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Magda Negri

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Secondo giorno di consultazioni politiche al Quirinale

Ascolto in TV le dichiarazioni delle delegazioni politiche al Quirinale.
Se non è uno scherzo direi che Berlusconi ha chiuso totalmente a 5s in forza della loro natura, oltre alla contingenza della politica.
Pericolosi per la nazione e per l'Europa.
La crisi potrebbe cambiare corso...se non è tutto un gioco a scacchi.

Veltroni e il Pd

Pubblico volentieri la lettera di Veltroni apparsa oggi sul Corriere della Sera, che dà ragione di tanti pettegolezzi e fake news ed esamina con lucidità i problemi e le possibili vie d'uscita dell'attuale crisi del Pd.
 
Mi riconosco perfettamente in questa posizione, e penso che è tempo di far chiarezza anche all'interno del tormentato campo dei riformisti.
 

Grecia capta ferum victorem cepit

Grecia capta feros captores cepit.. è quanto si augura parte della borghesia italiana e grandi commentatori in merito al rapporto Pd/ 5S.
Temono - a ragione il degrado e l' instabilità - Ma noi non possiamo nulla contro il giudizio elettorale. Potremo, dall'opposizione, dare buoni consigli mentre ricostruiremo un più solido rapporto con il Paese.
Non abbiamo ulteriori doveri di civilizzazione politica.
Dura lex sed lex.
Stasera si latineggia..alla buona.
Non mi ricordo se si scrive cepit o con il dittongo coepit.
Se sbaglio correggetemi.

I bravi ragazzi di Alessandria non parlano

È passato un mese ma non hanno ancora parlato.
Li hanno sospesi con obbligo di presenza.. ma muti.
Il dirigente scolastico non sa bene cosa fare.
Solo una ragazza dice che non è più bello tornare a scuola con quell'atmosfera.
Eppure c' erano quasi tutti, quando un gruppo di loro ha legato a una sedia un insegnante disabile, l' hanno umiliata e preso a calci le sue cose.
Speriamo solo cose.
I bravi ragazzi di Alessandria non parlano.
Perfetta omertà di gruppo.
Forse si sentono eroi che non possono tradire.
Nessun pentimento né consapevolezza.
Ma non ci sono famiglie amici pedagagosti che aiutino i ragazzi a capire a uscire da quell' episodio di violenza e viltà?
Brutto entrare nell'adolescenza con questa complicità collettiva in un atto vigliacco.
Peserà sulle loro vite.

A naso mi sembra di poter dire che il governo Di Maio non nascerà

A rigor di logica il governo pentastellato può nascere solo a 2 condizioni:
- Salvini autonomizza la Lega da Fi e si acconcia a fare lo junior partner di di Maio con le prevedibili conseguenze a livello di governo locale etc..
- Berlusconi accetta di suicidare FI accettando di dare un sostegno esterno o di essere presente con ministri tecnici esterni non riconducibili al partito.
Mi sembra improbabile ..anche se sono tempi in cui tutto può succedere.
A naso mi sembra di poter dire che il governo Di Maio non nascerà.

2006/2008: il Gruppo delle Autonomie, un'esperienza non peregrina.

E' tempo di memorie: una casa editrice di Bolzano ha chiesto un contributo a tutti i senatori che dal 2006 al 2008 costituirono il Gruppo Autonomie, in accordo con il Gruppo dei Ds che ci chiese di strutturare un piccolo gruppo aggiuntivo per reggere il lavoro delle Commissioni.
Allora ci sembrò una stramberia ma fu invece un'esperienza molto positiva.
Pubblico qui le mie riflessioni su quell'esperienza.
 
Quando, nel 2006, all'atto della costituzione dei gruppi, i Ds chiesero a me e ad altri compagni eletti al Senato di iscrivermi al Gruppo delle Autonomie, li per lì rimasi stupita, ma poi mi sembrò una bella idea, in coerenza con la mia piccola storia.
Da sempre infatti, avevo approfondito i temi del federalismo e anche quelli della difesa delle comunità specifiche, come la Convenzione delle Alpi, la diffusione della lingua Occitana, il riconoscimento delle minoranze etniche e linguistiche in Piemonte.
In questo gruppo trovai personaggi interessanti, anticonformisti, originali, provenienti da diverse regioni.
Naturalmente ci occupammo di problemi generali: adozione dei figli, sussidi alla famiglia, tutela dei piccoli comuni, riforme della costituzione, tutela degli embrioni... in un attività del gruppo vasta a 360°, di tipo generalistico.
Avevamo sensibilità diverse: alcune più radicali, provenienti dalla sinistra storica, altre più radicate nel cattolicesimo democratico e del moderatismo progressista.
Ma c'era sempre la regia di questo gran personaggio che è Oskar Peterlini, che riusciva sempre a far mediazioni avanzate, consentendo comunque a ciascuno di noi grande libertà.
Io presentai, come primo firmatario, vari disegni di legge: sulla libertà religiosa, in materia di sperimentazione sugli embrioni umani, in materia di rieleggibilità alle cariche di sindaco, per la costituzione dell'Associazione nazionale delle Autonomie Scolastiche, e ad altri ho dato, spero, un contributo.
Sono stata delegata dal gruppo nella commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti per la quale ho poi svolto la relazione sulla Basilicata.
Lo stimolo culturale più forte che però ho avuto nel lavoro del gruppo, è stata la riflessione sulla democrazia dei cittadini: un complesso ciclo di occasioni referendarie, proposte di legge d'iniziativa popolare, di co-legislazione tra rappresentanti e popolo, che trovava in "Democrazia Diretta, più Potere ai Cittadini" di Thomas Benedikter e altri saggi di Oskar Peterlini, una sintesi e insieme una perenne e stimolante provocazione.
Fu grazie a questi stimoli che mi venne voglia di approfondire il processo legislativo, in realtà come la Svizzera, e di tornarci sopra negli anni successivi.
Nel 2009, primo firmatario Oskar Peterlini, aderì al disegno di legge costituzionale per la modifica degli articoli: 70, 71, 73, 74, 75 e 138 della Costituzione in materia di revisione delle leggi e revisione della Costituzione, per l'introduzione dell'iniziativa legislativa popolare e l'iniziativa legislativa e di democrazia diretta.
Spiace che quella ricca elaborazione non sia diventata materia politicamente viva in questi anni tormentati, e che la democrazia diretta sia diventata un feticcio, un'arma populistica da brandire populisticamente contro le istituzioni.
In quel disegno di legge costituzionale proponevamo un refederendum propositivo: l'abolizione del quorum (che ritroviamo nella proposta costituzionale di Renzi, poi bocciata) del 50%, il potenziamento e l'obbligo di discutere entro un determinato termine le leggi di iniziativa popolare e l'aumento della maggioranza al 60% per l'approvazione, in seconda votazione, delle leggi costituzionali.
Guardavamo all'esperienza svizzera e a quella degli Stati Uniti per aprire un circuito più agevole e continuo tra democrazia dei cittadini e democrazia della rappresentanza.
Ispirazione davvero riformista, davvero vitale, davvero dentro i problemi contemporanei.
Credo ci sia ancora spazio per far vivere nelle regioni e nel paese questo bagaglio di idee che un piccolo ma autorevole gruppo, con radici in realtà territoriali tanto diverse, seppe incardinare nel dibattito parlamentare.
Le idee camminano, facciamole camminare ancora.

Leader e oligarchi impediscono la vera democrazia nei partiti

Purtroppo le legislature si succedono senza che questo problema venga risolto.
Abbiamo riempito le biblioteche di studi e proposte, ma niente di fatto.
Gli oligarchi si difendono sotto ogni forma..specialmente quelli che dicono di non avere gli statuti.
 
27 marzo 2012 · 
 

I partiti che non applicano le regole della democrazia al loro interno non possono sviluppare pienamente la democrazia nel Paese.

Basta con i partiti padronali, logorati da gruppi di potere e di interesse. Gli statuti devono garantire il pluralismo interno, la partecipazione degli iscritti e degli elettori, l'accesso all'anagrafe degli iscritti.

I bilanci devono essere certificati da autorità esterne, i rimborsi elettorali attribuiti solo se si rispettano standard pubblici di trasparenza. http://t.co/gZVNvnh9

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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