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Magda Negri

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Pare che il mondo si stia occupando attivamente di noi

Pare che il mondo si stia occupando attivamente di noi.
 
Macron capisce la brutalità delle condizioni relative all'immigrazione.. la Commissione europea si affida a Mattarella per dare un governo al paese.. la Lepen, Farage e Putin esultano i nemici dell' Europa e stappano bottiglie in tutto il mondo..ma che il segretario del PComunista cinese - nonché Presidente della Repubblica popolare, nonché autonominatosi recentemente imperatore della globalizzazione asiatica - Xi Jin Ping si interroghi sulla crisi della democrazia italiana...
 
No..È troppo.
Ma la percezione degli altri ci aiuta a capire la sostanza del nuovo processo..oltre le miserabili baruffe e ripicche domestiche.

Le dimissioni di Renzi

Le dimissioni di Renzi sono un atto dovuto e una seria assunzione di responsabilità.
Bisogna che avvengano non come un abbandono carico di confusione.
Sono d'accordo sulla proposta di collocare il Pd all' opposizione netta senza appoggi di vario tipo ai populisti e alla destra a trazione leghista.
Ma le dimissioni sono dimissioni, senza ipoteche o ambiguità.
Mi infastidisce l' aria di manovre e di rese dei conti non precedute da una discussione vera, che deve prendersi i suoi tempi.
Non sono convinta che il metodo migliore sia la chiamata alle armi delle primarie con le solite modalità di schieramento e di plebiscito.
Preferirei una efficace discussione aperta che trovasse nell'Assemblea la votazione finale sui vari candidati segretari.
Comunque non sono queste questioni su cui impiccarsi.
Andiamo alla sostanza: un lavoro di lunga lena per costruire un campo riformista antagonista ai 2 vincitori di oggi.
Antagonismo e riformismo possono tenersi per mano.

Il magico mondo dei 5S

Mi è capitato ieri per caso di ascoltare in diretta su radio radicale la presentazione da parte di De Maio dell' ipotetico governo 5S.
Operazione propagandistica certo.
Costruzione irreale di un mondo di relazioni politiche esistenti, come se il Presidente della Repubblica non esistesse in carne ed ossa e nelle sue funzioni costituzionali...certo.
Ma una cosa ieri mi ha particolarmente stupito.
Di Maio continuava ossessivamente a ripetere che non era un governo di tecnici.
E che altro sarebbe un governo di professori - pur validi - strappati ai loro dipartimenti e agli amati studi che- come Di Maio continuava a ripetere.- non hanno mai fatto politica di nessun genere, vergini da qualsiasi precedente esperienza politica e istituzionale?
Mi chiedevo ieri perché temeva tanto questa definizione, pur nobilissima, di tecnici.
Poi ho capito.
Chi eserciterebbe la funzione di indirizzo politica in questo governo?
Quindi chi comanda?
Ma Gigi, ovviamente lui, e lui solo non è presidente del Consiglio ma dominus capo assoluto presidentissimo...
Gigi o la Casaleggio..Gigi o Grillo stanco del Vaffa....
Tante sono le cose che accadono nel magico mondo dei 5S.

LA VERA PARTITA TRA DESTRA E SINISTRA È SULL’EUROPA

LA VERA PARTITA TRA DESTRA E SINISTRA È SULL’EUROPA

Oggi su La Stampa, in prima pagina, leggo questo titolo: “Casa Pound offre l’aiuto a Salvini. La Lega non chiude. Obiettivo comune per un governo che ci porti fuori dall’Unione europea”.

E insistono chiedendo un governo sovranista.

Ecco cosa vuole la destra.

Anche i più moderati di questo campo chiedono “meno Europa”, e non solo in Italia.

L’obiettivo “più Europa” è quindi una netta e radicale contrapposizione alla destra.

Io rispetto tutte le opinioni e ognuno poi vota come crede. Ma definire di destra la lista “più Europa”, come si legge in alcuni commenti, è ridicolo. Non solo perché questa lista è componente essenziale della coalizione di centrosinistra, ma perché nella concreta situazione italiana ed europea la battaglia per portare più avanti l’integrazione e il rinnovamento dell’Europa è la base su cui la sinistra, in Italia e in Europa, può riprendere la sua iniziativa, e può riprenderla su tutti i terreni: per la costruzione di uno Stato sociale europeo, per una politica economica e fiscale comune (che, tra le altre cose, impedirebbe il trasferimento delle aziende nei paesi dove ci sono fiscalità e salari più convenienti ai padroni).

La Bonino, in questa campagna elettorale, è violentemente attaccata dai giornali di destra per le sue battaglie civili – divorzio, aborto, carceri, garantismo giudiziario. Ma ci sono persone che si considerano di sinistra e bollano la Bonino come di destra.

È un segno dei tempi che corrono.

Se poi si considera di destra una politica economica compatibile con l’esigenza di non fare crescere ma gradualmente ridurre il debito pubblico la cosa è preoccupante. E lo è non solo per l’economia italiana, ma soprattutto per le nuove generazioni, che si trovano questo fardello frenante nello sviluppo e nelle prospettive di lavoro.

Il fatto interessa anche l’Europa, basta leggere cosa è stato detto in questi giorni e cosa si farà, soprattutto per iniziativa della Francia e della Germania per affrontare i temi che riguardano alcuni paesi gravati da un debito pubblico pesante.

Discutiamo, quindi, ma facciamolo serenamente e ognuno poi, ripeto, decida come ritiene giusto votare. Ma lanciare slogan e appiccicare etichette a chi ha idee diverse non serve a nessuno.

27 febbraio 2018

Stavolta il torto non è dalla parte di Renzi

Commentando l'articolo dell'Huffington Post di ieri 27 febbraio:

http://www.huffingtonpost.it/lucia-annunziata/stavolta-il-torto-non-e-dalla-parte-di-renzi_a_23372144/?ncid=fcbklnkithpmg00000001

Non concordo, è stata una necessitata strategia di iniziative politica a due punte.
Ognuno ha esercitato l' influenza possibile e ognuno ha massimizzato il proprio messaggio.
Renzi, come capo politico, ha dovuto combattere - inevitabilmente sempre come tutti i capi politici - nel fango e nella polemica della quotidianeità.
Come tutti i capi politici.

 

"Se perdo non me ne vado"

Renzi ha detto: "Se perdo non me ne vado".
Espressione non felicissima secondo me.
Io avrei detto: "Non capisco il senso della sua domanda..siamo una squadra che lavora per assicurare al paese un futuro in Europa. Se perdo...mi rimetterò alle decisioni e alle valutazioni del partito"
Facile..no?!

Dal 2011 non esce un organico piano per i flussi di immigrati occupabili

Ero fermamente intenzionata ad assumere con regolare contratto come badante residente una signora equadoregna tuttora residente nel suo paese.
 
Lei era contentissima perché senza lavoro, con i figli ormai grandi e con la sorella a Torino da 18 anni.
 
Sono andata in Prefettura, in Questura, poi all' ufficio lavoratori stranieri della Cisl.
Tutti gentili e informatissimi sul decreto ingressi per i lavoratori extracomunitari apparso in Gazzetta Ufficiale del Gennaio 2018.
 
La Bossi-Fini che pur giustamente critichiamo è inapplicabile perché dal 2011 non esce un organico piano per i flussi di immigrati occupabili per lavoro dipendente strutturato.
Per il 2018 potranno entrare studenti, imprenditori, lavoratori stagionali per circa 30000 unità, con precedenza per alcuni già residenti in Italia..Argentini con discendenza italiana etc...
"L' anno prossimo?" ho chiesto.
"Dipende da chi vince le elezioni", aggiunge il funzionario della Cisl.
 
Ma dal 2011 governava sostanzialmente una coalizione comprendente il Pd.....
 
Ecco perché ha ragione Emma Bonino a chiedere una organica programmazione dei flussi immigratori per potenziare i canali legali.
 
Si può fare.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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