header

Magda Negri

header

Direzione PD: discutiamo di primarie



Direzione PD: argomento principe le primarie. Io credo che abbia senso solo fare un congresso costruito sulle primarie dove, la parte dedicata al congresso delle sezioni sia ristretta e ampia la parte dedicata al voto del nuovo segretario e candidato premier. Ogni altra ipotesi ci porterebbe nella situazione Cuneo. Ricordate cosa era successo? A Cuneo si fecero delle grandi primarie aperte a tutti, poi ci si accorse che si era incompatibili come profili culturali e come programma e la coalizione si ruppe ancora prima di andare al voto.

Difesa, Sistri, De Gregorio e AGCOM: un breve commento

Ieri è stata una giornata convulsa: si sono tenute le audizione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e dei dirigenti della ragioneria generale dello Stato, per capire come sarà possibile operare significativi risparmi nel bilancio della difesa.
Una strada sarebbe specializzare i programmi di armamento e coordinarli a livello europeo. Il Generale Abrate ci dice che addirittura i francesi se ne stanno convincendo, però si lamenta che è la stessa idea di sovranità nazionale che in ultima istanza impedisce di fare i passi necessari.

Nella bicamerale rifiuti continua l'analisi con i dirigenti Finmeccanica e Selex per i progetti Sistri, il complesso sistema di tracciabilità dei rifiuti posto sui camion dei trasportatori iniziato ai tempi del governo Prodi e che ancora non è partito a livello massivo.
Dure questioni: secretazione del progetto, affidamento del medesimo nel 2008 senza gara con società in house del ministero, difficoltà tecnologiche, resistenza degli autotrasportatori ad imparare ad usarlo... Temo che il prossimo decreto di Passera ne prevederà un altro rinvio. Palese dimostrazione di come è difficile riformare davvero le cose. Ma non bisogna scoraggiarsi.

Caso De Gregorio: abbiamo votato a favore. Su tutti i giornali avete potuto oggi leggere com'è finita.

Condivido il giudizio comune sul modo contraddittorio per le nomine parlamentari delle Autority per la privacy e per l'AGCOM: grande raccolta di curricula ma fatta in poche ore, non esaminati, quando già sotto sotto c'era il solito accordo. Così non va.
Ho solo un piccolo orgoglio: quello di avere personalmente presentato alla Presidenza del Gruppo il curriculum della costituzionalista Livia Califano per il collegio dell'Autority per la privacy, proposta che ha avuto un certo successo.

Per non disperdere la memoria

Pensiero Acutis, il presidente dell'Associazione Italiana Ex Internati Militari, è un minuto signore ormai novantenne. Ho avuto modo di conoscerlo in occasione della celebrazione del 2 giugno scorso.

Alla cerimonia della consegna delle onorificenze, gestita insieme dal prefetto e dai sindaci, il momento più toccante è stato come sempre la consegna delle onorificenze della Repubblica agli ultimi rappresentanti dei militari italiani, ex internati nei campi di prigionia nazisti. Davvero gli ultimi. Infatti a ricevere l'onorificenza sfilavano soprattutto figlie, figli e nipoti perché molti di loro non ci sono più. Ne abbiamo onorato la memoria.

Pensiero Acutis, con straordinaria energia, invita chiunque abbia informazioni relative a questi fatti a rivolgersi al patronato Acli, che ha una modulistica apposita da compilare e mandare al preposto ufficio della Presidenza della Repubblica, affinché la memoria di nessun soldato italiano che l'8 settembre 1943 si trovò da solo a fronteggiare la vendetta dell'ex alleato tedesco vada dispersa.


Per maggiori informazioni:
  • Associazione Italiana Ex Internati Militari
  • via Masserano 10, Torino
  • tel. 011 4368232

Nemo ad impossibilia tenetur: nessuno è tenuto a fare l'impossibile

Ai cittadini informati credo non sfuggirà che in questi giorni si stanno alimentando almeno tre processi che hanno una dinamica non convergente. Giugno sarà il mese che deciderà molto delle sorti dell'Europa economica e politica. Non è solo questione di vertici che si susseguono: è questione di bilanci da fare e di impegni da assumere mentre markers macroeconomici segnalano sempre più crisi, più disoccupazione, più spread, più disinvestimento delle grandi multinazionali dall'area europea verso mete  più convenienti.

Poiché non possiamo dichiarare guerra alla Germania, bisognerà trattare le tappe del risanamento, le reciproche convenienze per l'allargamento del mercato e la ripresa degli investimenti. Il governo si accinge ad una ulteriore poderosa iniezione di liquidità con la compensazione dei debiti verso il sistema delle imprese. Draghi e Visco hanno detto tutto ciò che c'era da dire. Berlusconi è tornato in campo e come Pancho Villa ha - un po' per celia un po' sul serio - proposto di stampare cartamoneta nelle cantine.

A fronte di tutto questo, parti significative del PDL e per il PD Stefano Fassina, credo non solo a titolo personale, propongono di creare l'incidente, di correre verso le elezioni. In sé non ci sarebbe nulla di male, ma sul proscenio di una tragedia sarebbe meglio non inscenare una farsa. Inoltre, dovrebbe già essere pienamente allestito il nuovo cast con un programma preciso e adatto ai tempi: non mi sembra che le cose stiano esattamente così.

ll terzo movimento è iterativo rispetto a quello che abbiamo visto nelle recenti elezioni amministrative: si moltiplichino le liste, le sottoliste, si dia forma politica al civismo generoso, si assedino i vecchi partiti esausti e questo sarà il chiavistello adatto ad aprire la porta per portarci fuori dalla crisi. Anche questo è molto normale: il contrasto alle elites è una dinamica fisiologica nei tempi di crisi. Io penso che chi intenda stringere un'azione politica costruttiva debba concentrare il conflitto politico sui programmi e esigere la riforma dei partiti: applicazione - sempre più tardiva - dell'articolo 49 della costituzione e riforma elettorale. Niente di meno, se il più verrà sarà ben accolto, ma non bisogna consolarsi con diversivi retorici.

PS: Proprio mentre terminavo questi pensieri è arrivata la "bomba" della dichiarazione di Fassina. Stefano ha il grande merito di dire sempre chiaramente quello che pensa. Bravo, ma adesso non si può più fare finta di niente.

Grillini e Piraten

lunedì 11 giugno
ore 18:00
Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci
Via Vanchiglia 3, Torino

Nuove generazioni si affacciano sulla scena della politica europea.

Leggi tutto...

Il terremoto richiede una pausa di riflessione



Il dramma del terremoto sembra acquistare di ora in ora dimensioni sempre più preoccupanti. Nessuno si aspettava una simile strage. Questo ha imposto che sospendessimo la direzione PD, che si profilava importante. Bisogna salvare il paese, i dati macroeconomici restano preoccupanti e l'Europa continua ad essere a rischio, fra circa nove mesi dovranno essere pronti programmi e liste. Stefano Menichini su Europa parla di un piano A e un piano B: io sono per il piano A, che prevede un programma di riforme e una mobilitazione politica e democratica, attraverso un grande congresso che termina con delle primarie. Il piano B prevede invece l'invenzione di partiti fittizi, guru esterni, la rassegnazione a non cambiare il porcellum...

Il PD dalle amministrative alle politiche: discussioni aperte.

L'assemblea regionale del PD si è riunita ad Alessandria durante lo scorso week end, a discutere l'esito amministrativo e le prospettive politiche nazionali. Sull'esito delle amministrative ho recentemente pubblicato un articolo, al quale rimando.

Federico Fornaro ha elaborato un'analisi perfetta dei flussi elettorali in Piemonte. È emersa una rara unità politica: nessuno ha intenzione di sedersi sugli allori e sono tutti consapevoli che alle prossime elezioni politiche non si ridarà questo tipo di partita, dov'è facile fare goal perché la squadra avversaria non gioca e il portiere è distratto.

Stranamente, se non fosse stato per il Senatore Ceccanti, non era all'attenzione dei membri dell'assemblea la proposta del PdL di accogliere l'ipotesi del doppio turno di collegio e coronarlo con l'elezione diretta del Presidente della Repubblica. Serpeggia una rassegnata convinzione che difficilmente si riuscirà a cambiare la legge elettorale e a fare significative riforme costituzionali. Nessun politicismo, nessuna "fissa" sulle alleanze ma concentrazione sull'offerta politica del PD - anche se all'ultimo minuto siamo diventati tutti sostenitori del partito a vocazione maggioritaria.

Si discute anche del nuovo modo di essere, più trasparente, più aperto, più sobrio, che la richiesta popolare fa al mondo dei partiti.
Eppure c'è qualcosa di strano in questa rimozione che l'assemblea sta facendo sui temi di riforma elettorale e riforma costituzionale: si rafforza l'esercito, si preparano munizioni e nuovi stati maggiori ma si ignora ancora il campo di battaglia.

Oggi avrebbe dovuto tenersi la direzione PD, rinviata per rispetto nei confronti delle popolazioni colpite dal terremoto di questa mattina nel Nord Italia.

Mi sembra chiaro il punto: dopo le amministrative, con discontinuità rispetto al lavoro fatto dalla commissione affari costituzionali del Senato, il PD è tornato a proporre per la legge elettorale il doppio turno di collegio secondo la proposta Bersani depositata alla camera. Il PdL ha rilanciato con doppio turno di collegio ed elezione diretta del Presidente della Repubblica secondo la proposta Salvi Dalema della bicamerale del 1998, che all'ultimo momento Berlusconi aveva rovesciato.

Nessuno si fida di Berlusconi ma possiamo dire solo Timeo Danaos et dona ferentis? Non è più così facile per nessuno bluffare. Su questo punto credo verterà la discussione. Bene il fatto che Bersani non abbia accettato il perentorio invito di Vendola e Di Pietro (troppo perentorio per essere un invito vero) per il tridente frontista come cuore della proposta politica.

Un altro punto di discussione potrebbe essere questa idea, in confusa gestazione tra un gruppo di sindaci e il quotidiano Repubblica: il PD con i suoi attuali equilibri e incompletezze da una parte, dall'altra una specie di listone della società civile fatto di bei nomi e di belle speranze, organizzato dal PD. Stranissima idea di quello che dev'essere un soggetto politico a vocazione maggioritaria...

 

Per approfondimento:

Videoblog



Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

Ultime da Facebook

Il mio partito

Partito Democratico