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Magda Negri

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I sessant'anni della Brigata alpina "Taurinense"

Sabato sera ho partecipato al concerto al Conservatorio di Torino in celebrazione del sessantesimo della Taurinense che dal 1952 in poi ha progressivamente riassorbito molti importanti reparti alpini.

Sono stata l'unica parlamentare presente (obblighi d'ufficio, facendo io parte della commissione difesa) ma certo la Taurinense è nel cuore di tutta la città di Torino.

I rappresentanti dei comandi dell'esercito sono un po' preoccupati relativamente alla prossima riforma del ministro Di Paola. Si sta già facendo il conto dei comandi territoriali che saranno accorpati o aboliti.

Il nuovo generale delle Taurinense, però, mi sembra avere altre preoccupazioni. Abbastanza giovane, abruzzese, serissimo, riservato, sembra abbia quasi  pudore ad aprire la serata ricordando la gloriosa vicenda della Taurinense. Riassume tutto nella formula "dovere". 

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Il Piemonte è la Regione del Nord che sta pagando di più la crisi

Ripubblico qui una mia intervista uscita venerdì 13 aprile 2012 su Torino Cronaca, disponibile anche in DPF.

 

Come hanno già fatto i più importanti Paesi europei, in Parlamento si sta lavorando alla modifica di un articolo importante della Costituzione, l’articolo 81. Sarà così introdotto il principio del pareggio di bilancio: “lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio” tenendo conto delle fasi avverse e di quelle favorevoli del ciclo.

Senatrice Magda Negri, cosa vuol dire concretamente? E' come se ognuno di noi si assumesse l’impegno di non spendere più di quanto guadagna?

Le regole che valgono per la buona gestione di una famiglia assomigliano abbastanza a quelle che devono sovrintendere all'economia di una nazione.
Siamo in recessione, il PIL (che misura la ricchezza del Paese) diminuisce, si ingrossa il bacino della disoccupazione giovanile.
Le politiche di austerità, che rimettono i conti in ordine, devono curare il malato, non indebolirlo ancora di più. Allo stesso modo, una famiglia carica di debiti non ha un gran futuro. Deve cercare di non farne altri, ridurre le spese, e progressivamente mettersi in condizione di fare risparmi per i momenti difficili.

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Lega, una guerra di potere appena cominciata

I 4000 della prima linea presenti ieri a Bergamo, con i loro applausi promossi dai capi fazione, hanno reso con plastica evidenza l'immagine di un partito che è sempre stato stalinista, con la proiezione esterna di un populismo violento, identitario, cieco.

La Lega rappresenta interessi veri, veri problemi irrisolti e anche tanta anima della società del nord.
Ma l'uso politico ventennale che ne è stato fatto è sotto gli occhi di tutti: nessun effettivo risultato dall'alleanza subalterna con Berlusconi e il progressivo feroce accaparramento di posti statali e parastatali - come e peggio degli altri partiti "storici".

C'è poco da commuoversi di fronte ad una brutta guerra di potere appena cominciata.

Democrazia nei partiti: un'evoluzione difficile

ImageA commento dell'iniziativa del 2 aprile "Primarie e democrazia nei partiti" vorrei dire che è stata molto interessante, soprattutto perché ha evidenziato come e con quanta fatica evolva la cultura politica del PD.

L'applicazione dell'articolo 49 della costituzione è stata per due decenni un cavallo di battaglia dei radicali, dei referendari, di tutti quegli innovatori che hanno visto dilatarsi le funzioni pubbliche dei partiti in un regime di totale responsabilità privata.

Finalmente gran parte dell'arco parlamentare ha deciso di affrontare la questione tentando di regolamentare per legge i diritti e i doveri degli iscritti, i finanziamenti, i criteri di candidabilità.

Sembrerebbe cosa scontata, ma il mio amico on. Barbi, prodiano della prima ora con molta esperienza in Germania, teme l'istituzionalizzazione e l'esigibilità dei giudici dei requisiti di democrazia interna. Non è il solo: anche molti amici che provengono dall'esperienza del della sinistra storica  difendono l'assoluta intangibilità dello strumento partito.

Monti torna dall'Asia: problemi aperti



Monti ha cercato investitori in Asia e ha riportato in patria credito, apprezzamento, una nuova immagine dell'Italia. Un viaggio positivo.

In Italia lo attendono la questione della riforma del mercato del lavoro: spero che non si scambi tra una minore riforma dell'articolo 18 con il mantenimento dell'emarginazione dal mercato del lavoro dei giovani. Confido comunque che sarà una riforma che farà progredire la situazione attuale.

Altro tema che aspetta monti è la riforma elettorale. La questione morale, poi, incombe su tutti i partiti, allontanando ancora di più i cittadini dalla dimensione alta della politica.

Consigli di lettura: l'accidentato percorso della riforma elettorale

Vorrei segnalare i seguenti articoli di eminenti studiosi che rivelano le criticità presenti nel dibattito in corso su quale futuro dare alle nostre istituzioni:

Questi articoli commentano l'accidentato percorso della riforma della legge elettorale: vanno letti con attenzione e utilizzati come le premesse per un'analisi più approfondita del dibattito appena iniziato e che si svilupperà nei prossimi mesi.

Gli italiani devono poter scegliere il proprio governo

In tema di riforma della legge elettorale, vi invito a leggere i seguenti articoli:

Questi articoli hanno evidentemente aperto un confronto nell'area bipolarista riformista.

Non possiamo sottrarre agli italiani il potere di scegliere il proprio governo: sarebbe un vulnus incomprensibile.

 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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