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Magda Negri

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Primarie, tra riferimenti internazionali e provincialismo

Secondo quasi tutti gli istituti di ricerca, su Bersani si sono riversati circa la metà dei voti dei tre candidati esclusi e addirittura una quota di elettori anziani non coinvolti dalle polemiche sulle regole dell'ultima settimana.

Ichino ed io avevamo perfettamente previsto il risultato finale 60 - 40.
Bisognerà vedere ora se questo 60 e questo 40 riusciranno ad integrarsi ed allargarle la platea del PD o se vivranno come opzioni politiche non compatibili.
Il tempo davanti è poco e si vedrà presto.

Resta una considerazione: noi siamo tragicamente provinciali e ci rifacciamo ai modelli stranieri, ma sempre con il freno tirato e, per così dire, con riserve mentali non esplicitate. Vogliamo fare i  francesi ma non apriamo il secondo turno ai cittadini elettori così come ha fatto Hollande.
Vogliamo fare gli americani ma la sola idea del ticket Bersani - Renzi (analogo a quello Obama - Hillary Clinton) ci lascia sbigottiti e dubbiosi.

Le primarie all'interno del medesimo campo politico, fatte per individuare la premiership che servirà per competere con il campo politico avversario, impongono, il giorno dopo, coesistenza e cooperazione anche dialettica fra i principali contendenti.
In Italia invece prevale o la fazione, o la scissione, o il compromesso spartitorio.
Qualcosa non funziona, ma i giorni prossimi ci chiariranno le idee.

Ballottaggio del 2 dicembre: grandissimo casino

Trovo gravissimo perché è un palese caso di pubblicità ingannevole l'appello al voto pubblicato in forma anonima sui principali quotidiani nazionali che, secondo l'esposto fatto da tutti gli altri candidati, sarebbe da ricondurre alla fondazione Big Bang della Leopolda.

Il cittadino normale, leggendolo, pensa che sia sua piena facoltà iscriversi al secondo turno delle primarie scrivendo una mail entro il 30 novembre al coordinamento Primarie Italia Bene Comune della propria provincia, senza fornire ulteriori giustificazioni: in realtà i casi per cui è ammissibile la partecipazione al secondo turno per chi non ha partecipato al primo sono limitati. Le regole sono state condivise e votate da tutti i candidati alle primarie.

Come ho già detto nel mio piccolo video, sarebbe stato giusto tenere aperto il secondo turno delle primarie così come è stato fatto in Francia con Hollande: tra il primo e il secondo turno in Francia si sono registrati 200.000 nuovi elettori.

Purtroppo le nostre regole sono state più restrittive e confuse, soprattutto, nel caso specifico, sulle modalità di iscrizione al secondo turno senza aver votato al primo. Secondo la disposizione numero 25, che viene contestata, spetta al coordinamento provinciale valutare la consistenza o meno delle cause, indipendenti dalla volontà dell'elettore, che ne hanno impedito l'iscrizione.

Grandissimo casino, insomma.

Temo che la vicenda di oggi, anche se a livello centrale si troverà una qualche composizione, creerà confusione e possibili incidenti ai seggi. Specialmente, rovinerà il clima di leale confronto tenuto finora e potrebbe dare il triste spettacolo (già visto a Napoli) di reciproche bugie e infedeltà.

Troppo complicato il voto al secondo turno ma un conflitto sulle regole nuoce al PD



Vorrei invitare chi ha votato al primo turno delle primarie a ritornare ai seggi domenica prossima 2 dicembre per il secondo turno.
Onestamente, anche io avrei sperato che il secondo turno fosse aperto. Hollande, ad esempio, ha visto iscriversi al secondo turno 200 mila persone in più.
Sicuramente è stata particolare la scelta di riservare il voto al secondo turno alle persone che già avevano votato al primo - salvo eccezioni complicatissime e difficilissime da gestire. Bisogna passare attraverso una specie di tribunale del popolo che decide se si è stati assenti giustificati!
A questo punto, secondo me sarebbe stato meglio dire: sono aperte o sono chiuse punto e basta. Però un conflitto sulle regole nuoce alla credibilità democratica del PD e di tutta la coalizione. Spero si possa risolvere.

Il problema dell'agenda Monti



Il problema della continuità con lo stile e il programma del governo Monti, la questione delle compatibilità europee, il problema dei paesi europei di rientrare dalla entità enorme del debito, di accelerare la produttività e innovare nella ricerca e nella scuola in tempi politicamente utili: tutto ciò incombe sull'evoluzione della politica italiana.
L'iniziativa di Montezemolo può essere competitiva con il PD. Mi auguro che alla fine di questo lungo percorso il PD abbia un ottimo risultato, che le liste montane abbiano buoni risultati e che insieme possano governare. Chi sarà il presidente del consiglio non è per me questione del tutto dirimente.

Preiscrizioni e fantasondaggi

Week end di raccolta firme nei mercati e davanti ad Etaly a Torino: gran freddo, siamo i soliti noti, ritornano alcuni compagni passati con Vendola, ora tutti del PD.

La procedura di preiscrizione alle primarie è faticosissima, scopro che l'ultimo certificato sulla privacy rende di fatto inutilizzabili i nominativi raccolti per future convocazioni e assemblee: non sono d'accordo! Questa "superprivacy" rende l'elenco degli iscritti alle primarie uno strumento di fatto inutile. Inoltre, ritengo assolutamente indispensabile allungare gli orari di voto domenica e moltiplicare i seggi.

Firmano un prete, un artigiano, un falegname che dice di farlo per forza, per esprimersi contro Berlusconi. Il falegname mi chiede se può venire a firmare anche il suo socio, che è un militante iscritto alla Lega: non è possibile, gli dico, perché firmerebbe documenti falsi. Lui se ne va molto indispettito con me dicendomi che sono una rappresentante della sinistra settaria…

Fantasondaggi: l'iniziativa verso la terza repubblica di Montezemolo ed altri rischia di essere molto competitiva con la proposta del PD. Può toglierci facilmente 4 o 5 punti. Ho visto che Renzi nella sua chiusura ha corretto il suo anti-montismo. Bersani mantiene il solito low profile aperto a tutte le ipotesi. Vendola proclama di essere un'altra cosa. Se tutto il PD non fa una rapida conversione "filomontiana" e passa il premio di maggioranza al primo partito, nessuno potrà escludere di dover fare l'angosciosa scoperta che il premio di maggioranza andrà a Grillo.

Manifestazioni giovanili e reti familiari

Ha ragione Elisabetta Gualmini quando scrive su La stampa che l'imponenza delle manifestazioni giovanili è dovuta anche all'indebolirsi delle reti familiari e all'impoverimento delle famiglie che proietta un angosciante senso di precarietà sulla vita dei giovani.

Mi è sembrata equilibrata la reazione del Ministro degli Interni che denuncerà gli episodi violenti da parte della polizia.

Comunque, la presenza dei greci di Alba dorada, oltre alla presenza di manifestanti duri, che definirei quasi professionisti, segna un salto di qualità nella internazionalizzazione della protesta eversiva.

Solidarietà al ministro Fornero

Qualche mese fa Diliberto abbracciava una manifestante che indossava una maglietta con la scritta "Fornero al cimitero". Domenica scorsa a Milano i leghisti inneggiavano a Maroni e sulle magliette verdi era scritto: "Monti e Fornero al cimitero". La convergenza degli opposti - ma poi così opposti? - allunga la lista dei morituri.

Colgo l'occasione di questo post per esprimere la mia più sincera solidarietà al ministro Fornero per le minacce alla figlia, dolorose per una madre più delle minacce ricevute in prima persona.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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