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Magda Negri

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Quando è in gioco la libertà personale non ci devono essere strumentalizzazioni politiche



Non è mai bello con il proprio voto mandare in prigione una persona, anche se non c'era davvero nel caso di Lusi nessun fumus persecutionis. Eravamo chiamati a decidere se nella richiesta della magistratura ci fosse fumus persecutionis: non c'era.
Bene fa il gruppo del PD a lavorare ad una riforma costituzionale per togliere questa materia al parlamento e assegnarla ad una sezione della Corte Costituzionale formata da sei giudici.
Sono molto chiare le mosse di PDL e Lega, che hanno scelto di salvare De Gregorio e di non salvare Lusi: quando c'è in gioco la libertà personale non deve esserci strumentalizzazione politica. Siano organismi terzi a decidere, usciamo dall'autogoverno del parlamento.
Per il resto siamo un po' sul Titanic: si compone e si frange ripetutamente l'unità tra PDL e Lega ed tornato in campo Berlusconi...

Metteteci "OP" (Operaio): una storia d'altri tempi

Domenica 17 giugno, Vercelli, circolo dei lavoratori. Sotto un assolato tendone, Enrico Morando discute della crisi italiana ed europea con il Presidente della Camera di Commercio locale.

Ma l'occasione vera è un'altra: siamo tutti convenuti qui per ricordare a venti anni dalla morte il nostro carissimo amico Pier Mario Bazzacco. Ce lo ripromettevamo anno dopo anno, ma solo ora siamo riusciti a riunire quelli che con lui condivisero esperienze di vita e di militanza. Forse pubblicheremo un ricordo ufficiale. Io tengo la foto di Pier Mario vicino a quella di Domenico Carpanini: non solo compagni ma amici tra i più cari della giovinezza.

Pier Mario, una storia come adesso non ce ne sono più: figlio di operai cresciuto a Trino nella bassa vercellese, rimasto orfano a 10 anni, operaio a 13, individuato dal Partito Comunista di Vercelli per la sua precoce militanza sindacale e portato per mano, da una organizzazione che sapeva scegliere i migliori, fino alla segreteria provinciale per poi diventare assessore al comune di Vercelli.

L'ho conosciuto nel 1972 quando insegnavo alla scuola di partito del nord di Faggeto Lario e lui si distingueva per simpatia e vivacità fra tanti giovani quadri. Gli piaceva godersi la vita, gli piacevano le donne e spesso rimaneva chiuso fuori di notte.

Lo ritrovai nel 1983 al comitato regionale del PCI: scoppiava lo scandalo Zampini e lui fu subito dalla parte della chiarezza, della trasparenza e del rinnovamento. Riformista vero, popolare con il gusto della battuta salace, insieme a me cercò di dare un'onesta battaglia politica contro il consevatorismo operaista di alcuni settori del PCI piemontese.

Si distinse per una precoce battaglia federalista per l'unità e con la parte migliore dei socialisti aiutò Occhetto nel difficile passaggio del 1989.

Poi una sera ci disse che gli era capitato di sbandare in autostrada e che non vedeva più bene il guardrail. Fu l'inizio di due anni di calvario: un bruttissimo tumore di cui non si riusciva a trovare l'origine. Fino in fondo non perse il gusto unico che aveva per l'ironia e per la battuta anche su di sé e la sua prossima fine.

Il giorno prima che morisse ero andata a trovarlo in clinica. Guardammo insieme l'assalto di Elstin a Mosca, i gorbacioviani sconfitti. Ci interrogammo sulla possibilità di riformare il comunismo sovietico: con Petruccioli lui, io e molti altri avevamo sperato che Gorbaciov ce la facesse.

La figlia, che aveva solo 16 anni quando lui morì, mi ha indirizzato una lettera struggente che incomincia con: "Papà, 20 anni non sono niente".

Gli amici di sempre hanno voluto ricordare una delle sue infinite battute: quando lo nominarono assessore a Vercelli, appena trentenne, gli chiesero che titolo apporre davanti al suo nome. Pier Mario, che aveva si e no la terza commerciale, rispose metteteci "OP", operaio.

Ciao Gino

È morto Gino Scicchitano, militante negli anni '70 e ' 80 del Pdup. Aveva poi scelto di stare nel PCI di Torino e, con alterne vicende, ha poi seguito il percorso di costruzione di una plurale sinistra riformista di governo.

Ricordo le bellissime serate di discussione a casa di Alberta Pasquero con Farbrizio Morri e tutti i compagni del Pdup: aperti, liberi, unitari.

Mi ricordo quando Alberta ed io lo raggiungemmo nella sua casa di Soverato e scoprimmo un po' la Calabria.

Non avevo saputo della sua malattia e per questo mi sento un po' in colpa.

 

Come sono messi i conti dell’Italia

venerdì 22 giugno ore 18,30
Parco del Monastero, Rivalta torinese

Il senatore Enrico Morando del PD, intervistato da Paolo Griseri de La Repubblica, ci parlerà della situazione dei nostri conti pubblici.

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Un alto prezzo politico per la vicenda delle nomine Rai

La vicenda delle nomine RAI, dove il PD ha deciso un aventino assoluto, rende ancora più incomprensibile e contraddittoria la linea di condotta sull'authority per la privacy e le telecomunicazioni. Ne abbiamo discusso nel gruppo e le polemiche erano ancora molto vive in direzione. Però nessuno si assume le proprie responsabilità. Sembra che ci siamo infilati in una gestione proprietaria delle nomine sulle authority di garanzia per saldare un patto tra le correnti interne del partito. Adesso ci ritraiamo dalla RAI.

Forse ha ragione Fioroni: sia il Governo a nominare tutto il CDA, sia esplicito il commissariamento. Però il primo tempo in questa vicenda continua a farci pagare un prezzo politico.

Nel 9 d.C. il generale Arminio sconfisse nella selva di Teutoburgo il generale Varo. Storica sconfitta, da cui la famosa invocazione di Augusto "Varo rendimi le mie legioni".
Abbastanza facile verificare nella vicenda delle nomine chi è Augusto, chi è Varo quante legioni (credibilità, voti...) abbiamo perso.

Riforme costituzionali: portiamo a casa un risultato



In Senato abbiamo cominciato la discussione sulle riforme costituzionali possibili e alla Camera marcerà la legge sulla riforma elettorale. Le due cose si tengono. Il PdL ha avanzato una proposta accrescitiva rispetto alle risultanze del lavoro della Commissione Affari Costituzionali. Il PdL è d'accordo con le elezioni a doppio turno ma ritiene vadano perfezionate con un impianto semipresidenziale. Proviamoci: se non troviamo l'accordo torniamo all'idea del premierato forte. Il semipresidenzialismo non è fuori dalla storia del PD: fu la proposta conclusiva della bicamerale D'Alema nel '99. Il semipresidenzialismo insieme al doppio turno di collegio può dare al popolo la possibilità di scegliere un presidente e gli eletti. Si è aperta una discussione: ora lavoriamo per portare a casa un risultato.

Grillini e Piraten

Ottimo successo di pubblico e di partecipazione per l'iniziativa organizzata da Libertà Eguale "Movimento 5 Stelle e Piraten ", tenutasi eri sera presso la Fondazione Antonio Gramsci di Torino.

Ha aperto Tonia Mastrobuoni con un intervento sui piraten tedeschi, seguita da Federico Fornaro che ha parlato del Movimento 5 Stelle: un "non partito" (la sede del movimento è indicata come il blog di Beppe Grillo) nato grazie ai Meetup che gli hanno permesso di passare dal mondo virtuale a quello reale e di creare una forte rete sul territorio. Non si tratta di antipolitica ma di una sfida alla politica.

Relativamente a queste ultime amministrative, Fornaro si chiede da dove arrivino i voti che hanno permesso al Movimento 5 Stelle di vincere al ballottaggio. Secondo le ultime analisi del Cattaneo, questi voti arrivano soprattuto da Lega e Idv, in parte dal PD quasi per nulla dal PdL. Questo mi sembra un dato degno di nota: Grillo insomma pesca voti dai partiti, non recupera l'astensione. E l'astensionismo è il fenomeno più preoccupante di queste amministrative.

Laura Siviero ci fa riflettere sul fatto che il web, sottoutilizzato dai partiti tradizionali, va bene per discutere, ma forse non è lo strumento più adatto quando si tratta di prendere delle decisioni, come sta emergendo da queste prime esperienze.

Secondo Igor Boni è naturale che quando la politica lascia uno spazio vuoto questo venga riempito: parliamo di politica, di opendata, di ambiente e saremo noi stessi l'antidoto di Grillo.

L'iniziativa si è conclusa con un graffiante intervento di un giovane membro del Gramsci che ha rivendicato il desiderio da parte dei giovani di essere protagonisti della scena politica, desiderio frustrato dal PD.

Il Movimento 5 Stelle nasce da una sincera voglia di essere protagonisti della rinascita del territorio ma ritengo che la sua carica "rivoluzionaria" sia inferiore a quella espressa dalla Lega ai suoi esordi: il cappio sventolato di leghisti nel '93 alla Camera è a mio parere una delle immagini più violente della nostra storia politica recente, più di qualsiasi "Vaffaday".
Non dimenticiamoci poi che il vero strumento che  ha travolto la formapartito in Europa sono state le primarie, che hanno sempre avuto una straordinaria partecipazione ogni volta che sono state indette.

Mi auguro che la riflessone vada avanti...

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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