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Magda Negri

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Dopo Bruxelles

Tutte le interpretazioni convergono sulla critica feroce ai servizi segreti belgi che conoscevano benissimo i tre attentatori, la loro abitazione, i loro spostamenti. Alcuni sostengono che sia stata l’Isis centrale a vendere Salah per distrarre l’attenzione e preparare nuovi attentati. Alcuni analisti vedono nell’ultimo attentato di Bruxelles una prova di debolezza rispetto all’ultimo attentato di Parigi, che aveva esibito una grande forza militare.

Il rapporto secretato consegnato ieri a Renzi dai nostri servizi lascia presagire situazioni di difficoltà anche per l’Italia. Però resta un senso crescente di impotenza: perché non si riesce a creare la polizia e l’FBI europea contro il terrorismo, così come è stato fatto per la mafia? È vero o non è vero che il trattato di Lisbona consente un’iniziativa di coordinamento autonomo dei paesi che desiderino farlo? Oppure, come dicono illustri analisti, deve esserci un passaggio parlamentare di ogni singolo paese per consentire di mettere in comunicazione tutte le informazioni possedute dai servizi segreti delle singole nazioni?

La lotta all’Isis in Europa è materia squisitamente politica dei governi nazionali e della commissione europea. Renzi dice che non è il tempo delle colombe e neppure degli sciacalli. Ha ragione. Ma neppure degli struzzi.

25 anni dalla morte di Donat Cattin

Sabato sono stata all’iniziativa promossa dalla Fondazione Donat Cattin per ricordarne i 25 anni dalla morte. Si fa presto a dimenticare. Palenzona, Morgando, Aimetti, hanno ricordato bellissimi episodi di lotta del grande sindacalista, la sua attenzione anche alle piccole vertenze di territorio, i tentativi di unione delle varie correnti delle sinistre DC fino all’ideazione di un partito laburista cristiano e la sua azione di parlamentare e di ministro che fu insieme a De Mita per più di un anno sospeso dalla DC perché si erano rifiutati di votare a Presidente della Repubblica il candidato indicato dalla maggioranza del partito.

Imparo che lo statuto dei lavoratori che vede Donat Cattin come artefice non era voluto non solo dal PC ma anche dalla Cisl, che già da allora non voleva nessuna legge dello stato nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro. Importante ricordare anche che la legge 675, detta di programmazione di settore, prevedeva rigorose valutazioni di politiche pubbliche per chiedere e usare i fondi dello stato, non a pioggia.

Ma il migliore intervento è stato quello di Sergio Chiamparino, che, valutando l’esperienza storica di Donat Cattin, ha sostenuto che la buona politica non può essere pendolo tra consociativismo e separatezza dal mondo del lavoro ma deve portare all’interno delle istituzioni i problemi del mondo del lavoro in evoluzione; che la politica non può essere dominata dalla logica del sondaggio e della retorica ma deve essere studio, confronto, visione.

Negli anni 80, secondo Sergio, tutto si è creato e tutto è stato bruciato: riforme istituzionali e riforme del mondo del lavoro. Si pensi a Tarantelli. Se non possiamo prendere dagli archivi della storia le soluzioni per il presente dobbiamo però comprendere che non siamo ancora usciti dallo stallo.

Anche Donat Cattin a suo modo non riuscì a uscire dal suo stallo personale: lui così vicino a Moro dopo la tragedia del figlio fu l’autore insieme a Craxi e a Forlani del Preambolo anti PC. C’era molto imbarazzo in sala su questo punto, ma, tant’è, quello che è accaduto è accaduto.

Unioni civili: una vittoria

Si concluderà questa sera il primo tempo della decennale vicenda delle unioni civili in Italia. Considero specialmente i diritti economici delle coppie omosessuali ed eterosessuali non sposate un passo in avanti essenziale, concordo in questo con Ivan Scalfarotto, che ha scritto un bel post sull'argomento.

Il secondo tempo, quello delle adozioni, se mai verrà, mi sembra di una eccezionale difficoltà giuridica e specialmente non avrà mail il sostegno di questa maggioranza raccogliticcia in Senato.

Se pensiamo però che 10 anni fa molte associazioni omosessuali chiedevano a Prodi di mettere la fiducia sui DICO e il governo di allora non lo fece, possiamo considerare quella di oggi una vittoria. Ma 10 anni sono davvero tanti. E i nuovi problemi della cogenitorialità scissa dalla generazione naturale saranno affrontati da una nuova e più omogenea maggioranza che uscirà dalle prossime elezioni.

Documento di Renzi e Padoan alla UE

Solo cinque giorni fa Monti, intervenendo in Senato,  aveva accusato il capo del governo italiano letteralmente di "fare correre grossi rischi all'Italia e l'Europa", perché non perdeva occasione di denigrare le modalità concrete di articolazione e di esistenza dell'Unione Europe. Avrebbe inoltre lavorato "alla distruzione sistematica di tutto quello che l'Unione Europea aveva significato fino al febbraio 2014 ."

Parole pesantissime cui era seguita la vivace risposta polemica di Renzi. Direi che il documento di intenti qui riassunto rimette le cose a posto, su gambe politiche. Si tratta di un documento a ragione considerato "ortodosso", che chiede il completamento dell'Unione Bancaria, il rafforzamento del mercato interno, un maggior coordinamento della finanza pubblica.

Questi obiettivi devono essere perseguiti con strumenti aggiuntivi, ma già discussi a lungo: un fondo europeo per contrastare la disoccupazione, l'uso del Fondo Salva Stati come una specie di fondo monetario europeo, puntello per la garanzia europea sui depositi bancari, gli eurobond per finanziare le spese per la migrazione.

Si chiede , in funzione anti ciclica, di usare in modo più attivo il bilancio europeo. Si propone inoltre un budget da assegnare a questo scopo a un Ministro delle Finanze della zona euro che dovrebbe avere un mandato politico del parlamento europeo.

È evidente la somiglianza di questa proposta a quella di Mario Draghi e dei due presidenti della banca di Francia e di Germania. Esplicito il richiamo alla Germania che viola a modo suo i parametri di Maastricht.

Dobbiamo mantenere un focus su questa discussione e l'iniziativa di venerdi 26 mattina a palazzo Lasciarsi è un primo importante momento.

Più famiglia per tutti

Lunedì 22 febbraio 2016
ore 20,45
Sala San Massimo NH Collection Torino
Piazza Carlo Emanuele II 15, Torino

Incontro per discutere del ddl Cirinnà. Modera Dunia Astrologo.

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Ex malo bonum

La polemica innestata dalle strambe punizioni previste dai cinquestelle per i dissidenti e i voltagabbana ha costretto il pd a riconoscere l’urgenza di una legge (ex art.49 della Costituzione) per la democrazia interna dei partiti. Benissimo, mancava proprio questa riforma per completare l’assetto costituzionale.

Nella 16° legislatura ci avevamo lavorato molto e sono già pronte ottime proposte unitarie. Adesso non ci sono più alibi, si tratta solo di prendere o lasciare. 

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Appuntamenti

Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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