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Magda Negri

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Riforma del lavoro e questione RAI



Si sta concludendo in modo abbastanza soddisfacente la riforma del mercato del lavoro, materia ben più ampia dell'articolo 18, che avrà una manutenzione parziale. La mia preoccupazione è che restino senza tutele quei lavoratori che non potranno essere riconfermati per motivi economici. Continuo a pensare che la proposta Ichino fosse migliore, più di aiuto al lavoratore.

Questione RAI: sono d'accordo con la proposta di Bersani di un amministratore unico, di togliere le mani dei partiti dalla RAI. Che si possa fare questo in pochi mesi mi sembra difficile.

È un segnale importante inoltre che Monti abbia preso degli impegni per la battaglia contro la corruzione.

Il PDL è schizofrenico: un po' appoggia il governo e un po' se ne discosta. Credo che la situazione si chiarirà nei prossimi mesi.

Il sogno di una nuova Europa

Venerdì pomeriggio alla riunione di Libertà Eguale che si è tenuta a Torino, tutti i partecipanti - in particolare Massimo Negarville - hanno insistito sulla necessità di un sogno: il sogno di una nuova Europa, che accompagni la necessaria durezza delle politiche economiche con una rinnovata struttura politica.

Siamo forse stati nel nostro piccolo profetici perché i grandi d'Europa hanno lanciato la stessa idea: sabato 10 marzo è stato pubblicato contemporaneamente sui quotidiani  Corriere della Sera e Welt un appello da parte del Consiglio Italiano del Movimento Europeo e del suo omologo tedesco, Europaisch Bewegung Deutschland.

Oltre a sottolineare l'esigenza di politiche per la crescita che accompagnino l'austerità e aiutino a superare la crisi di fiducia, l'appello sostiene la necessità di riaprire il cantiere della riforma dell'Unione europea, considerando indispensabile un'unione politica più forte e un rafforzamento della democrazia europea.

L'appello si conclude così:

Fra poco più di due anni, mezzo miliardo di cittadine e di cittadini europei andranno a votare per rinnovare il Parlamento europeo. Restituiamo loro il sogno di una società europea solidale, giusta e democratica.

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Donne: nulla vi sarà regalato



Voglio dedicare questo otto marzo alle giovani donne italiane, che sono brave, studiano, spesso più dei maschi, ma temono di avere scarse opportunità di realizzazione lavorativa. Alle donne italiane verso le quali la società è molto spesso matrigna, come dimostra il deficit di occupazione che continua ad affliggerle. Bene ha fatto Monti ad aver tolto il 35% percento di Irap alle aziende che impiegano donne di ogni età.

Le donne che fanno tanta fatica ad emergere in ogni settore credo meritino una riflessione consapevole. La mia generazione ha rotto molti tabù sulla libertà sessuale e sull'autodeterminazione, contribuendo a cambiare questo paese. Ma molto rimane da fare.

Auguri alle donne che continueranno la battaglia che noi abbiamo cominciato: nulla vi sarà regalato.

Viva le donne

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In occasione della festa della donna pubblico una mozione del Senato, da me firmata, in cui si delibera di avviare un percorso che favorisca la parità di genere per l'accesso alle cariche elettive e si impegna il Governo a sostenere, in sede di riforma del sistema elettorale, iniziative che assicurino un'adeguata rappresentanza delle donne.

Un impegno concreto, per festeggiare meglio...

Auguri a tutte le donne!

Scarca la mozione in PDF

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Tiene il consenso a Monti, soprattutto nel PD

A quasi quattro mesi dal giuramento al Quirinale davanti al Presidente Giorgio Napolitano, il governo di Mario Monti continua a godere di buonissimi livelli di consenso presso gli italiani, come dimostrano tutte le indagini, compresa quella più recente di Renato Mannheimer uscita sul Corriere della Sera il 4 marzo scorso.

In particolare, tra gli elettorati dei tre partiti che sostengono l'esecutivo, è quello del Partito Democratico a far registrare i più alti livelli di fiducia. Una indicazione politica fondamentale per il gruppo dirigente del partito, per fare il meglio in quello che resta di questa legislatura e preparare coerentemente l'offerta politica ed elettorale in vista delle elezioni della primavera del 2013.

Primarie di Palermo: intrico illeggibile, positivo però il dato della partecipazione popolare

Dopo le infauste primarie di coalizione in vari comuni, dove il PD si è presentato con due candidati - investendone però solo uno del crisma dell'ufficialità, si è trovato a competere con SEL, IdV o qualche simpatico outsider, senza neppure verificare se la gara è fatta tra soggetti che hanno un programma comune di governo per la città... Ecco arrivare le primarie "kamasutra" di Palermo.

Questa volta abbiamo raggiunto il vertice di tutte le acrobazie e gli incroci possibili: l'unico candidato del PD non è stato sostenuto del PD ed è arrivato terzo. Il PD nazionale con Bersani, Vendola e Di Pietro ha investito su di un prestigioso personaggio come Rita Borsellino che però ha già perso in competizioni locali ed è inoltre esterna al PD. Un pezzo di IdV locale, il PD locale ed i centristi hanno sostenuto il giovane ex capogruppo dell'IdV che ha rotto i ponti col suo partito d'origine.

Un tale intrico rende difficilmente leggibile il risultato delle primarie. Resta positiva l'affluenza di popolo che, saltando tutte queste incerte paternità, ha manifestato la sua volontà di voler scegliere tra persone con le loro storie e i loro significati simbolici.

La crescente tenuta della partecipazione popolare alle primarie, anche se così mal congegnate, resta il dato politico e sociale più interessante e positivo di tutta la faccenda.

Bisogna scegliere: o le primarie diventano primarie del PD - facendo eventualmente anche un secondo turno di primarie di coalizione - oppure, se si vogliono proprio fare queste primarie di coalizione, bisogna depotenziarne il significato di competizione fra i partiti: si misurano solo le persone.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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