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Magda Negri

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Il tema dei diritti civili tra PD e PdL

Il tema dei diritti civili ha avuto ampia eco alla Festa Democratica di Torino, anche se forse un po' troppo sbilanciato verso il problema del matrimonio gay piuttosto che della civil partnership. L'ipotesi del matrimonio gay ha riscosso in un questionario interno alla festa il 75% di indice di gradimento.

Com'è noto, durante l'assemblea PD del 14 luglio, malissimo gestita da Rosy Bindi, non fu messo ai voti un ordine del giorno su questo tema che anche io avevo sottoscritto. Fu votato invece un documento di analisi complessiva che, benché ricco e interessante, non scendeva nel merito di nessuna proposta legislativa. Resta quindi una mancanza di comunicazione interna al PD su questi temi.

La fondazione Magna Charta di Quagliariello ha presentato un documento identitario per il PdL ad uso campagna elettorale, nel quale ripropone l'intangibile valore della vita dall'inizio alla fine come cifra dei nuovi conservatori. In soldoni vuol dire che al Senato PdL e Lega tenteranno di far passare l'indegno testo Calabrò sul fine vita e di spaccare su questo il centro sinistra.

Sul principio di rottamazione

Ridicolo cadere nel giochino berlusconiano che loda Renzi come socialdemocratico dei nuovi tempi e, per la proprietà transitiva, poiché dice che Renzi sosterrebbe molte delle sue idee, include anche il PdL nel nuovo campo socialdemocratico. Espedienti meschini.

Non ho approfondito discorso di Verona di Renzi: sembra ricalcare molte delle proposte più riformiste e liberal dei DS, dell'esperimento Veltroniano, dell'ex Margherita, rivisitate anche nel Lingotto 2.

Ma questo resta nell'economia del discorso di Renzi una sorta di sostrato scontato e un po' posticcio. Il marchio originario che ha dato la spinta al processo Renziano resta il principio di rottamazione, che è grillismo ripulito in Arno che liscia il pelo al gatto dell'antipolitica. Dopo tanti mesi di ossessiva ripetizione, alla luce anche del grande ricambio dei gruppi parlamentari del PD a fronte di tutti i gruppi parlamentari europei e americani, risulta ormai, almeno a me, povera cosa.

Comunque resta da capire se queste elezioni primarie diventeranno di fatto quel congresso del PD che disgraziatamente Bersani non ha voluto fare o saranno una specie di riedizione delle primarie del 2005, cioè una passerella per molteplici vanitose personalità. Dal 6 ottobre in poi si capirà.

Festa Democratica

31 agosto - 16 settembre
Piazza d'Armi, Torino

Sabato 15 settembre 2012
Ore 21.00: “Diritti: energia per il futuro dell’Italia“.

Intervengono: Barbara Pollastrini, Deputato PD, Albertina Soliani, Senatrice PD, Domernica Genisio, Presidente Comm. Pari Opportunità Città di Torino, Aurelio Mancuso, Presidente Nazionale Equality Italia, Magda Negri, Senatrice PD, Andrea Stara, Consigliere regionale. Modera Andrea Benedino, Segreteria Provinciale PD Torino.

Festa Democratica 2012 Torino

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11 settembre

11 settembre: data tragica che ha cambiato la storia del mondo. Con grande unità repubblicana negli USA si sospende, per un giorno, la campagna elettorale e non si usa né ci si rinfaccia la politica estera - così decisiva nella storia delle elezioni americane - per immediati scopi elettoralistici.

In Italia dopo il discorso di Bersani a Reggio Emilia, le cose si sono ulteriormente complicate. Oggi ad Omnibus giustamente Rosi Bindi ha detto: "troppo rosso nell'attuale PD e nel programma delle primarie del segretario, io vengo da una sinistra democristiana acomunista che ha sempre considerato Dossetti e La Pira più a sinistra di Togliatti". Bene, ma non è detto che la soluzione dei nostri problemi sia nella corsa "a sinistra".
Secondo Rosi Bindi, Matteo Renzi - che non voterò ma che ha nel suo bagaglio molte idee costitutive del progetto originario del PD - è un marziano che lacererà il Partito. Strano modo di considerare le primarie.

Ritorna il nodo originario: primarie di partito o di coalizione? Bersani a Reggio Emilia ha esaltato il percorso delle primarie aperte di coalizione: "che per ora è PD più SEL più API", ma Tabacci oggi annuncia che di fatto il PD sta celebrando tardivamente il suo congresso e che se le cose continueranno così lui non si candiderà.

Possiamo realisticamente pensare che PD con l'attuale linea più SEL più anime sparse del centro siano un'offerta politica in grado di reggere il baricentro del governo del paese in una fase politica come questa? Suvvia...



P.S. Casini, da noi tanto corteggiato, ha scelto Monti come Premier e la continuità con la sua agenda politica.
Intanto Vendola insieme a Di Pietro e sotto l'occhio benevolo di molti attuali dirigenti del PD vara il referendum per smontare le vere riforme realizzate dal governo Monti: quella delle pensioni e quella del mercato del lavoro. E l'Europa starebbe a guardare? Mi sa che con queste ambiguità le condizionali per l'uso del salva stati diventeranno molto ma molto onerose per il nostro paese.

Primarie nate confuse

E facciamoci pure la tara dell'amplificazione giornalistica estiva, aggiungiamoci pure la faziosità militante de nostro ceto giornalistico, .... mettiamoci tutto ciò che vogliamo però è francamente insopportabile il clima che si sta creando intorno alle primarie.

Nate confuse queste primarie stanno producendo solo confusione! Sono stata fra i pochissimi all'ultima Assemblea di luglio a chiedere, senza avere alcuna risposta dal Segretario, se fossero primarie di coalizione o di partito, con quali regole per la premierchip o perché altro e come potevamo indirle senza sapere quale sarebbe stata la legge elettorale.

Con somma leggerezza l'Assemblea nazionale votò di fatto la modifica dello Statuto che, in caso di primarie di coalizione, indicava il Segretario come unico possibile candidato, ma a luglio di fece così perché si capiva che l'investitura del segretario del 2009 apparteneva ormai a un altro mondo politico. Era evidente, non chiarito il contesto politico, che sia Bersani che Renzi cercavano un bagno di popolarità per sè di visibilità, di ruolo.

Troppo o troppo poco? quando si tratta di armare un progetto politico e uno scheletro istituzionale per il governo del Paese. Ora è evidente che la frittata è fatta e nessuno sa bene come gestire questa situazione, sul Fatto di oggi si scrive giustamente che con l'aiuto di Gori, Renzi sembra di allestire una specie di reality intorno a se e cercare la simpatia di casalinghe deluse.

Incomprensibilmente i Franceschini, i Fiorini le Rosi Bindy i Letta ecc. che approvarono questo tipo di primarie senza regole e senza finalizzazione, adesso tirano su barricate che difendono antiche spartizioni di potere. Perché tutti quelli che hanno votato queste primarie confuse solo 2 mesi fa ora hanno questi radicali ripensamenti?

Se va avanti così crescerà un'area di infantilismo politico e di tifo povero alla "ciao Darwin" la nota trasmissione di Paolo Bonolis. Intanto si proietta oltre il 2013 la triste e antica vicenda dei governicchi fatti su fase proporzionale e contrattati in Parlamento dopo il voto. Urge rapidissimo cambio di rotta.

Legge elettorale: tornare al testo Vassallo-Ceccanti

I continui distinguo di Vendola e Casini di fatto riazzerano la strategia elettorale del PD. Sempre più studiosi si accorgono che la maggioranza anche al 15% al partito più votato non è elemento di governabilità. O riusciremo a parlarne nei gruppi o continuerà solo lo slogan che il porcellum è il peggiore delle leggi elettorali.
 
Perché non riprendere la primitiva soluzione Vassallo-Ceccanti poi interrotta dall'offensiva semiprensidenzialistica del PDL? Oppure perché non prendere tutto semipresidenzialismo e collegio uninominale doppio turno e riaprire davvero tutti i giochi?

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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