header

Magda Negri

header

Gli immigrati sono una risorsa



Anche nell’ultimo documento di economia e finanza è affrontato il capitolo della sostenibilità demografica italiana, per gli sviluppi che ci auguriamo in tema di produttività. Ogni anno ribadiamo che ci vorrebbero 300.000 immigrati per otto anni per riequilibrare la caduta verticale della forza lavoro. Se l’economia riparte, l’Italia ha molta meno forza lavoro di altri paesi europei. Anche i drammatici fatti di questi giorni, dove si dimostra tanta disponibilità emotiva ma anche tanta incapacità a governare il fenomeno dell’immigrazione, inducono a questa riflessione: tra non molti anni l’immigrazione sarà regolata e tutti la vedremo come una risorsa per il paese.

Riflessione sul PD

Qualcuno, i più superficiali, penseranno "vae victis" dopo la conclusione del Gruppo del PD sulla legge elettorale e dintorni. Al netto di scontati strumentalismi e di personali idiosincrasie, colpisce la convinzione politica profonda, tanto da essere non negoziabile, di questo gruppo di parlamentari su una materia mille volte discussa e modificata negli anni. Il significato è  una differenza culturale, prima che politica, da rispettare ma difficile da maneggiare. Anche questo peserà nella ricomposizione del liquido sistema politico italiano.

Lezione di Morando e Garibaldi

Morando e Garibaldi hanno fatto una ricca lezione nella Sala delle Colonne, più che un normale dibattito, corredata di slides e di numeri. Gariglio ha ricostruito la via crucis della formazione del debito regionale.

Tutto molto interessante, però a me resta un dubbio: è pur vero che le condizioni economico-generali sono migliorate e che la politica di Draghi ci allontana un po' la spada di Damocle dei tassi di interesse. Però il debito cresce e solo il Governo Monti era riuscito ad aggredirlo. Il risparmio delle amministrazioni centrali è garantito solo dagli effetti crescenti della Legge Fornero.

Ricordiamoci il caso del Giappone: soldi a pioggia, tasse bassissime ciò non di meno la deflazione non è stata debellata e la produttività non è cresciuta. Il Def è solo uno scenario parzialmente ottimistico.

Critica di Polito all'Italicum

Non mi aspettavo da parte di Antonio Polito una critica così radicare dell’Italicum.

È vero che è malato un paese che cambia un sistema elettorale ogni 10 anni, che la maggioranza che approverà l’Italicum sarà più ristretta rispetto a quella che approvò il Porcellum, che i difetti di questa specie di elezione diretta del premier senza contrappesi, visto anche la bassissima soglia del 3%, sono rilevanti.

Ma se non vogliamo arrivare a quello che Antonio Polito teme "un gigante  tanti cespugli" ci sono solo due vie: una immediata e la seconda di più lungo respiro.

La prima. Si riapre interamente la discussione e si trova una maggioranza governativa che introduca i collegi o apparentamenti al secondo turno superando il voto di lista.

La seconda: augurarsi che la destra italiana si ricostituisca unitaria e plurale come forza alternativa di governo.

Questo nodo politico secondo me non è direttamente collegato alla soglia bassa del 3% che era stato inoltre richiesto dalle sinistre e dalla sinistra del partito. Certo che se la destra non si ricostituirà in un medio periodo il PD potrebbe diventare una sorta di partito pigliatutto anche programmaticamente indistinto. Su questo Polito ha ragione, ma non possiamo caricare i processi politici solo sulle fragili spalle di una legge elettorale.

 

Bravo Walter!

Grandissimo ieri Veltroni da Floris!

Nell’ordine:

Uno: la sinistra di governo deve rimanere nettamente alternativa alla destra per valori, programmi, vita interna del partito.

Due: le personalità con idee diverse, le minoranze - gente come Cofferati, per intenderci - sono “indispensabili” per la ricchezza e la pluralità di un grande centro sinistra. Come ha detto Valter: “Bisogna tenere il timone diritto e fermo, ma essere inclusivi, non perdere nessuno.”

Tre: le primarie vanno normate per legge dello Stato. Non importa che tutti i partiti le facciano, ma i partiti che decidono di farle devono rispettare la legge dello Stato, come il Gruppo dei DS e poi del PD aveva proposto in tutte le successive legislature.

Questo è l’asse politico giusto. Un partito non di fans, non di oppositori precostituiti, non di consulenti proni. Ma di dirigenti, personalità ricche, partecipazione reale. Peccato che nel 2009 a Walter mancò il coraggio e la determinazione di anticipare il congresso e di vincere su questa linea.

8 marzo 2015

Bellissimo 8 marzo ieri alla Fondazione Amendola. Con grande spirito internazionalista è stato dedicato alle donne combattenti di Kobane e al loro appello per una società laica dove coesistano tutte le culture dell’Islam, del Cristianesimo e dell'Ebraismo. Una dedica speciale anche al ruolo della giovane Malala, per indicare nell’istruzione la chiave della libertà femminile.

Ne è scaturito un bellissimo dibattito sul ruolo del femminismo in occidente e le spinte di libertà delle donne dell’Islam. Ho conosciuto una bravissima giovane insegnante universitaria e antropologa che lavora all’Università di Torino e che ha intorno un gruppo di giovani iraniane, arabe, ecc che sono state protagoniste della giornata di ieri. Credo che qualche mia riflessione sulla profondità dello scontro tra l’Islam sciita e sunnita sia stato utile per il dibattito.

Grazie a Mara e a Carola che mi hanno preparato un documentatissimo dossier che ho lasciato all’associazione Giorgio Amendola.

Cerca nel sito


Podcast

Appuntamenti

Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

Leggi tutto...

Videoblog



Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

Ultime da Facebook

Il mio partito

Partito Democratico