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Magda Negri

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Congresso fase 1

I congressi  vanno abbastanza bene con una partecipazione più o meno equivalente a quella di tr anni fa tra gli scritti. Continua la sceneggiata ( ma è colpa del regolamento nazionale che non abbiamo cambiato) del congresso diviso a metà, con sala piena la mattina ad ascoltare le mozioni, con qualche buon intervento e la sfilata, nelle ore successive, di iscritti che vengono solo a votare più o meno "accompagnati". Anche qui niente di nuovo, è la vecchia cattiva abitudine. Io sostengo la mozione Orlando che ha più o meno le percentuali previste, e anche la mozione di Renzi supera il 60% più o meno come da me pronosticato.

Siamo nella fase in cui le mozioni non dialogano , ma si giustappongono con grande celerità. Sento che c'è un effetto di trascinamento nel Partito e che non ci si rende conto  che il 4 dicembre ha aperto una fase politica radicalmente nuova. Comunque l'attenzione al dibattito è autentica e molto importante. Mi dichiaro soddisfatta.

Congresso fase 1

I congressi  vanno abbastanza bene con una partecipazione più o meno equivalente a quella di tr anni fa tra gli scritti. Continua la sceneggiata ( ma è colpa del regolamento nazionale che non abbiamo cambiato) del congresso diviso a metà, con sala piena la mattina ad ascoltare le mozioni, con qualche buon intervento e la sfilata, nelle ore successive, di iscritti che vengono solo a votare più o meno "accompagnati". Anche qui niente di nuovo, è la vecchia cattiva abitudine. Io sostengo la mozione Orlando che ha più o meno le percentuali previste, e anche la mozione di Renzi supera il 60% più o meno come da me pronosticato.

Siamo nella fase in cui le mozioni non dialogano , ma si giustappongono con grande celerità. Sento che c'è un effetto di trascinamento nel Partito e che non ci si rende conto  che il 4 dicembre ha aperto una fase politica radicalmente nuova. Comunque l'attenzione al dibattito è autentica e molto importante. Mi dichiaro soddisfatta.

La tentazione europea

Questo congresso  apre di fatto una lunga fase elettorale. Io ho una sola e dominante preoccupazione: che, per motivi opportunistici, parte del PD e parte della destra liberale si defilino da una salda tenuta europea. Sono contenta che Orlando, ma avrebbero dovuto esserci anche gli altri due,  abbia deciso di esserci alla cerimonia commemorativa dei 60 anni dei Trattati di Roma e abbia detto parole realistiche e chiare. Spero che tutti del PD fra poco diranno le stesse cose senza tentennamenti.

Aver segnato la linea di tenuta dell'Europa possibile può sembrare poca cosa, ma è l'origine contro ogni populismo di destra e di sinistra. Ogni giorno ci sarà un ostacolo, ogni giorno un ripensamento, ma se si arretra ci ritroveremo nella miseria di Stati nazionali impotenti. Per questo, a prescindere da come andrà, considero Macron il vero "eroe europeo" del nostro tempo.

I nuovi sentimenti politici e il congresso del PD  

 

Come appare chiaramente dallo studio sui flussi elettorali (SVG) apparso sull'Unità di domenica 12 marzo, sono in corso sommovimenti in centro destra e centro sinistra  che mutano le tradizionali aree di appartenenza. Accanto ai tre poli attuali equivalenti si profilano due aree satelliti: quella dei progressisti con Pisapia e quella dei moderati. Nessuno è in grado di governare da solo, nessuna  alleanza è in grado di raggiungere il 40% e fare scattare il premio maggioritario; appare del tutto illusoria l'idea di un'alleanza area democratica + Forza Italia senza Lega, che peraltro non raggiungerebbe essa pure l'agognato 40%.

Ovunque, se non nel polo sovranista e populista, sarebbero rappresentate con difficoltà le classi meno abbienti e i giovani.

In questo scenario fluido e oramai pentapolare, potrebbe determinarsi nel congresso PD una logorante diatriba sulle alleanze come già abbiamo conosciuto in altri tempi. Allearsi solo con i gruppi a sinistra? Una specie di nuovo vasto Ulivo che accoglie centristi, democratici e tutta la sinistra possibile? Andare da soli come se fossimo in un sistema duramente maggioritario?  Se ci imbarchiamo per questa rotta finiamo in discussioni astratte che ci trascineremo anche oltre alle primarie fino alle elezioni.

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Nuove regole di voto, governabilità più lontana

Qualunque cosa diranno Renzi o D 'Alema in questo weekend mi sono fatta la ferma convinzione che non ha senso correre ad elezioni anticipate fino a quando il nostro governo si dimostra in grado di continuare il programma di riforme che il referendum ha interrotto.

Il 2018 è comunque qui, e le cose da fare in questi mesi sono moltissime.Pubblico i dati di D'Alimonte ieri sul Sole 24 Ore, relativi ai possibili esiti elettorali nelle varie combinazioni di partiti singoli, in coalizioni o lista.Poi deciderà la maggioranza del Parlamento e del Pd.

Ma ognuno si prenda la responsabilità della proposta per il bene del paese.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-01-27/nuove-regole-voto-governabilita-piu-lontana-082812.shtml?uuid=AEp7LeI 

Lunedì 7 novembre- Presentazione libro di G,Cervetti

 

Lunedì 7 novembre 2016, ore 17.30


Librerie Coop – Galleria San Federico 26

Presentazione del Libro: “Il Compagno del Secolo Scorso” di GIANNI CERVETTI

Introduce: MAGDA NEGRI

Ne discutono con l’autore: PIERO FASSINO, GIORGIO BENVENUTO, GUIDO BODRATO

Modera: SALVATORE TROPEA - giornalista di “la Repubblica”

Porteranno i saluti all’iniziativa:


FABRIZIO MORRI – segretario PD Città Metropolitana
DAVIDE GARIGLIO – segretario PD Piemonte

Una nuova sensibilità...una nuova cultura

C’è davvero un’ala nera su quest’Italia che continua a tremare… Io penso che questo disastro naturale, questa sofferenza degli abitanti dei borghi dell’Italia centrale, che questa loro tenacia  nel non voler abbandonare le loro case e insieme quel modello sociale di convivenza, di civiltà, di cultura ci stia provando tutti un po’. Ogni giorno che passa, la naturale profondità drammatica di questo fenomeno, che tornerà forse tra qualche anno, che non cesserà subito, che è forse strutturale della morfologia geologica dell’Italia centrale, ( non sono uno scienziato, ma stiamo imparando tutti che c’è un dramma sotto la crosta di questo Paese), sta secondo me molto cambiando la percezione delle priorità politiche, delle cose da fare, dello stesso taglio da dare al referendum. Ovviamente non si può spostare una data politica per cui tutti i cittadini che si stanno democraticamente mobilitando, però quello che sta accadendo dovrebbe dare, in qualche modo, un senso di misura e di onestà al dibattito, in qualche modo scacciare tutti i provincialismi, le reciproche accuse.  Stando al tema specifico e politico generale questo che sta accadendo ci dice che anche le nostre priorità di spesa devono essere diverse: le grandi opera vanno fatte certo, ma il ponte di Messina  ributtiamolo tra le sirene dello Stretto;  l’investimento di lunga durata per sistemare il fragile territorio italiano richiede una nuova logica di detassazione, forse assicurazioni private, ingenti investimenti pubblici perché gli investimenti pubblici non basteranno nemmeno per una famiglia normale a rimettere su una casa, e quindi quella  questione che affrontò anche il governo Monti di  assicurazioni anche private sui rischi geologici naturali, delle alluvioni, è una cosa molto, molto sensata su cui ritornare senza finti pudori. Secondo me molto è cambiato, anche l’atteggiamento dell’Europa deve essere serio e fraterno; sentiamo considerazioni serie in questi giorni non sentiamo un eccesso di fraternità.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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