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Magda Negri

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La dietrologia, quando non si comprende la realtà

Non amo le dietrologie e forse c’è molta fantasia dietro la ricostruzione sui rapporti fra Di pietro e la Cia a inizio anni’90. Non amo le dietrologie nemmeno sulla vicenda Stato Mafia di quegli stessi anni, sempre attorno al’92. E’ una specialità di noi italiani, quando facciamo fatica a capire la realtà, si ricorre alla idea della congiura.

Di congiura si parla anche in questi giorni sull’attacco al Quirinale, ma più che di congiura si tratta della coincidenza di tempi per cui l’uso abnorme delle intercettazioni  e il potere dei pm confluiscono in delicatissimo momento della vita dello Stato, nella persona di Napolitano, che garantisce un delicato equilibrio costituzionale.

Nel mentre,  compare una delicatissima materialità dei fatti che parla di crescita della disoccupazione e di una economia che non riparte , nonostante la tutela di Draghi sull’Euro e sui titoli di Stato Italiani dalla speculazione. Ma dovremmo cercare di diventare seri. Eppure l’opinione pubblica e la politica italiana restano più nervosi che seri.

E se il porcellum non fosse la legge peggiore?

A conti fatti il porcellum non è la legge peggiore perchè, come chiede Bersani, è l'unico dei modelli in campo, insieme al mattarellum, che consente di conoscere la maggioranza la sera stessa del voto. Fa bene LaStampa di ieri - con i dati di Weber e del Cattaneo - a dire che il premio dato al maggior partito, anche al 15%, in un contesto puramente proporzionale, non garantisce nessuna governabilità e apre tutti i multiformi giochi delle alleanze parlamentari ex post.

E' ingenuo pensare che anche un buon risultato PD + SEL automaticamente porterebbe i centristi e il centrodestra a riconoscere la leadership alla "sinistra di classe". Solo adesso appare evidente come sia stato grave abbandonare il confornto col centro destra su semipresidenzialismo accompagnato al doppio turno di collegio e, come second best, sia stato immaturo far cadere il Vassallum con liste corte, collegi, circoscrizioni piccole e alto sbarramento che era una forma più attenuata di bipolarismo. Non condivido le posizioni di Letta che esalta l'ipotesi greco-tedesca più le preferenze. Il giorno dopo elezioni incapaci di delineare una maggioranza chiara lo spread andrebbe a 1000, a ragione.

Questione di feeling

Da iscritta al partito avrei accolto con molto piacere alla Festa dell'Unità di Torino, città della Fiat e del lavoro, sia Airaudo, sia il ministro Fornero. Spero si possa rimediare a quelle che sembrano assurde discriminazioni. Il Pd è naturalmente il luogo dove si confrontano opinioni, progetti e programmi diversi e, sopratutto, il Pd è il partito che sostiene lealmente e convintamente il governo Monti, ministro Fornero compreso. Non temiamo il confronto, anche duro, e dialettico con tutte le idee. La direzione politica non è questione di feeling.

Rispettiamo Vendola: né il personaggio né la sua cultura politica sono facilmente assorbibili

Fioroni oggi su L'Unità sostiene due ipotesi apparentemente contraddittorie: da una parte dice di non proporsi né di sognare una sintesi tra democratici SEL dentro un unico contenitore di sinistra, dall'altra, esattamente al contrario, afferma che chi sostiene l'ipotesi di un scioglimento di SEL nel PD enuncia la sola evoluzione plausibile.

È quindi spianata per Fioroni la via della omologazione di SEL nel riformismo democratico, dopo il consapevole abbandono dell'antagonismo sociale e dell'antiglobalismo. 

Una via diritta e piana, dunque, anzi una discesa.

Presumo invece che sarà una salita di penultimo grado. E non se ne vede la fine.

I rischi di un PD bicefalo

Sottopongo alla vostra attenzione due articoli di oggi: Il dilemma dei centristi di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera e Se i partiti vivono in un mondo sparito di Ilvo Diamanti su Repubblica.

Concordo con la preoccupata analisi di entrambi: io penso e sono esplicita che Bersani abbia sbagliato, nel presentare il suo decalogo, a siglare un patto privilegiato con Vendola, pur tentando di isolare l'IDV.

In nessun modo si può pensare, come dice Panebianco, che il futuro governo possa reggersi su due gambe, una che vuole andare ad est e l'altra ad ovest. La prima quasi una riedizione della sinistra storica, con il PD e Sel, con programmi economici affini a quelli della CGIL, che ridiscuterà l'agenda Monti, la seconda fatta da Casini e schegge moderate che dovrebbe farsi erede dell'agenda Monti.
Mi viene alla mente un'immagine cruenta: quella del supplizio in cui il prigioniero viene squartato da due cavalli che lo tirano in direzioni opposte.

Stiamo sbagliando anche nel linguaggio, ad archiviare il termine "democratici" a favore di "progressisti" e "sinistra riformista".

Un centro montiano e una sinistra classica non raggiungeranno la massa critica per reggere la sfida dell'anno prossimo e l'ultimo consiglio BCE ha detto chiaramente che l'integrazione fiscale, economica, monetaria camminerà con le gambe delle riforme verificabili e i mercati non faranno sconti ai giochi politici.

Ha davvero ragione Ilvo Diamanti:

Le ipotesi di cui discutono i partiti e i leader risultano, per questo, inattuali. Come le mappe storiche che colleziono, disegnano confini e paesi che non esistono più […] Dopo Monti sono cambiate le mappe e le bussole della politica e del paese. Siamo entrati in un'epoca geopolitica diversa.

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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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