfida il futuro possibile.
Ho visto tantissime persone, tantissimi volti, e ho sentito tantissimi commenti.
Perlopiù reticenti, dubbiosi, o segnati dallo sconforto.
Quelli convinti a sinistra erano molto orgogliosi di esserlo e di esserci.
Forse il Cattaneo tra pochi giorni ci dirà invece che c'è stato travaso molteplice di voti e inattesi sviluppi.
Ma a me sembra, alla fine di questa campagna elettorale, che gli eserciti siano fermi sulle loro colline.
Suor Giuliana Galli, vice presidente della Compagnia di San Paolo, che ho incontrato di fronte al Salone del Libro ci ha detto, con grande serenità intellettuale, che ciò che conta è il "posizionamento", e che il Pd si è nettamente posizionato dalla parte giusta della storia in questa contesa politica.
E che tanto poteva bastare.
Concordo con Suor Giuliana Galli.
 

La palude di un populismo violento

Sono fatti tra di loro non commensurabili.
Ma la cerimonia disertata dal sindaco di Palermo, per il ventisettesimo anniversario della strage di Capaci, non ha potuto essere unitaria.
Il comizio di Casa Pound a Genova, e le conseguenti reazioni di settori militanti dell'antifascismo...
Gli striscioni fatti togliere e la professoressa sospesa...
La condanna a morte di Radio Radicale da parte dei grillini...
Compongono un clima di profonda sofferenza sociale, dove le forze politiche di governo non riescono ad esser guida e mediazione, ma fomentatrici di discordia e di quotidiana provocazione.
Questa sera Di Maio è arrivato al punto di intimare a Salvini di non dire stronzate.
Linguaggio da bar.
Da compagni di merende.
Da saltimbanchi della politica e approfittatori della cosa pubblica.
No so se il governo continuerà e non è neppure la questione più rilevante.
Quello che ferisce la vita degli italiani è il paradosso di un governo innaturale.
L'esibizione volgare del potere per il potere.
Il blocco dell'iniziativa politica, a fronte dell'aggravarsi della situazione economica, di cui tutti sanno, che tutti temono, ma di fronte alla quale fuggono come conigli cercando sentieri laterali e armi di "distrazione di massa".
Il mio amico Claudio Petruccioli è solito dire che l'Italia è un paese dalla democrazia molto difficile.
Ci sembrava di avere imboccato un autostrada di sicura democrazia dell'agire politico, fondato sull'alternanza di soggetti politici portatori di programmi diversi, ma siamo invece finiti nella palude di un populismo stagnante, che è però sgorgato forte dalle vene profonde del paese.
E' responsabilità della sinistra democratica non averlo capito in tempo.
 
n averlo capito in tempo.
 
 

Domani si continua. Fino all'ultimo voto.

 
Eccoci qui, Corrado Tizzoni ed io, un pò stravolti, dopo quasi 3 ore di presenza al mercato di Corso Sebastopoli.
Festeggiamo anche noi Santa Rita con un bicchiere di vino e un Campari.
Gli unici a non sapere che oggi era la festa di Santa Rita!
Per cui, dalla chiesa vicino al mercato, continuavano ad uscire frotte di mature signore con tante rose in mano.
Noi, i volantini, le signore con le rose, i ragazzi indiani con fasci di rose in aggiunta....
Il tutto a comporre un'atmosfera un pò surreale ma comunque festosa.
Certe volte ho l'impressione che la gente abbia tirato giù una tenda, per non pensare.
Un signore della Valle d'Aosta, ostinatamente ripeteva che non poteva votare candidati del Piemonte perchè lui aveva un altro collegio elettorale.
Una signora di Chivasso diceva che non poteva votare alle Europee perchè non era di Torino...
Surreale!!
Abbiamo fatto "lezioni" con il fac - simile generale del partito, sulle tecniche di voto.
 
Però per tutta la mattina, con metodo arrogante e prevaricatore, il mercato è stato assediato dalla presenza del grande camion di Rosso, che con un nastro inciso invitava tutti i cittadini non di sinistra a votare la Lista della Meloni e lui stesso.
Contro ogni norma ha sostato per ore, spostandosi solo per pochi minuti, ma nessun vigile è intervenuto.
Ho visto con soddisfazione che creava fastidio tra gli avventori del mercato.
 
Domani si continua con il Flash Mob davanti al Comune di Torino per Radio Radicale e con una presenza in centro, spero che saremo molti.
 
Domani si continua. Fino all'ultimo voto.
 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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